Emergenza Fiume Sarno

Il Sarno è uno dei fiumi più inquinati d’Italia. L’alto allarme sociale connesso a questo inquinamento deriva dal fatto che il fiume, lungo 24 chilometri, insieme ai torrenti connessi Solofrana e Cavaiola, attraversa tre province campane e trentanove comuni.
L’emergenza ambientale del fiume Sarno coinvolge una popolazione che oscilla tra i settecentocinquantamila e il milione di abitanti. Nel territorio interessato si trovano i poli industriali agroalimentare e conciario che sono industrie traino per l’economia del territorio ma anche la fonte più elevata di inquinamento ambientale dell’intera zona.

La combinazione tra l’alta densità di popolazione e la presenza di attività economiche altamente inquinanti ha creato una situazione ambientale di estrema precarietà, che costituisce un ostacolo per lo sviluppo dell’area. Il gravissimo stato di degrado ambientale infatti, oltre a rendere necessari massicci interventi di riqualificazione, soffoca le ricchezze naturali e storico-archeologiche di questa area, rendendone impossibile lo sviluppo socio-economico.
Il disinquinamento del fiume Sarno, iniziato nel 1973 con il Progetto speciale di risanamento dell’intero Golfo di Napoli, è una storia che, a più di trenta anni di distanza, nonostante le continue attenzioni riservate ad essa dalle istituzioni, non è ancora giunta a una conclusione.

Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 aprile 1995 è stato dichiarato lo stato di emergenza in ordine alla situazione socio economica ambientale che si è determinata nel bacino idrografico del fiume Sarno. Inizialmente, è stato nominato Commissario Delegato il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, poi, con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministr n. 3270 del 12 marzo 2003, la nomina di Commissario Delegato è passata a Roberto Jucci.

I compiti affidati al nuovo Commissario prevedono il completamento della costruzione del nuovo sistema depurativo del Sarno, la progettazione e realizzazione delle reti fognarie dell’intero bacino, il progetto e i relativi lavori di dragaggio e bonifica dei sedimenti del fiume stesso, dei principali affluenti e canali, nonché l’attuazione di specifici interventi sulle aziende e sulle industrie presenti nel territorio per ridurne l’impatto negativo sull’ambiente.