Livelli di allerta

tabella livelli di allerta EtnaIl Dipartimento della protezione civile, in accordo con la Regione Siciliana e con il supporto dei Centri di Competenza, ha introdotto dal 1 febbraio 2016 alcune modifiche all’assetto del sistema di allertamento nazionale per il rischio vulcanico. In particolare per il vulcano Etna, queste modifiche hanno avuto l’obiettivo di inquadrare meglio i profili di responsabilità e le competenze dei differenti livelli istituzionali e territoriali, sia rispetto alla valutazione della pericolosità e dei rischi, sia rispetto all’attivazione della risposta operativa nel caso in cui si verifichino scenari di impatto locale o nazionale.

Livelli di allerta. I livelli di allerta descrivono lo stato di attività del vulcano, cioè se il vulcano è in una condizione di equilibrio o disequilibrio. Sono individuati sulla base della combinazione di parametri di monitoraggio e di dati relativi a eventuali eventi in corso. Sono rappresentati attraverso quattro colori – verde, giallo, arancione e rosso – che sono indicativi della possibile evoluzione dello stato di attività del vulcano verso scenari di evento “di rilevanza nazionale”, che richiedono cioè di essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari, attraverso l’intervento coordinato di una pluralità di soggetti (art.2, comma 1 lettera c della legge 225/92).

Attualmente il livello di allerta per l’Etna è giallo, ossia il vulcano si trova in stato di potenziale disequilibrio. In questo livello di allerta possono essere presenti le seguenti fenomenologie: attività stromboliana persistente che può essere accompagnata da “fontane di lava” dai crateri centrali con continua emissione di cenere, colate laviche dai crateri centrali o da fratture eruttive sommitali e condizioni di potenziale instabilità di porzioni dei coni sommitali. In allegato, è disponibile una tabella che dettaglia fenomenologie e potenziali scenari di impatto per ogni livello di allerta.

Dichiarazione dei livelli di allerta. I livelli di allerta sono dichiarati dal Dipartimento della protezione civile, in stretto raccordo con la struttura di protezione civile della Regione Siciliana, sentito il parere, se i tempi e le modalità di evoluzione delle fenomenologie vulcaniche lo consentono, della Commissione Grandi Rischi - Settore Rischio Vulcanico.

La valutazione si basa sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai Centri di Competenza che per l’Etna sono l’Osservatorio etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Università di Firenze. Il Dipartimento della protezione civile condivide tutte queste informazioni con la struttura di protezione civile della regione Siciliana che, soprattutto in relazione a scenari di impatto locale, ha il compito di allertare le strutture territoriali di protezione civile e adottare eventuali misure in risposta alle situazioni emergenziali.

Passaggio di livello di allerta. Il passaggio da un livello di allerta al successivo può avvenire in anticipo rispetto al verificarsi delle fenomenologie, se le informazioni fornite dai Centri di Competenza lo consentono. In caso contrario, il passaggio può essere decretato a fenomeno osservato, quindi avvenuto o in corso. A questo proposito è utile sottolineare che il passaggio di livello di allerta può non avvenire necessariamente in modo sequenziale o graduale, essendo sempre possibili variazioni repentine o improvvise dell’attività vulcanica, anche del tutto impreviste.

Occorre tener presente che alcune fenomenologie dell'Etna sono del tutto imprevedibili e improvvise, pertanto anche quando il livello di allerta è “verde” il rischio non è mai assente. Quando si verificano questi eventi non accompagnati da anomalie dei parametri di monitoraggio o da ulteriori fenomenologie, non necessariamente viene variato il livello di allerta, poiché si determina una condizione di “emergenza locale” che richiede l’attivazione della risposta operativa delle strutture territoriali di protezione civile.