Terremoto Umbria e Marche 1997

Data: 26 settembre 1997, ore 11:40
Magnitudo: 6.0 (Maw)
Intensità epicentrale: VIII-IX grado (MCS)
Vittime: 11

Immagine del danno subito dalla volta del Cimabue nella Basilica superiore di S. Francesco d'AssisiIl 26 settembre 1997 alle ore 2:33 una prima scossa di terremoto di magnitudo 5.5 (Maw), VIII grado della scala Mercalli, colpì una vasta area dell’Italia centrale, localizzata lungo l’asse della dorsale montuosa degli Appennini, tra Umbria e Marche. Alle 11:40 seguì la scossa di maggiore energia che aggravò lo scenario di danno provocato dalla scossa precedente. Aveva così inizio una sequenza sismica che continuò ad interessare per alcuni mesi l’Umbria e le Marche, con migliaia di scosse localizzate in una ampia fascia estesa per 50 Km in direzione Nord-Ovest Sud-Est, compresa tra le località di Gualdo Tadino e Nocera Umbra, a Nord, e di Sellano e Norcia, a Sud. Una decina di tali scosse ebbero una magnitudo superiore alla soglia del danno (M≥4.5), come quelle del 3 ottobre (5.1), del 7 ottobre (5.3), del 14 ottobre (5.4) e del 26 marzo 1998 (5.6), arrecando ulteriori gravi danni a queste regioni così ricche di arte e di storia.
I comuni colpiti dal sisma furono quarantotto, fra cui Assisi, Gubbio, Foligno, Norcia, Valfabbrica, Gualdo Tadino, Nocera Umbra e Sellano, in Umbria. Nelle Marche i danni più rilevanti si registrarono nei comuni di Serravalle del Chienti, Camerino, Fiordimonte, Castelsantangelo sul Nera.

Il patrimonio storico-artistico perduto o danneggiato fu enorme: la cima del campanile della cattedrale di Foligno, la storica torre di Nocera Umbra, i tanti musei locali e teatri storici, di cui queste regioni abbondano. Il complesso francescano di Assisi fu il monumento lesionato più famoso, visitato ogni anno da milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo. In particolare i danni più gravi si ebbero nella Basilica superiore dove andò persa buona parte del suo soffitto affrescato.