Dossier
Per testare l’efficienza di risposta del Servizio Nazionale della Protezione Civile, sia a livello locale che nazionale, il 19 aprile 2005 il Dipartimento della Protezione Civile ha organizzato un’esercitazione sull’isola di Stromboli. Durante l’esercitazione è stato possibile verificare l’efficacia della strategia operativa e del relativo modello di intervento, attraverso l’attivazione delle procedure da adottare prima e durante eventi critici sull’isola di Stromboli.
Obiettivi. L’esercitazione ha puntato a verificare:
- il flusso delle comunicazioni;
- i tempi di attivazione e di intervento delle strutture operative locali, regionali e nazionali;
- l'idoneità degli strumenti e delle procedure per l’attività di ricerca e soccorso;
- i sistemi e le procedure di allertamento e informazione alla popolazione;
- le procedure operative previste in caso di maremoto;
- le norme di comportamento della popolazione;
- le procedure operative di assistenza sanitaria.
Scenari. L’esercitazione, svolta sia per posti di comando che per azioni, ha contemplato la simulazione di tre diversi scenari di evento, relativi a fenomeni che si sono verificati a Stromboli durante l’emergenza 2002-2003. A questi hanno corrisposto specifiche attività suddivise in stati di allertamento e conseguenti fasi operative. In particolare, gli scenari dell'esercitazione hanno ipotizzato:
1 - un aumento dell’attività esplosiva del vulcano con ricaduta di materiale, molto più frequente dell’ordinario, nell’area sommitale del vulcano senza produrre alcun danno alle persone e alle cose.
2 - una forte e improvvisa esplosione che ferisce due escursionisti a quota 400m sui versanti di Stromboli e di Ginostra. Lo scenario prevedeva inoltre il ritrovamento dei due feriti da parte di personale del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza nel corso della perlustrazione organizzata a seguito dell'esplosione e - constatata la gravità delle loro condizioni sanitarie - l'attivazione del COA di Stromboli per il loro recupero. Il recupero del primo ferito, sul versante lato Ginostra, attraverso un elicottero munito di verricello; il secondo ferito, sul versante lato Stromboli, via terra con barella e successivamente con eliambulanza.
3 - un aumento dell’attività esplosiva del vulcano, accompagnata dall’inizio di attività effusiva lungo la Sciara del Fuoco. Successivamente si genera una frana e l'innesco di un maremoto.
Oltre all'intervento di recupero dei due feriti in area accidentata, nel corso dell’esercitazione, si è svolta una prova di allontanamento della popolazione dall’area costiera verso le aree di attesa, che ha visto protagonisti i bambini di una scuola elementare e gli abitanti di Stromboli. L’esercitazione è stata quindi l'occasione per mettere in pratica le principali norme di comportamento da seguire in caso di eventi eruttivi.
Partecipanti. Nell’esercitazione sono state coinvolte diverse Componenti e Strutture Operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile.
- Dipartimento della Protezione Civile attraverso il Centro Funzionale Centrale, la Sala Situazione Italia ed il Centro Operativo Avanzato (COA-Stromboli);
- Centro Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa;
- Marina Militare;
- Ufficio Territoriale di Governo di Messina
- Regione Siciliana – Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana;
- Amministrazione Provinciale di Messina;
- Comune di Lipari;
- Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina;
- Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina;
- Soccorso Alpino della Guardia di Finanza – Comando provinciale di Catania;
- Corpo Nazionale del Soccorso Alpino Speleologico – XII Delegazione Sicilia;
- Corpo Forestale della Regione Siciliana;
- Guardia Costiera – Compamare Milazzo – Circomare Lipari:
- 118 Regione Siciliana;
- Azienda Unità Sanitaria Locale n. 5 – Messina;
- Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Siciliana;
- Volontari Misericordie del Comune di Lipari Isola di Stromboli;
- Guide alpine e/o vulcanologiche dell’isola di Stromboli;
- Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, Palermo e Napoli;
- Università di Firenze – Dipartimento di Scienze della Terra.
- Avanti






