Piano nazionale di emergenza

Lo scenario posto a riferimento del Piano è quello relativo alla frana e al conseguente maremoto verificatisi il 30 dicembre 2002; tale scelta è determinata dalla circostanza che questo risulta essere, a oggi, tra gli eventi rilevanti comunque noti, quello meglio documentato, in particolare per quanto concerne l’impatto sull’Isola di Stromboli. Non sono state elaborate pianificazioni specifiche per ulteriori scenari di rilevanza nazionale comunque possibili, ma considerati rari e con scala temporale di ricorrenza da pluricentenaria a millenaria, quali il collasso totale del versante della Sciara del Fuoco ovvero l’apertura di bocche eruttive al di fuori della Sciara del Fuoco, con la formazione di colate suscettibili di interessare zone antropizzate. Si ritiene, infatti, che per tali ultime due tipologie di eventi, e comunque anche per gli tsunami innescati da fenomeni repentini o con limitato preannuncio, ivi comprese le frane sismoindotte, possano essere adottate le misure operative previste nella fasi operative, descritte nel Piano con particolare riguardo alle azioni di messa in sicurezza e di soccorso alla popolazione.

Il Piano consta di una prima parte che contiene gli elementi conoscitivi geografici, vulcanologici, di monitoraggio dello Stromboli e quelli di supporto alla gestione operativa; una seconda dedicata ai livelli di allerta e allo scenario di riferimento per la pianificazione ed una terza nella quale vengono descritte, per le tre diverse Fasi operative (Attenzione, Preallarme e Allarme), le azioni e le attività che i soggetti competenti a vario titolo interessati sono tenuti a porre in essere al fine del raggiungimento degli obiettivi di gestione operativa. Completano il documento quattro allegati dedicati all’accessibilità marittima e aerea, alla mappa con l’onda d’ingressione del maremoto del 30 dicembre 2002 e allo schema delle attività tecnico-scientifiche di valutazione.