Storia eruttiva

L’Etna si trova nella zona di collisione continentale tra la placca euroasiatica e la placca africana. In questa zona, la presenza di un importante sistema di faglie distensive ha permesso la risalita del magma dal mantello, dando origine al vulcanismo.

Le rocce più antiche del vulcano si sono generate durante eruzioni effusive sottomarine avvenute circa 550.000 anni fa. In questo periodo infatti l’area in cui sorge l’Etna era occupata da un vasto golfo e la lava che fuoriusciva da fratture del fondale, raffreddandosi repentinamente a contatto con l’acqua, ha dato origine alle cosiddette pillow lavas o “lave a cuscino”, visibili tuttora sulla rupe di Aci Castello. A partire da circa 300.000 anni fa, sono poi seguite eruzioni in ambiente emerso.

Fino ai tempi recenti l’Etna veniva considerato un vulcano prevalentemente effusivo, cioè caratterizzato soprattutto dall’emissione di colate laviche. In realtà negli ultimi 15.000 anni la sua attività è stata caratterizzata da ricorrenti eruzioni esplosive, alcune delle quali hanno originato caldere.

Nelle ultime centinaia di anni si sono susseguite infatti con una certa frequenza eruzioni esplosive di bassa energia ed effusioni laviche, alimentate sia dalle bocche eruttive sommitali del vulcano sia da bocche laterali. Queste eruzioni - della durata di alcuni giorni o anche di anni - hanno più volte danneggiato le aree urbanizzate che si trovano sulle pendici del vulcano, a causa dell’accumulo di ceneri e scorie e dello scorrimento di colate di lava.