Rischio vulcanico

A oggi il complesso vulcanico dei Colli Albani si trova in una condizione di quiescenza, con manifestazioni vulcaniche rappresentate per lo più da deformazioni del suolo, attività sismica e idrotermale, quest’ultima caratterizzata da sorgenti di acqua sulfurea ed emissioni gassose distribuite lungo i margini esterni del vulcano.

Attualmente il rischio vulcanico principale nell’area dei Colli Albani è rappresentato dalle emissioni di gas tossici - CO2, H2S, SO2, CH4 e Rn - che risalgono da fratture del suolo. I principali punti di emanazione si trovano a Cava dei Selci, Santa Maria delle Mole, Marino, Frattocchie, Ciampino e Tor Caldara. In passato queste aree sono state interessate dal rilascio improvviso di gas dal suolo o dagli acquiferi, alcune volte in concomitanza di eventi sismici o a seguito di scavi effettuati per la realizzazione di pozzi. Un ulteriore fattore aggravante in termini di quantitativi di gas emessi, può essere l’abbassamento della falda idrica. Infatti, lo sviluppo economico e urbanistico che ha subito l’area negli ultimi 50 anni, ha causato un eccessivo sfruttamento della risorsa idrica per usi sia privati che agricolo- industriali. Il cospicuo abbassamento del livello piezometrico della falda determina una riduzione dell’anidride carbonica disciolta nella falda, con il conseguente incremento di tale gas nell’aria.

L'emissione avviene preferibilmente in corrispondenza di fratture, lungo le quali i gas presenti negli strati profondi risalgono più facilmente verso la superficie. Il fenomeno può variare nello spazio e nel tempo: infatti, i terremoti possono produrre l'apertura di nuove fratture e la circolazione di acqua termale può sigillarne altre. I gas che risalgono dal suolo possono formare bolle in acqua stagnante o in pozze di fango e possono danneggiare la vegetazione o provocare la morte di animali.

In particolare, l’anidride carbonica, più densa dell’aria, in assenza di vento tende ad accumularsi al livello del suolo dove può raggiungere concentrazioni molto elevate, ed essendo incolore, inodore e insapore è difficilmente riconoscibile. A basse concentrazioni può provocare incremento dell'attività respiratoria, nausea, disturbi visivi e per concentrazioni elevate asfissia.

È possibile che si rilevino delle concentrazioni di gas anche nelle abitazioni poiché questi possono affluire lungo piccole fratture nel suolo, o attraverso tubi e condutture, e ristagnare in basso presso il pavimento nei locali seminterrati.