Schede Tecniche

Schema di funzionamento del Sistema di allertamento nazionale

1. La rete dei Centri funzionali svolge l’attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza integrando la modellistica meteorologica ed idrologica disponibile con strumenti tecnologici avanzati come la Rete radar nazionale, le immagini satellitari, i dati quantitativi dei sensori diffusi sul territorio nazionale (per esempio i pluviometri per misurare l’effettiva quantità di pioggia a terra, gli idrometri per monitorare il livello dei fiumi, gli anemometri per la velocità del vento etc.) e altre informazioni di carattere più qualitativo (come l’osservazione diretta in seguito a un sopralluogo).

2. Per quanto riguarda gli effetti al suolo, queste informazioni vengono suddivise per aree territoriali omogenee appartenenti allo stesso bacino idrografico e che prendono il nome di Zone di allerta. Questo perché gli eventi meteo, e i conseguenti effetti sul territorio, variano sensibilmente da un luogo all’altro. Infatti lo stesso identico fenomeno (per esempio una pioggia intensa) tenderà ad avere effetti al suolo differenti da un luogo all’altro in base alla specifiche caratteristiche dell’area.

3. In base alle previsioni e all’attività di monitoraggio e sorveglianza, la rete dei Centri funzionali valuta gli scenari di rischio previsti per ogni Zona di allerta. La valutazione si basa sul confronto tra i fenomeni previsti ed una serie di soglie di riferimento. Le soglie non sono altro che un sistema di valori (per esempio i millimetri di pioggia attesi in un determinato periodo di tempo) che, in base alle specificità di ogni zona di allerta, consentono di prefigurare le possibili conseguenze sul territorio e il relativo impatto sulla popolazione. La pericolosità per persone o cose di queste possibili conseguenze viene espressa dal livello di criticità, che può articolarsi in criticità ordinaria, moderata ed elevata. Vale la pena notare che lo stesso fenomeno meteo previsto può corrispondere a livelli di criticità differenti a seconda della Zona di allerta interessata. Per fare un esempio, alla previsione di precipitazioni intense su una zona a rischio frane o inondazioni corrisponderà un livello di criticità elevata, mentre non è detto che questo accada in una zona non interessata dallo stesso tipo di rischio.

4. In seguito alle valutazioni di criticità emesse dalla Rete dei Centri funzionali (nello specifico, la valutazione è effettuata dai Centri funzionali decentrati, quando attivati o presenti, e solo in caso contrario dal Centro Funzionale centrale) è compito della Regione far corrispondere a un livello di criticità previsto un adeguato livello di allerta. L’allertamento del sistema di protezione civile spetta infatti al Presidente di Regione o a un suo soggetto delegato secondo procedure definite in autonomia e per questo diverse da Regione a Regione. L’allerta attiva le strutture di protezione civile sia prima del manifestarsi dell’evento, sia durante e può variare da una semplice reperibilità del personale all’attuazione di un piano d’emergenza. E’ quindi il Sindaco, allertato dalla Regione, che, sulla base delle specificità del proprio territorio ( presenza di aree a rischio) attiva le misure previste dal proprio piano e informa la popolazione ( anche ad esempio, sulle azioni che intende intraprendere, come l’interdizione al passaggio di ponti, o la chiusura delle scuole).