Rischio vulcanico

Dal 1890 il vulcano si trova in una condizione di quiescenza con un’intensa attività di emissione di gas e vapore ad alta temperatura dal cratere di La Fossa e in prossimità del Porto di Levante.

Rilascio di gas tossici.
Attualmente il rischio principale è rappresentato dal rilascio di gas tossici - CO, CO2, H2S, HNO, SO2 - che risalgono da fratture del suolo. Per questo motivo l’attività di Vulcano è monitorata 24 ore su 24 da una rete di strumenti predisposti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Ingv.

L’anidride carbonica, più densa dell’aria, in assenza di vento tende ad accumularsi al livello del suolo dove può raggiungere concentrazioni molto elevate, ed essendo incolore, inodore e insapore è difficilmente riconoscibile. A basse concentrazioni può provocare: incremento dell'attività respiratoria, nausea, disturbi visivi e per concentrazioni elevate asfissia.
Associato alla CO2 è possibile trovare anche un altro gas altamente tossico, l’acido solfidrico - H2S - che tuttavia, grazie al caratteristico forte odore di uova marce, risulta immediatamente percepibile dal sistema olfattivo anche se presente in bassa concentrazione. Questo componente gassoso a basse concentrazioni esercita un’azione irritante a carico del sistema respiratorio.

L’entità dell’emissione gassosa, la temperatura massima e la composizione chimica cambiano nel tempo. Negli anni ’30, ’70 e a metà degli anni ’90 la temperatura ha raggiunto valori intorno a 700 °C nell’area craterica, poi è andata lentamente a diminuire per fluttuare intorno a 300-400 °C.

Per la presenza dei gas tossici e le difficoltà connesse alla salita al cratere, l’attività escursionistica di Vulcano è regolamentata da un’ordinanza del Sindaco di Lipari.

Movimenti franosi. Un’altra tipologia di rischio indirettamente connesso all’attività vulcanica è rappresentato dai movimenti franosi. Il cono di La Fossa presenta, infatti, anche in condizioni ordinarie, una natura instabile a causa dell’elevata pendenza dei versanti e dell’azione dei gas e delle fumarole che tendono a diminuire la coesione delle rocce. In particolare, nel versante che sovrasta la Forgia e nei versanti orientali dell’isola in passato si sono verificate alcune frane, piccole ma significative.

Oltre al pericolo indotto dall’improvviso scivolamento di masse rocciose, un pericolo aggiuntivo può essere la formazione di onde di maremoto dovute all’ingresso di frane di dimensioni maggiori in mare.