Emergenze rischio incendi

Tutto il territorio italiano è interessato ogni anno dal fenomeno degli incendi, tuttavia le regioni maggiormente esposte si concentrano nel sud e nelle isole, soprattutto nei mesi estivi, quando si verificano più facilmente le condizioni meteo più favorevoli agli incendi e alla loro propagazione.
Gli incendi boschivi sono diventati un tema sempre più importante anche in Europa, in particolare in quei Paesi dell’area mediterranea che a causa delle loro condizioni climatiche sono i più colpiti dal fenomeno.

In caso di incendio, intervengono le squadre di terra coordinate dalle Regioni e composte da personale regionale o, sulla base di specifici accordi di programma indicati nei piani regionali, da personale del Corpo Forestale dello Stato, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia dello Stato e dai volontari antincendio boschivo.

Se il fuoco è troppo esteso e il lavoro delle squadre a terra non è sufficiente, chi dirige le operazioni di spegnimento può chiedere l’intervento dei mezzi aerei in dotazione alle Regioni (soprattutto elicotteri). Se questi non sono a loro volta sufficienti, viene richiesto il concorso aereo della flotta antincendio dello Stato coordinata dal Coau - Centro Operativo Aereo Unificato.

Il Coau pianifica e coordina le attività di volo sia in ambito nazionale che internazionale. Gli interventi all’estero della flotta antincendio dello Stato possono avvenire all’interno del Meccanismo Europeo di Protezione Civile oppure sulla base di specifici protocolli d’intesa per la cooperazione e lo sviluppo di progetti congiunti in materia di protezione civile.

I paesi dell’Unione Europea possono avvalersi anche della cooperazione rafforzata, uno strumento che consente, anche ad un numero ristretto di Stati Membri, di presentare iniziative per approfondire e potenziare alcuni settori specifici di attività.

Estate 2007

L’estate del 2007 viene ricordata come una delle più disastrose degli ultimi decenni. In Italia si sono verificati oltre 10mila incendi boschivi che hanno percorso una superficie di oltre 225mila ettari di cui ben 115mila boscati. Le regioni maggiormente coinvolte sono state il Lazio, la Campania, la Calabria, la Puglia e la Sicilia.

In seguito ai gravi incendi che hanno colpito l’Italia centro-meridionale viene dichiarato lo stato di emergenza e vengono emanate due ordinanze (3606/2007 e 3624/2007). Il Capo Dipartimento della Protezione Civile è nominato Commissario Delegato. Le ordinanze emanate, oltre a definire le attività per il superamento dell’emergenza e la ricognizione e quantificazione dei danni, introducono novità importanti per quanto riguarda il catasto delle aree percorse dal fuoco e la predisposizione dei piani comunali o intercomunali di protezione civile, con particolare riferimento al rischio di incendi di interfaccia e periurbani. Di fatto, le indicazioni contenute nei provvedimenti diventano indirizzi generali in materia di incendi boschivi.

Fino ad allora solo una percentuale bassissima di Comuni aveva provveduto al catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro (Legge n. 353/2000). Con le nuove norme i Comuni possono avvalersi del contributo del Corpo Forestale dello Stato che già dispone dei rilievi delle aree e li tiene aggiornati. Ai Comuni viene inoltre inviato dal Dipartimento della Protezione Civile un manuale operativo(4182 Kb) per predisporre il piano comunale o intercomunale di protezione civile.