Monitoraggio e Sorveglianza

centro funzionale centraleNella fase di monitoraggio e sorveglianza, il Centro Funzionale Centrale raccoglie i dati provenienti dai satelliti meteorologici, dalla rete radar nazionale e dalla rete di stazioni al suolo realizzando, ventiquattrore su ventiquattro, un controllo integrato dei fenomeni meteo idrologici e della loro evoluzione su tutto il territorio, in affiancamento ai centri funzionali decentrati. In questa fase è fondamentale anche l’informazione proveniente dai presidi territoriali, cioè le strutture che hanno il compito di osservare, monitorare e vigilare i fenomeni e la loro evoluzione sul territorio. Le informazioni e i dati così raccolti consentono al Centro funzionale centrale di tenere costantemente aggiornata la Sala Situazioni Italia e monitoraggio del territorio denominata Sistema.

I principali strumenti di monitoraggio e sorveglianza utilizzati sono la rete radar nazionale e quella relativa alle stazioni meteoidropluviometriche. Il primo strumento è in grado di stimare la presenza e l'intensità delle precipitazioni nell’atmosfera quasi in tempo reale, ed osservare lo spostamento delle perturbazioni, mentre il secondo consente, ad esempio, di misurare la quantità delle precipitazioni cadute al suolo e la variazione del livello dei fiumi.

 

Le stazioni meteoidropluviometriche sono stazioni in telemisura, cioè strumenti che effettuano delle misure meteo continuamente e le trasmettono in tempo reale. Su di esse sono montati più sensori, in grado di trasmettere in tempo reale i dati rilevati ai centri di raccolta e di elaborazione regionali. All’inizio del 2012 queste stazioni sono più di 4.500 e comprendono 2.000 pluviometri (per misurare la quantità di pioggia caduta), 1.130 idrometri (per monitorare il livello dei fiumi) e 3.500 altri sensori come termometri (per misurare la temperatura), anemometri (per misurare l’intensità del vento) e nivometri (per misurare la neve caduta).

Negli ultimi anni le stazioni di proprietà regionale sono state potenziate grazie all’applicazione di alcuni provvedimenti (ad es. la legge 267/1998, detta legge Sarno, e la legge 365/2000, detta legge Soverato, e successive ordinanze di protezione civile) che puntavano a migliorare la capacità di osservazione e monitoraggio dei fenomeni e a ottimizzare l’uso di dati, in tempo reale, ai fini di protezione civile.

Campionamento dei dati
Le stazioni meteoidropluviometriche hanno un tempo di campionamento dei dati (l’intervallo che intercorre tra la registrazione di una misura e di un’altra) che varia tra un minuto e un’ora e un “tempo di latenza” generalmente di 30 minuti, ovvero il tempo che passa tra l’istante di misura e la disponibilità effettiva del dato all’operatore.

Trasmissione ed elaborazione dei dati
Le misure rilevate sono trasmesse via radio, satellite o sistemi GSM/GPRS alla centrale di monitoraggio di ciascun centro funzionale che le visualizza e le elabora anche attraverso la Piattaforma Experience, un software che consente lo scambio informativo tra Centri Funzionali. I dati così elaborati vengono inviati in “pacchetti” al server del Dipartimento. Per il confronto, l’integrazione e la sintesi dei dati necessari alla valutazione in tempo reale della situazione meteoidrologica è stata studiata, ed è oggetto di continuo sviluppo, un’ulteriore piattaforma dedicata: il sistema Dewetra.