Schede Tecniche

Monitoraggio ceneri dell’Etna - Il radar del Dipartimento

Per monitorare la distribuzione spaziale delle nubi vulcaniche a media e lunga distanza dal punto di emissione, vengono normalmente utilizzati i satelliti geostazionari che operano nei canali infrarosso e visibile. Le immagini che restituiscono ogni 15-30 minuti offrono tuttavia una risoluzione spaziale ridotta e le osservazioni risultano fortemente ostacolate dalla presenza di nubi meteorologiche. Per questi motivi la soluzione ottimale per il monitoraggio in tempo reale di tali fenomeni è rappresentata dai radar meteorologici che garantiscono maggiore risoluzione spaziale e frequenza di acquisizione, nonché la possibilità di effettuare osservazioni durante le ore notturne e in qualsiasi condizione di copertura nuvolosa.

Sebbene i radar nascano per il rilevamento delle idrometeore - pioggia, neve, grandine - il Dipartimento della Protezione Civile ha voluto sfruttare al massimo le potenzialità offerte da questo tipo di strumentazione, arricchendo la Rete Radar Nazionale, realizzata negli ultimi anni con grande impegno di risorse, di un particolare tipo di radar mobile in banda X in doppia polarizzazione. Rispetto ai tradizionali radar meteorologici, la banda X garantisce infatti una maggiore sensibilità nella identificazione di particelle fini, mentre la doppia polarizzazione assicura una maggiore qualità dei dati.

Un radar in banda X è stato quindi installato, nel gennaio 2010, nell’aeroporto di Catania Fontanarossa, per il monitoraggio delle nubi di cenere vulcanica emesse dall’Etna e supportare le autorità preposte alla regolamentazione e al controllo del traffico aereo. Un strumento identico è stato invece inviato in Islanda a seguito dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull nell’aprile del 2010 per dare supporto all’ Icelandic Meteorological Office e alle autorità aeronautiche locali, nonché per essere testato e tarato per operare anche in difficili condizioni ambientali e di ricaduta ceneri.

Dopo una fase di messa a punto che si è protratta per diversi mesi, il 10 aprile scorso, il radar di Catania Fontanarossa per la prima volta ha rilevato e tracciato in maniera evidente il pennacchio di ceneri vulcaniche che si è sviluppato dal Cratere di Sud-Est dell'Etna propagandosi verso i settori sudorientali per alcune decine di chilometri e fino ad una quota stimata di almeno 8500 metri s.l.m. Dopo diverse ore di attività, alle ore 16 il fenomeno eruttivo è cessato e il pennacchio si è lentamente diluito in atmosfera.

Le osservazioni del radar, uniche sia per caratteristiche strumentali sia per vicinanza al cratere, rappresentano un risultato importante e pongono le premesse per la futura piena integrazione dello strumento nel sistema di monitoraggio. Lo strumento offre infatti la possibilità di un riscontro oggettivo in atmosfera per la taratura dei modelli previsionali di dispersione, e potrebbe essere utilmente inserito in futuro nelle procedure aeronautiche per la sicurezza del volo in caso di attività eruttiva.