Monitoraggio della nave e dell'ambiente

Diverse sono state le misure attuate dal Commissario delegato - con la collaborazione di soggetti, enti e amministrazioni - che hanno avuto come obiettivo sia quello di monitorare gli spostamenti della nave sia di monitorare la qualità dell’ambiente e predisporre sistemi per prevenire l’eventuale fuoriuscita di sostanze inquinanti dalla nave.

Attività di monitoraggio degli spostamenti della nave


dettaglio di uno strumento per monitorare gli spostamenti della concordiaPer garantire la sicurezza durante le operazioni di ricerca dei dispersi e durante l’attuazione dei piani di recupero del carburante e di raccolta dei materiali sulla nave, si è reso necessario un monitoraggio costante della posizione e degli spostamenti della nave.

Il Dipartimento ha attivato Centri di Competenza e altri istituti di ricerca per allestire e coordinare un sistema di monitoraggio in tempo reale con funzione di Early Warning - Allertamento Rapido. I dati consentono di verificare le condizioni di sicurezza delle operazioni e di valutare i movimenti della nave. I dati e le valutazioni sono condivisi con il Comitato Tecnico Scientifico.

Si è deciso di differenziare le tecnologie di monitoraggio in modo da aumentare il controllo e l’affidabilità dei dati di spostamento. Il sistema di monitoraggio è costituito infatti da sei tecniche e reti di monitoraggio indipendenti - es. interferometro radar, stazione totale robotizzata, ecc. - che permettono di misurare i movimenti dell'intero scafo, in tempo reale, ad altissima precisione. Gran parte dei sistemi trasmettono i dati da remoto via radio o su rete internet.

Dst-UniFi - Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze.
Ha allestito un sistema di laser scanner long ranging tridimensionale per fare dei rilievi da cui viene derivato un modello digitale della nave. Dal confronto dei modelli digitali viene derivata la mappa di spostamento della nave.
Il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze ha anche il compito di coordinare l’attività scientifica e sintetizzare le varie attività di monitoraggio della nave. A questo proposito, emana quotidianamente un bollettino giornaliero con la sintesi dei risultati.

Cnr Irpi - Geohazard Monitoring Group di Torino. Ha installato una Stazione Totale Robotizzata TM30 della Leica, completamente automatizzata e che fornisce da remoto dati ad alta risoluzione. La Stazione topografica, fa ogni 15 minuti un ciclo di misure su una serie di 12 prismi installati in collaborazione con il gruppo Saf – Speleo alpino fluviale dei Vigili del Fuoco, in settori significativi della nave.
In particolare, i dati rilevati sui 12 prismi sono in grado di definire gli spostamenti tridimensionali della parte emersa con accuratezza millimetrica, valutandone anche movimenti relativi e componenti di movimento connessi a fattori esterni. L’impiego di particolari accorgimenti strumentali e di calcolo ha consentito di rendere minimo l’effetto dei fattori atmosferici - vento, pioggia, variazioni di umidità ecc.- particolarmente rilevanti in questo contesto operativo.

Asi - Agenzia spaziale italiana. Fornisce, dall’inizio dell’emergenza, immagini radar satellitari Spotlight ad altissima risoluzione acquisite dal sistema CosmoSky-Med, elaborate da Telerilevamento Europa e dal Politecnico di Milano. Queste acquisizioni sono di notevole supporto per valutare gli spostamenti della nave e per mappare eventuali dispersioni durante le operazioni di estrazione del carburante.

Ogs - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste. Utilizza una tecnica che si basa sull'invio di impulsi di onde acustiche ad alta frequenza che incidono sul fondale per ricostruire nel dettaglio la morfologia del fondo in tre dimensioni. Questo sistema consente di verificare la struttura e la resistenza del fondale su cui è appoggiata la Costa Concordia e, più in generale, di tracciare una mappatura dettagliata del fondo marino.

Jrc - Joint Research Centre della Commissione Europea. Ha installato un radar da terra con tecnologia interferometrica Mimo-SAR per il monitoraggio in continuo e in tempo reale delle deformazioni attraverso la produzione di immagini radar. Si tratta di un sistema in grado di operare in qualsiasi condizione di visibilità e meteorologica; il modello installato è un sistema di nuova generazione in grado di determinare spostamenti sia in modalità statica che dinamica.

Fondazione Prato Ricerche di Prato/Ingv. Ha installato una rete di monitoraggio di micro sismicità.

Si integrano a questi sistemi, una stazione GPS installata nelle prime ore dalla Direzione tecnica dei soccorsi e un sistema accelerometrico installato da una società incaricata dall’armatore.
È stata data attività di supporto modellistico sulle condizioni meteo marine e modellistica oceanografica da Gnoo – Gruppo nazionale di oceanografia operativa dell’Ingv di Bologna e Lamma - Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica ambientale per lo Sviluppo sostenibile Toscana.
Attività di supporto delle attività di monitoraggio, sia per la modellistica oceanografica e meteo marina operativa sia per il monitoraggio e la previsione, sono state fornite oltre che dal Dipartimento della Protezione, Ispra e Centro funzionale della Regione Toscana, anche dal Gnoo – Ingv Bologna, in base all’intesa operativa con la Guardia Costiera. 


Attività di monitoraggio ambientale

concordia inclinata circondata da panne per proteggere l'ambiente circostantePiano antinquinamento locale. Una delle prime misure anti inquinamento attivate è il piano antinquinamento locale della Capitaneria di Porto, che prevede la predisposizione di panne assorbenti attorno alla nave per contenere le possibili fuoriuscite di carburante. Oltre a questo è operativo un piano per il recupero attivo di eventuali inquinanti con panne assorbenti, panne di contenimento e pulizia della costa.

Monitoraggio del mare e dell'ambiente terrestre.
Da subito viene attivato un piano di monitoraggio delle acque per verificare l'eventuale fuoriuscita del carburante della nave e di tutti gli altri possibili inquinanti presenti a bordo. Sono responsabili del monitoraggio Arpat - Agenzia per la protezione del territorio, in collaborazione con Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il piano prevede campioni d’acqua da diversi punti: prua, poppa, dritta e sinistra della nave e vicino al dissalatore dell’isola del Giglio. È scelto come “bianco”, cioè come valore di confronto, il campione a un miglio di distanza dalla costa. I risultati delle analisi del monitoraggio dell’acqua, sono pubblicati con cadenza quasi quotidiana sul sito di Arpat. Oltre ad Arpat e Ispra, anche l’Università La Sapienza di Roma e la società D’Appolonia – incaricate da Costa Crociere – fanno controlli in modo continuativo su tutta l’area interessata.
Oltre al monitoraggio dell’acqua, sono costantemente analizzate anche la qualità dell’aria e del clima acustico, e sono fatte rilevazioni su specie naturalistiche terrestri e sui beni architettonici dell’isola. A questi sistemi di controllo ambientale, se ne affiancano altri che prevedono l’utilizzo di immagini satellitari – come le rielaborazioni di immagini di Cosmo Sky Med – o l’utilizzo di telerilevamento da aereo che permettono di fotografare la qualità del mare.

Misure a terra.
Durante la fase di recupero del carburante sono state promosse anche attività di prevenzione dell'inquinamento a terra. Sono stati sensibilizzati i comuni di costieri ad adottare e implementare un piano di risposta in caso di sversamento di idrocarburi. A questo proposito, sono stati organizzati corsi di formazione dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con Ispra, Legambiente e le istituzioni locali per istruire volontari e amministratori sulle tecniche di pulizia della costa. I corsi sono stati realizzati nei comuni della costa e sull’isola del Giglio.

Ripristino dell'ecosistema marino. Terminate le operazioni di rimozione della nave, vengono avviate tutte le attività adatte al ripristino delle condizioni presenti precedentemente agli interventi per la rimozione del relitto. Una volta conclusa la fase di ripristino dell’ambiente, sarà garantito un monitoraggio di cinque anni, particolarmente rivolto a quelle component ambientali che più lentamente recuperano le loro condizioni originarie.