Storia eruttiva

Il magma che diede origine ai numerosi vulcani che costruirono l’isola di Pantelleria arrivò in superficie in un’area attraversata da profonde fratture, provocate da un movimento di distensione della crosta terrestre (rift). Sul fondo del Canale di Sicilia, oltre che nell’area di Pantelleria, il magma è giunto in superficie a formare la piccola isola di Linosa ed il Banco di Graham (Ferdinandea). L’isola dà il nome a un genere di prodotti vulcanici, le pantelleriti, derivate da un magma particolarmente fluido e ricco in silicio e sodio.
Il succedersi sopra il livello del mare di molteplici eruzioni nel corso di centinaia di migliaia di anni, le trasformazioni e le sovrapposizioni di diversi coni vulcanici, cresciuti e poi demoliti nel corso del tempo, rendono problematica la ricostruzione della storia eruttiva dell’isola.
È probabile che le eruzioni in superficie siano iniziate intorno a 330.000 anni fa e abbiano costruito, con una serie di colate di lava, un ampio e basso vulcano. Successivamente, per 200.000 anni sono state prodotte grandi colate laviche e depositi piroclastici da vari centri eruttivi, fino a circa 114.000 anni fa, quando uno sprofondamento prodotto da una grossa e violenta eruzione, ha portato alla formazione della prima delle due caldere quasi concentriche che caratterizzano la morfologia dell’isola: “La Vecchia", estesa per 42 km2.
La caldera fu successivamente in parte riempita da pomici e depositi piroclastici eruttati nel corso di grosse eruzioni esplosive tra 106.000 e 79.000 anni fa. Circa 45.000 anni fa, una serie di violentissime esplosioni hanno portato alla formazione di uno spesso deposito piroclastico che oggi ricopre la maggior parte dell'isola: il Tufo Verde di Pantelleria. Questo evento eruttivo ha generato flussi piroclastici e depositi da caduta di pomici per un volume di decine di km3. Durante questa eruzione si è generato lo sprofondamento di un’altra zona, interna alla precedente, detta la "Caldera dei Cinque Denti" o "Caldera del Monastero". I depositi finali del Tufo Verde e poco dopo le colate laviche emesse nell’area di Monte Gibele, riempirono buona parte della caldera.
L'attività vulcanica è proseguita con vari cicli eruttivi, probabilmente intervallati da periodi di inattività.
L’ultima eruzione nell’area di Pantelleria avvenne nel 1891 in corrispondenza di un sistema di fratture subacquee, ubicate a circa 7 km a Nord dell’isola. Dal 17 al 25 ottobre di quell’anno, i testimoni osservarono bombe vulcaniche emesse durante l’eruzione sottomarina giungere in superficie ed esplodere. L’attività superficiale fu osservata non solo dall’isola, ma anche dalle coste siciliane e tunisine.