Gli interventi

Il Commissario delegato, tramite il soggetto attuatore Angelo Pepe, ha avviato una serie di interventi di canalizzazione fuori dalla frana delle acque dei laghi e delle sorgenti presenti lungo il corpo di frana. Gli interventi sono stati finalizzati a garantire le condizioni di sicurezza nei cantieri e a migliorare le condizioni, nel complesso, del versante dissestato.
Le opere sono state realizzate con il supporto dei Centri di Competenza (Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerca), dell’Università del Sannio e dell’11° Regimento Genio Guastatori di Foggia.

Intervento 1: quota 500 m sul livello del mare

interventi montagutoA quota 500 m sul livello del mare le acque provenienti dal bacino del torrente Schiavone si immettevano direttamente nel corpo di frana. L’intercettazione di queste acque e il loro convogliamento controllato a valle ha permesso di eliminare una parte consistente di acque sulla parte medio-terminale della frana.
I lavori eseguiti sono stati: la realizzazione di una briglia di intercettazione e contenimento delle acque del torrente “Schiavone”, la costruzione di una condotta (circa 850m) per il convogliamento delle acque verso il fiume Cervaro e la realizzazione di opere di intercettazione per il convogliamento nella condotta di afflussi superficiali minori.
La scelta della tipologia di opere è stata determinata dalle condizioni di accessibilità ai luoghi, dalla tempistica imposta dagli eventi e soprattutto dalla necessità di evitare qualunque interferenza tra i lavori di cantiere e la calamità in atto.
L’intervento è servito infatti a mitigare gli effetti delle acque di circolazione superficiale ed episuperficiale sul flusso di frana per ridurre il rischio sulle aree di piede, interessate da interventi di rimozione e profilatura finalizzate al ripristino delle vie di comunicazione (ferrovia e SS 90).

Intervento 2: quota 700 m sul livello del mare
È stata realizzata una trincea drenante in gabbioni per la captazione delle acque sorgive e di circolazione superficiale e la loro successiva deviazione verso il torrente “Tre Confini” al di fuori della frana. La trincea è stata posizionata a una profondità media di circa 5m dal piano di campagna e dove il canale di frana, per motivi geologici, ha una sezione minore e a una quota utile per la deviazione delle acque nel bacino idrologico adiacente. L’intervento ha consentito di ripristinare in parte la circolazione idraulica prima della frana e di eliminare dalla frana una consistente quota dei flussi idrici che alimentavano i terreni in movimento nella parte medio-alta del versante.

Intervento 3: pulizia e sistemazione del canale di scarico “Laghetto delle rane”
I lavori hanno riguardato l’abbassamento e la riprofilatura del canale, l’ablazione dello stagno e il ripristino provvisorio del canale di scolo verso il fiume Cervaro. Sono stati inoltre effettuati interventi di pulizia forestale dell’area per permettere il libero deflusso delle acque e la rimozione della vegetazione morta.

L’intervento ha consentito di deviare al di fuori del contesto di frana le acque provenienti dalle sorgive in sinistra orografica che depositandosi nel cosiddetto “Laghetto delle rane” alimentavano in maniera continua i terreni in movimento.

Intervento 4: sifone lago “Maggiore”
Per effettuare lo svuotamento del lago di frana, che si è formato a seguito degli eventi calamitosi nell’area di nicchia (750 m sul livello del mare), l’11° Regimento Genio Guastatori di Foggia ha realizzato un sistema di sifoni con tubazioni volanti leggere che sboccano nel torrente “Tre confini”, fuori dalla frana.

Intervento 5: drenaggi orizzontali
Data l’impraticabilità delle aree con mezzi convenzionali, per intercettare e drenare le acque dal piede di frana, sono stati effettuati dei fori di drenaggio sub-orizzontali con il metodo “no-dig”: attraverso una sonda che partendo dalle aree indisturbate attraversa il corpo di frana per collocare uno speciale dreno.