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Incendi boschivi: Borrelli: "tenere alta l'attenzione in vista del prossimo anno"

29 novembre 2017

Previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi e di interfaccia sono stati i temi al centro del debriefing della Campagna anti-incendio boschivo 2017, che si è svolto presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, alla presenza dei rappresentanti dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, del COI (Comando Operativo di Vertice Interforze), del Ministero dell’Ambiente, delle altre strutture operative centrali e delle strutture regionali di Protezione civile.

Un’occasione di confronto importante per tutte le Amministrazioni coinvolte a vario titolo nelle attività di contrasto agli incendi boschivi, sulla complessità della stagione appena conclusa «tra le più impegnative anche sotto il profilo degli interventi di protezione civile a salvaguardia della pubblica incolumità, del territorio e del patrimonio boschivo», ha sottolineato il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, che ha partecipato ai lavori insieme al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Bruno Frattasi.

In particolare il periodo estivo «caratterizzato da condizioni climatiche favorevoli all’innesco e alla propagazione degli incendi boschivi su gran parte dell’Italia, ha fatto registrare una crescita esponenziale del numero di incendi e di superfici percorse dal fuoco rispetto agli ultimi anni richiedendo – ha sottolineato Borrelli – un impiego straordinario delle squadre a terra, delle flotte regionali e della flotta aerea nazionale, che ha impegnato gli equipaggi e i mezzi per 10.842 ore di volo, più del doppio rispetto allo scorso anno».

Nell’ambito della campagna estiva, dal 15 giugno al 30 settembre 2017, al Centro Operativo Aereo Unificato (Coau) del Dipartimento della Protezione Civile dalle Regioni sono giunte complessivamente 2.227 richieste di intervento aereo a supporto delle squadre di spegnimento e dei velivoli regionali, in netto aumento rispetto alle 922 dello stesso periodo del 2016 e di poco inferiori al 2007, quando le schede registrate dal COAU furono 2.499.

Il 28 novembre si sono aperte le prime due sessioni del debriefing della Campagna anti-incendio boschivo 2017, dedicate alle attività di previsione e prevenzione con l’obiettivo di delineare e condividere un programma di interventi teso a superare alcune criticità nella stagione appena conclusa e a migliorare la risposta del Sistema di protezione civile nel suo complesso.

Il primo focus, dedicato alle attività di previsione, si è aperto con l’analisi dei sistemi di allertamento e dei livelli di pericolo incendi boschivi, adottati dalle regioni. Si è ravvisata la necessità di individuare criteri omogenei per la definizione dei bollettini regionali di previsione degli incendi boschivi attraverso la condivisione di terminologie e codici convenzionali dei livelli di pericolosità. Fondamentale, a questo riguardo, la necessità di legare l’allertamento dei sistemi di protezione civile locali alle previsioni contenute nei bollettini dei quali si dovrà dare massima diffusione a tutti gli operatori dei servizi essenziali, della viabilità, quale parte attiva nel sistema, con specifica attenzione in condizioni particolarmente favorevoli all’innesco ed alla propagazione degli incendi boschivi.

La successiva sessione dei lavori sulla prevenzione ha permesso l’individuazione di azioni concrete volte ad una maggiore incisività e penetrazione di tale attività sul territorio attraverso un programma di interventi: ottimizzazione dei fondi del Programma Sviluppo Rurale (PSR) e supporto ai Comuni nella presentazione e attuazione dei relativi Piani; maggior coinvolgimento delle associazioni di categoria degli agricoltori; monitoraggio sull’aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco, così come previsto dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi.

I temi oggetto della terza e ultima sezione che si è chiusa questa mattina, dedicata alla lotta attiva, ha permesso di analizzare i punti di forza e di debolezza delle attività di contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia. Per una più efficace risposta del Sistema, è stata ravvisata la necessità di una continua interazione e integrazione tra il personale impiegato sul campo: volontari, Vigili del Fuoco e Carabinieri forestali. Condivisa dai presenti anche la necessità di una revisione dei Piani regionale AIB in termini di procedure operative, scambi informativi tra la Sala Operativa Unificata Permanete (Soup), Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e organizzazione del presidio e del monitoraggio del territorio che – alla luce della riforma introdotta dal D.Lgs. 177/2016 –, preveda il pieno coinvolgimento dei Carabinieri forestali e vada verso l’implementazione della collaborazione tra le Regioni nelle attività AIB attraverso strumenti quali, ad esempio, gemellaggi volontari, accordi di confine e mutua assistenza.

A conclusione dei lavori il Capo Dipartimento, Angelo Borrelli, ha sottolineato la necessità di un’attenta riflessione da parte di tutte le Regioni e dell’intero sistema di Protezione Civile affinché «l’eccezionalità di quest’anno non diventi la norma e perché si tenga sempre alta l’attenzione in vista della prossima campagna estiva. In contesti difficili come quelli di quest’anno – ha aggiunto Borrelli – i risultati si ottengono solo con un efficace coordinamento nelle operazioni di spegnimento tra le forze di terra, le flotte aeree regionali e quella nazionale». A questo proposito il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha auspicato che tutte le Regioni rafforzino le attività di previsione, incrementino il monitoraggio e il presidio sul territorio e si dotino di una adeguata flotta aerea regionale.