Dossier

Aggiornamento del Piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei

 

Introduzione

Mappa Campi FlegreiQuesto dossier è dedicato all’aggiornamento del Piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei, per i quali dal 2012 il Dipartimento della protezione civile, sulla base di periodiche riunioni con la Commissione Grandi Rischi, rinnova il livello di allerta “giallo” che prevede il permanere della fase operativa di “Attenzione”.

Dopo un lungo percorso di studio e analisi, si è arrivati all’individuazione della nuova zona rossa, cioè l’area per cui l’evacuazione preventiva è l’unica misura di salvaguardia della popolazione e la nuova zona gialla cioè l’area esterna alla zona rossa esposta alla significativa ricaduta di cenere vulcanica e di materiali piroclastici. Contestualmente sono stati ridefiniti anche i gemellaggi con le Regioni e le Province Autonome che ospiteranno le circa 500mila persone che dovranno essere evacuate dalla zona rossa. Entrambe le aree sono state ufficializzate il 19 agosto 2016, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri contenente le “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei”. Il piano per l’allontanamento degli abitanti della zona rossa è in fase di elaborazione da parte della Regione Campania, con il supporto di ACaMIR - Agenzia Campana Mobilità Infrastrutture e Reti, in raccordo con i comuni interessati. Allo stato attuale, sono state individuate dalla Regione Campania, nell’ambito delle attività del Tavolo di lavoro coordinato dal Dipartimento della protezione civile e composto da tutti gli enti e società con competenza nella gestione della mobilità di rilevanza nazionale, le “Aree di incontro” ed è stata definita la strategia generale per il trasferimento della popolazione presso le Regioni e Province Autonome gemellate. Queste specifiche parti del Piano sono state ufficializzate con Delibera di giunta della Regione Campania del 4 settembre 2018.

La zona rossa e la zona gialla sono state individuate dal Dipartimento della protezione civile, in raccordo con la Regione Campania, sulla base delle indicazioni fornite dalla comunità scientifica. Il punto di partenza per l’aggiornamento di queste aree è stato il rapporto finale elaborato dal “Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico”, istituito nel 2009. Questo documento è stato sottoposto alla valutazione della Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico che ne ha discusso in diverse sedute per fornire proprie indicazioni al Dipartimento. 

La nuova zona rossa comprende l’area esposta all’invasione di flussi piroclastici e comprende per intero i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e parte dei Comuni di Giugliano in Campania, di Marano di Napoli e alcune municipalità del Comune di Napoli. Per garantire l’assistenza alla popolazione di questi Comuni che, in caso di eruzione, dovranno essere evacuati preventivamente, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri definisce lo schema dei gemellaggi con le Regioni e le Province Autonome. Nel provvedimento si invitano inoltre le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile a elaborare o aggiornare le rispettive pianificazioni di emergenza secondo le indicazioni del 2 febbraio 2015 che il Capo Dipartimento della protezione civile, d’intesa con la Regione Campania e sentita la Conferenza Unificata, ha emanato per il Vesuvio, fatti salvi i dovuti adattamenti al territorio. 

Nella zona gialla ricadono i Comuni di Villaricca, Calvizzano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Melito di Napoli e Casavatore e 24 quartieri del Comune di Napoli. La definizione di quest’area si è basata su recenti studi e simulazioni della distribuzione a terra di ceneri vulcaniche e ha tenuto conto delle statistiche storiche del vento in quota. In particolare, sulla base delle mappe di probabilità ottenute, sono state individuate le aree dove l’accumulo di ceneri è in grado di causare il collasso di tetti con resistenza medio-bassa.
La ricaduta delle ceneri vulcaniche può produrre, a livello locale, sia effetti sulla salute dell’uomo, sia impattare significativamente sulle attività quotidiane in ambiente rurale e nei centri abitati. Per contrastare tali effetti, anche i comuni esterni alla zona gialla dovranno provvedere ad aggiornare le proprie pianificazioni di emergenza, sulla base delle Indicazioni Operative che saranno loro fornite dal Dipartimento.

Questo dossier sarà costantemente modificato per raccontare tutte le fasi che porteranno all’aggiornamento del Piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei. La prima pagina ripercorre il percorso che ha portato alla revisione del Piano del 2001; la seconda spiega come sono stati individuati l’evento di riferimento e i livelli di allerta per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza; la terza descrive i passaggi che hanno portato alla ridefinizione della zona rossa; la quarta dettaglia il nuovo schema dei gemellaggi tra Comuni in zona rossa e le Regioni e le Province Autonome e in sintesi spiega il Piano per l’allontanamento e il trasferimento della popolazione dalla zona rossa; la quinta è dedicata alla nuova zona gialla.

Pagina aggiornata l'11 settembre 2018

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