Schede Tecniche

Elaborazione dei dati satellitari sul terremoto del 20 maggio 2012 in Emilia

La metodologia. Una delle caratteristiche più importanti dei sistemi radar per l’Osservazione della Terra è la capacità di funzionare in qualsiasi ora del giorno e della notte e in qualsiasi condizione atmosferica. Questa caratteristica, data la densa copertura nuvolosa che ha interessato la zona durante i primi giorni dell’emergenza, si è rilevata di particolare importanza: l’informazione radar è risultata l’unica capace di fornire, in tempi brevissimi, un quadro d’insieme della situazione, non altrimenti rilevabile con le metodologie ottiche standard.

Mediante una tecnica denominata Interferometria Differenziale, è possibile misurare piccoli spostamenti del terreno, anche dell’ordine dei centimetri, utilizzando immagini radar acquisite prima e dopo un evento sismico. L’ultima acquisizione dei satelliti COSMO-SkyMed sulla zona interessata dal sisma è avvenuta la sera del 19 maggio, poche ore prima dell’evento.

Per poter calcolare la deformazione del suolo è necessario attendere che uno dei satelliti ripassi esattamente sulla stessa orbita. L’Agenzia Spaziale Italiana ha immediatamente predisposto l’acquisizione del primo passaggio utile post-terremoto che è avvenuto nella serata del 23 maggio. I dati satellitari sono stati prontamente elaborati da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il risultato. È il cosiddetto interferogramma, cioè una mappa di deformazione espressa in termini di cicli di colore.

Ogni ciclo, o frangia, è rappresentativo di circa 1.5 cm di sollevamento della superficie terrestre. L’area con fasce di colore (frange) concentriche nell’interferogramma indica un sollevamento del suolo dovuto alla rottura della faglia sismica al di sotto di 1-2 km di profondità. Questo primo risultato è particolarmente interessante in quanto, pur rappresentando solo il settore più orientale dell’area presumibilmente in deformazione, consente di capire che questa ha un orientamento prevalentemente est-ovest, parallelamente alla struttura tettonica che ha generato il terremoto, fornendo utili informazioni per la definizione del processo in atto. La qualità delle immagini risulta buona, nonostante le condizioni della superficie (presenza di campi, coltivazioni e vegetazione) non siano ottimali.

Per rendere più evidenti le deformazioni misurate, le frange sono state convertite in deformazione e rappresentate mediante un codice di colori sulla cartografia di GoogleEarth. Le zone azzurre sono quelle colpite da deformazione trascurabile, mentre quelle in rosso sono quelle che hanno raggiunto il valore di massimo sollevamento pari a circa 15 centimetri per l’area studiata, in buon accordo con i dati sismologici, che mostrano un piano di rottura verso Sud lungo il quale la parte meridionale di questo settore della Pianura Padana si è accavallato sul settore settentrionale (faglia di sovrascorrimento).

Questi dati vengono verificati sulla base delle verifiche sul posto tuttora in corso da parte degli esperti geologi.

La qualità dei risultati ottenuti risulta particolarmente elevata, come si vede dalle immagini riportate, pur essendo riprese in un’area particolarmente critica per i sistemi radar a causa della presenza di campi, coltivazioni e vegetazione. I dati satellitari verranno integrate con le informazioni provenienti da campagne di rilievo sul posto tuttora in corso da parte degli esperti geologi.