Terremoto in Cile

Il 27 febbraio scorso un terremoto di magnitudo 8.8 colpisce la Repubblica del Cile. A meno di una settimana dall’evento, un team inviato dal Mic, il centro di monitoraggio e informazione del meccanismo europeo di Protezione Civile, raggiunge le zone colpite dal sisma per agevolare la cooperazione negli interventi di soccorso dei Paesi dell’Unione Europea.
Il 19 marzo il Governo italiano dichiara lo stato di emergenza in Cile. Con l’Ordinanza n.3871 del 21 aprile viene inoltre stabilito che tutte le attività delle Amministrazioni e degli enti statali a sostegno della popolazione cilena siano coordinate dal Sottosegretario di Stato incaricato del coordinamento degli interventi di prevenzione in ambito europeo ed internazionale, Guido Bertolaso.
A sostegno della popolazione cilena, il 15 maggio il Governo italiano invia nelle zone colpite dal sisma un ospedale da campo con l’obiettivo di garantire un supporto di lungo periodo alle attività di assistenza sanitaria nell’area colpita dal sisma.
Dopo 30 giorni di viaggio, il 12 giugno approda nel porto cileno di San Antonio la nave portacontainer che trasporta l’ospedale modulare. A causa dello stato del mare, lo sbarco dei container avviene due giorni dopo. Il 13 giugno arriva sul posto anche un advanced team composto da personale del Dipartimento di Protezione Civile e dell’Associazione AFMAL per coordinare le attività di sbarco, trasporto, allestimento e messa in opera della struttura.
L'inaugurazione dell'ospedale da campo è fissata per il 10 luglio a Talca, nella regione del Maule. Resterà operativo per tutti i quattro anni che sono necessari al Governo cileno per ricostruire l'ospedale regionale di Talca, fortemente compromesso dal terremoto.Lo stato di emergenza è stato chiuso con la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012.