Schede Tecniche

Monitoraggio del territorio

Le attività di monitoraggio del territorio svolte dall'Ufficio rischio sismico e vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, anche in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, riguardano il monitoraggio sismometrico, il monitoraggio accelerometrico e il monitoraggio geodetico attraverso reti Gps - Global Positioning System. L'attività di sorveglianza sismica continua h24 del territorio nazionale è affidata all'Ingv-Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Rete Sismica Nazionale
L'istituto ha sviluppato negli anni una rete sismometrica (Rete Sismica Nazionale), che permette di stimare accuratamente i parametri dei terremoti (localizzazione e magnitudo) per fini di protezione civile. Attraverso un collegamento internet riservato, l'Ingv fornisce al Dipartimento della Protezione civile informazioni su tutti i terremoti registrati, aggiornate in tempo reale. Inoltre, a partire da valori di magnitudo ≥3.0, viene comunicato alla Sala Situazioni Italia l’evento sismico anche via telefono entro due minuti dall'evento, attivando una complessa procedura di trasferimento di informazioni sempre più raffinate via telefono, e-mail, sms, fax e sito riservato, relative alle coordinate geografiche dell'epicentro, alla magnitudo ed alla profondità ipocentrale in chilometri. Dopo 30 minuti i dati sono considerati definitivi, ma sin dalla prima comunicazione vengono attivate le procedure interne di emergenza previste dal Dipartimento.

Rete Accelerometrica nazionale
La Rete Accelerometrica Nazionale - Ran, acquisita dall'Enel nel 1998 da parte del Dipartimento della Protezione civile, è stata progressivamente potenziata con strumentazione digitale. Attualmente è costituita da 449 stazioni digitali equipaggiate con modem Gsm/Gprs collegati al Centro di acquisizione Ran di Roma (dato aggiornato al 23 dicembre 2010).

Nell'ordinario, i dati accelerometrici sono utilizzati in questi campi:
- la sismologia, per lo studio dei meccanismi di sorgente dei terremoti;
- l'ingegneria sismica, per la produzione di spettri, ovvero diagrammi di riferimento per le varie aree sismiche, ai fini dell'adeguamento della progettazione edilizia ed infrastrutturale e del miglioramento della normativa, basata su spettri di progetto reali e non prodotti da modelli matematici;
-la geologia tecnica, per indagini mirate a caratterizzare il comportamento dinamico dei terreni attraverso il confronto tra le registrazioni di stazioni poste su terreni con diverse caratteristiche geologiche.
Dopo un evento sismico, i dati accelerometrici sono utilizzati per valutare gli scuotimenti prodotti dal terremoto nelle località in cui sono installate le stazioni e per costruire gli scenari di danno, così da indirizzare meglio gli interventi di aiuto e soccorso alla popolazione.
Inoltre, in occasione di eventi sismici di magnitudo ≥5.0 il Dipartimento, in coordinamento con l'Ingv, è in grado di installare in tempi rapidi reti sismiche e accelerometriche mobili nell'area epicentrale, per una migliore definizione dei parametri che descrivono la sequenza sismica in atto.

Le attività svolte dall'Ufficio III del Dipartimento in campo geodetico, invece, in collaborazione con l'Ingv e l'Ispra-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, comprendono sia misure Gps durante campagne periodiche in Appennino centro-meridionale, sia misure Gps con stazioni permanenti nell'area del Gran Sasso (Abruzzo), fornendo gli strumenti necessari per la misura della deformazione della crosta terrestre.
A partire dagli anni '90, l'uso geodetico del Gps ha contribuito notevolmente alla conoscenza della tettonica e del movimento associato alle faglie attive, attraverso la possibilità di ottenere misure, con una precisione sub-centimetrica, della posizione relativa di punti della superficie terrestre.
La ripetizione di misure Gps sugli stessi punti nel corso di campagne periodiche durante la fase intersismica (intervallo di tempo tra un evento ed il successivo), ha permesso di definire le variazioni della posizione relativa dei punti, consentendo la ricostruzione del campo di velocità orizzontale e di deformazione accumulata, che si rilascerà in futuro sotto forma di energia elastica durante il terremoto. In occasione di terremoti di media-elevata energia, l'Ufficio III effettua misure Gps di deformazione cosismica, ovvero, misurazioni durante il terremoto.
Sono stati studiati attraverso i risultati di misure Gps i campi di deformazione associati alla sequenza sismica dell'Umbria e Marche del 1997, in collaborazione con il Servizio Geologico Nazionale e quello associato alla sequenza del Molise del 2000, con il supporto dell'Ispra e dell'Ingv.