Terremoto Centro Italia

Il Dipartimento della Protezione Civile sta coordinando l’emergenza nel Centro Italia.
Lo stato di emergenza è stato dichiarato a seguito dell’evento sismico del 24 agosto 2016 e successivamente è stato esteso, una prima volta, dopo i forti terremoti del 26 e del 30 ottobre e, una seconda volta, dopo le quattro scosse di magnitudo superiore a 5 del 18 gennaio e le straordinarie nevicate che hanno interessato l’Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.


Il 24 agosto alle 3.36 un terremoto di magnitudo 6 colpisce il Centro Italia. Sono migliaia le persone coinvolte nell'evento che provoca 299 vittime, numerosi feriti e gravi danni sul territorio. Immediatamente il Capo Dipartimento della Protezione Civile convoca il Comitato Operativo, che si riunisce in seduta permanente nella sede operativa del Dipartimento.

Dal 28 agosto la Dicomac-Direzione di comando e controllo, istituita a Rieti, provvede al coordinamento delle attività di gestione dell’emergenza attraverso assistenza alla popolazione, ricognizione dei danni su abitazioni, patrimonio artistico-culturale ed edifici pubblici, ricerca di soluzioni abitative alternative e sostegno alle attività produttive.

Il 26 e il 30 ottobre nuovi violenti terremoti interessano il Centro Italia, in particolare il confine tra Umbria e Marche, già duramente colpito dall’evento sismico del 24 agosto. L’evento del 26 ottobre è caratterizzato da due forti scosse di magnitudo 5.4 e 5.9, mentre il 30 ottobre una nuova forte scossa di magnitudo 6.5 causa nuovi danni e crolli agli edifici. A differenza del terremoto di agosto con questi due ultimi eventi non si hanno perdite di vite umane, ma salgono a decine di migliaia le persone coinvolte e aumentano danni e crolli.

Il 18 gennaio quattro terremoti di magnitudo superiore a cinque colpiscono nuovamente le Regioni Lazio e Abruzzo. In particolare, alle 10.25 si registra un evento sismico di magnitudo 5.1, seguito da altre forti scosse: la seconda alle 11.14, di magnitudo 5.5, la terza alle 11.25, di magnitudo 5.4 e infine la quarta alle 14.33, di magnitudo 5.
Quando si verificano le scosse di terremoto, il Sistema di protezione civile è già operativo sul territorio anche perché da alcuni giorni sta fronteggiando, ulteriormente rafforzato nelle sue componenti, l’eccezionale ondata di maltempo che nel frattempo aveva investito, tra le altre, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Numerosi e complessi gli interventi realizzati: dal recupero, soccorso ed evacuazione delle persone dalle frazioni isolate al ripristino della viabilità, delle infrastrutture e dei servizi essenziali.
Durante le eccezionali nevicate, poche ore dopo le violente scosse di terremoto del 18 gennaio, una slavina travolge e distrugge l’Hotel Rigopiano, situato alle pendici del Gran Sasso, a pochi km dal borgo di Farindola in provincia di Pescara. Sul luogo, le operazioni di ricerca e soccorso durano ininterrottamente per otto giorni e otto notti, consentendo di mettere in salvo nove persone, oltre le due che sono sopravvissute perché si trovavano all'esterno della struttura alberghiera.
Gli eventi di gennaio causano purtroppo in totale 34 vittime, di cui 29 nello scenario dell'Hotel Rigopiano.

 

Donazioni

In questa pagina tutte le informazioni per donare attraverso il conto corrente bancario attivato dal Dipartimento e attraverso il numero solidale 45500. In entrambi i casi le somme raccolte saranno destinate a progetti per le popolazioni colpita dai terremoti in Centro Italia. 

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