Storia eruttiva

L'origine dei vulcani dei Colli Albani non è molto diversa da quella degli altri che bordano la costa occidentale della penisola italiana. La crosta terrestre dell'area in cui sono cresciuti, è attraversata da profonde e lunghe faglie che arrivano fino al Tirreno. Su queste faglie se ne innescano altre, con andamento quasi perpendicolare, prodotte dallo stiramento della crosta terrestre. I Colli Albani sono sorti all'incrocio tra i due sistemi di faglie, vie preferenziali per la risalita del magma verso la superficie.

L’attività eruttiva può, per semplicità, essere distinta in tre fasi principali.
La prima fase, chiamata del “Tuscolano-Artemisio”, si riferisce a un periodo compreso tra 600.000 e 350.000 anni fa ed è stata caratterizzata da un grande volume di magma eruttato (>280 km3). Durante questa fase, si sono succedute una serie di grosse eruzioni, almeno quattro, con emissione in prevalenza di colate piroclastiche, pomici da caduta e colate di lava. Tali prodotti, che hanno ricoperto un’area molto vasta, circa 1600 km2, compresa quella su cui sorge buona parte della città di Roma, sono stati in seguito sfruttati intensamente per l’edilizia. L’ultima di queste eruzioni, detta di Villa Senni, provocò il collasso della porzione centrale dell’apparato vulcanico, oggi identificabile con l’area a forma di ferro di cavallo che si estende dal Monte Tuscolo al Monte Artemisio.
Nella seconda fase detta delle “Faete”, tra i 350.000 e i 270.000 anni fa, l’attività vulcanica riprese all’interno della caldera, dove venne costruito il cono delle Faete. L’attività fu caratterizzata sia da esplosioni di tipo stromboliano che da emissioni di grandi colate di lava, come quella di Capo di Bove (280.000 anni fa), che coprirono il fianco Nord-Ovest del vulcano.
La terza ed ultima fase detta “Idromagmatica”, compresa tra 270.000 e circa 20.000 anni fa, fu caratterizzata da violente esplosioni e portò alla formazione di una serie di crateri isolati.

I prodotti emessi in questa fase sono caratteristici degli eventi esplosivi causati dal contatto tra il magma e l'acqua (idromagmatici o freatomagmatici). Le eruzioni di questo tipo, sono in genere di breve durata e formano strutture vulcaniche ampie (Maar), con bordi poco elevati e con il fondo craterico a una quota inferiore rispetto al territorio circostante. Le numerose eruzioni di questa fase, formarono una serie di crateri che in seguito diventarono bacini lacustri: nella parte settentrionale del distretto dei Colli Albani, i piccoli centri di Prato dei Porci, Pantano Secco e Valle Marciana, mentre nel settore occidentale Albano e Giuntura e quasi contemporaneamente i centri di Ariccia e Nemi.

Le ultime eruzioni nell’area risalgono a circa 20.000 anni fa e da allora il complesso vulcanico si trova in uno stato di quiescenza, caratterizzato da sciami sismici, deformazioni del suolo, ed emissioni gassose distribuite lungo i margini esterni del vulcano.