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Gli Stati Generali del Volontariato di Protezione Civile
13 aprile 201213 aprile - L'intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla cerimonia di inaugurazione degli Stati Generali del Volontariato

“Colgo il suo invito Dottor Gabrielli per un breve saluto,un breve saluto al Presidente del Consiglio, a tutte le autorità e sopratutto a voi volontari. Con voi in effetti mi sono incontrato più volte sul campo, non so con quanti di voi oggi fisicamente presenti, ma con gli uomini e le donne del volontariato di protezione civile che per fortuna come è naturale conoscono un continuo ricambio anche generazionale. Mi sono incontrato con voi quando tra la primavera del 1996 e l'autunno del 1998 ho esercitato la delega attribuitami dall'allora Presidente del Consiglio per la protezione civile come Ministro dell'Interno con la preziosa collaborazione del sottosegretario Professor Franco Bàrberi (applauso) che portava avanti il prezioso esempio di pioniere dell’amico Zamberletti che sono felice di rivedere qui oggi. E quindi ricordo molto bene quello che accadde e quello che si mobilitò di straordinario per i terremoti in Umbria e nelle Marche,in Umbria quando fu addirittura ferita la Basilica di San Francesco d'Assisi o per gli eventi alluvionali in Versilia e in Campania e allora quanti di voi o di altri come voi vidi che rappresentavano i volontari vigili del fuoco, l'associazione degli Alpini, le Misericordie e i giovani, i giovani che accorsero nei luoghi colpiti dall'emergenze da ogni parte d'Italia. Poi anche quando essendo uscito da un servizio permanente effettivo,essendo stato richiamato dalla riserva quindi se il Professor Monti è qui come volontario io sono qui come un richiamato dalla riserva ecco, (applauso) e quindi da Presidente incontrai i volontari della protezione civile all'Aquila all'indomani del disastro e furono momenti molto coinvolgenti per me come per chiunque e poi pure recentemente sono stato molto lieto di poter partecipare ad un incontro, un convegno che ho concorso a promuovere insieme col ministro Clini,con il Dottor Gabrielli a Vernazza, e li abbiamo discusso di un evento non sismico,abbiamo discusso di quello che ha provocato lì e anche altrove perché erano presenti anche i rappresentanti del Comune di Saponara e dei Comuni del messinese egualmente colpiti da quei fenomeni di furia delle acque favorita dal dissesto idrogeologico. Ebbene più volte nel corso di questi ormai quasi sei anni in occasioni di iniziative,cerimonie,incontri di varia natura mi è venuto spontaneo usare una espressione, dire questa è l'Italia della solidarietà e dell'impegno civile che precisamente rappresentata dalla protezione civile,dai volontari della protezione civile,non solo da loro,da molteplici anche realtà,espressioni,forme associative,ma è davvero un’Italia speciale,un’Italia migliore. Io capisco che queste definizioni,queste espressioni si possano prestare anche a qualche equivoco perché lo sappiamo bene l'Italia è una, è una come nazione,come società e come Stato. Ma certo il nostro Paese presenta di se diverse immagini e esprime anche diverse logiche di comportamento in un intreccio complesso di positivo e negativo si manifestano anche,non possiamo dimenticarlo logiche particolaristiche asociali di scarsa considerazione se non di aperto dispregio dell'interesse generale del paese e del bene comune ad esempio logiche di speculazione o di cieco calcolo individuale che calpestano esigenze di tutela dell'ambiente,del patrimonio storico e di salvaguardia del territorio. E così anche non è io credo un fuor d'opera, evocarle logiche di rifiuto,logiche irresponsabili del rifiuto del dovere fiscale. Ebbene io non contrappongo,non contrappongo all'italia della solidarietà,dell'impegno civile,del volontariato l'Italia della speculazione edilizia o dell'evasione fiscale perché questi comportamenti devianti per quanto diffusi non meritano di essere associati al concetto e alla parola di Italia ma è importante valorizzare e portare ad esempio tutte le pratiche di solidarietà e di impegno civile come la vostra perché sempre di più con esse si identifichi l'Italia,perché sempre di più l'Italia migliore prevalga su tutto quello che ci frena e ci fa trovare oggi in così gravi difficoltà ad affrontare la crisi che stiamo vivendo. Non voglio entrare nel merito della discussione che si è aperta nel consiglio dei ministri e che ora si trasferirà anche nella sede della conferenza Stato e regioni ma certamente il tipo di articolazione delle responsabilità della protezione civile che io ho vissuto in quella fase è stato superato poi dalla legge del 2001,c'è stato un ulteriore esperienza che oggi sollecita una revisione,io naturalmente seguirò come sempre con grande attenzione il lavoro scrupoloso e assiduo del governo,dico soltanto che mi pare importante se ho capito anche dalle parole del presidente del consiglio che è così è importante che comunque conservi un ruolo essenziale il Presidente del Consiglio in quanto titolare della politica generale del Governo (applauso) e se me lo consentite anche diciamo come ex un ruolo appropriato,misurato ma un ruolo effettivo anche il Ministero dell'Interno. Grazie.” (applauso finale).





