Attività ordinaria. Ordinariamente le esplosioni del vulcano sono caratterizzate dal lancio di brandelli di lava, gas e ceneri, anche a centinaia di metri di altezza, a cui è associata la ricaduta di materiali pesanti prevalentemente all'interno della terrazza craterica. I sentieri utilizzati per la salita al Pizzo Sopra la Fossa, da cui è possibile osservare l'intera terrazza craterica, non sono quindi normalmente interessati dalla ricaduta di materiale vulcanico.

A volte l’attività esplosiva del vulcano è accompagnata da emissioni di lava che si riversano in forma di colata all’interno della Sciara del Fuoco, una vasta depressione che si è originata più di 5.000 anni fa dal collasso del fianco orientale dell’edificio vulcanico.

L’attività persistente del vulcano e le effusioni laviche non costituiscono una fonte di pericolo diretta per i centri abitati e per gli escursionisti anche se l’attività effusiva può rendere instabile il versante della Sciara del Fuoco, provocare frane e, di conseguenza, maremoti.

I fenomeni in grado di recare pericolo al di fuori della Sciara del Fuoco sono le esplosioni di forte energia (parossistiche e maggiori) e i maremoti.

Esplosioni maggiori. Le esplosioni maggiori posso verificarsi diverse volte l'anno e possono causare la ricaduta di materiali pesanti - blocchi rocciosi e bombe vulcaniche - nella parte alta del vulcano.

Esplosioni parossistiche. Le esplosioni parossistiche sono improvvise e consistono in vere e proprie “cannonate”, accompagnate da forti detonazioni, con lancio di bombe e blocchi a distanze di alcune chilometri dai crateri. La caduta di materiali pesanti interessa la parte alta della montagna ed occasionalmente i centri abitati. I materiali incandescenti, ricadendo lungo i versanti, possono innescare incendi della vegetazione. Durante gli episodi esplosivi più violenti (eruzione del 1930) si possono formare valanghe di materiale caldo che scorrono all'interno di zone depresse del Vallozzo e della Rina Grande/Schicciole fino a raggiungere il mare.

Maremoti. Si verificano, normalmente, in coincidenza di esplosioni violente o frane di grosse dimensioni. Negli ultimi 100 anni si sono verificati cinque maremoti: nel 1916, 1919, 1930, 1944 e nel 2002. Quest'ultimo è stato innescato da una grande frana sottomarina che si è propagata nella parte emersa con un'intensità media superiore a tutti gli altri.