Dossier
Il termovalorizzatore di Acerra
- Il termovalorizzatore di Acerra
- Come funziona il termovalorizzatore di Acerra
- Le tappe
- I numeri
Il termovalorizzatore di Acerra
Iniziati nell’agosto del 2004, dopo diversi stop, i lavori per la costruzione del termovalorizzatore sono ripresi a luglio 2008. Dal settembre 2009 l'impianto è in grado di funzionare a pieno regime: con il primo termovalorizzatore della Campania si inaugura così un ciclo industriale virtuoso di smaltimento dei rifiuti. La costruzione dell’impianto di Acerra, insieme a quella dei termovalorizzatori di Napoli e Salerno, rientra nei provvedimenti previsti dalla legge n.123/2008.
Da rifiuti ad energia
Le tre linee indipendenti di cui si compone il termovalorizzatore smaltiscono ciascuna circa 27 tonnellate di rifiuti l’ora. A pieno regime la struttura arriva a trasformare in energia quantitativi di rifiuti pari a 1950 tonnellate al giorno, per un totale di 600mila tonnellate l'anno. Il processo di termovalorizzazione consente di utilizzare il vapore prodotto durante la combustione dei rifiuti urbani non pericolosi per la creazione di energia elettrica e/o termica. Ogni linea è dotata di una sezione che consente la depurazione dei fumi prima dell’emissione in atmosfera, senza generare sostanze dannose per l’ambiente e per l’uomo.
I controlli: l’Osservatorio Ambientale
Per l'impianto di Acerra sono state adottate le migliori tecnologie disponibili per assicurare il minore impatto ambientale in relazione alle emissioni in atmosfera, agli scarichi liquidi, ai residui solidi, al rumore e al traffico di automezzi. I limiti sulle emissioni garantiti dall’impianto sono infatti di gran lunga inferiori a quelli stabiliti dalla normativa europea. Specifici sistemi di controllo hanno lo scopo di bloccare in modo automatico il funzionamento dell'impianto in caso di superamento dei limiti. Per informare in modo chiaro e trasparente la popolazione sui dati di funzionamento dell'impianto e sul monitoraggio delle emissioni è stato istituito l’Osservatorio Ambientale del termovalorizzatore di Acerra. Nel Comune di Acerra e San Felice a Cancello sono stati inoltre allestiti due punti informativi collegati h24 con l'impianto, dove vengono trasmesse in diretta le immagini del termovalorizzatore, i monitoraggi sul funzionamento dell'impianto e i livelli delle emissioni. Gli stessi dati sono disponibili sul sito dell'Osservatorio Ambientale.
Gestione e proprietà dell’impianto
Nell’ottobre del 2008 la società lombarda A2A, leader nazionale nel settore energetico ambientale, si è aggiudicata la gara d’appalto per la gestione dell’impianto. A2A ha costituito una nuova società locale, Partenope Ambiente, per radicarsi sul territorio e operare con tecnici e personale assunto localmente. Dal 15 gennaio 2010 - sulla base del decreto legge n.195 del 30 dicembre 2009 convertito nella legge n.26 del 26 febbraio 2010 - Partenope Ambiente ha assunto la gestione provvisoria ed esclusiva del termovalorizzatore, affiancata da un presidio tecnico di Fibe, la società che ha costruito il termovalorizzatore. Con l’esito positivo del collaudo funzionale – terminato il 28 febbraio 2010 - Partenope Ambiente ha assunto la gestione definitiva dell’impianto.
Con il decreto legge n.195/2009 il valore dell’impianto di Acerra è stato determinato in 355 milioni di euro, in base ai criteri stabiliti dallo studio Enea 2007. Entro il 31 dicembre 2011 la proprietà del termovalorizzatore passa alla Regione Campania, o ad un altro soggetto pubblico (Dipartimento della Protezione Civile) o privato. Durante il passaggio di proprietà, il Dipartimento della Protezione Civile può disporre, utilizzare e godere dell’impianto per il quale è autorizzato a stipulare un contratto di affitto della durata massima di quindici anni.
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