Monitoraggio del territorio

Verifica delle criticità. Il terremoto del 24 agosto e i successivi eventi sismici hanno gravemente danneggiato un territorio già molto fragile su cui l’eccezionale ondata di maltempo di fine gennaio ha creato ulteriori criticità. Si è quindi resa necessaria un’attività di puntuale valutazione delle situazioni critiche di tipo geologico e idrogeologico. Le attività di sopralluogo, in oltre 100 siti, hanno riguardato i dissesti di versante e i fenomeni valanghivi. I sopralluoghi hanno consentito di assumere, d’intesa con le Regioni e con i Comuni interessati, le misure necessarie per contrastare le situazioni di pericolo e procedere con le attività legate alla risposta emergenziale sul territorio: dall’evacuazione preventiva della popolazione agli interventi urgenti per il ripristino della viabilità.

Il Dipartimento in raccordo con i Centri di Competenza e con i Centri Funzionali Decentrati ha inoltre rafforzato il monitoraggio strumentale del territorio, attraverso l’installazione ad hoc di radar e idrometri. L’attività di monitoraggio si è avvalsa anche dell’acquisizione e dello studio di immagini satellitari. Dopo la scossa del 24 agosto scorso, è stato infatti attivato il Servizio Copernicus nell’ambito del programma di osservazione della Terra guidato dall’Unione Europea in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea. Il servizio ha fornito informazioni geospaziali e mappe satellitari delle aree colpite da calamità. Anche i satelliti COSMO-SkyMed e Sentinel, attivati dall'Agenzia Spaziale Italiana, hanno acquisito dati e immagini delle zone terremotate, con l’obiettivo di studiare le deformazioni del suolo e delle sorgenti sismiche legate alle scosse.

Rilievi macrosismici. A seguito dei principali eventi che hanno caratterizzato la sequenza sismica dell’Italia centrale (24 agosto, 26 ottobre, 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017), squadre del Dipartimento insieme a esperti INGV e CNR-IGAG hanno svolto rilievi macrosismici in una vasta area al confine tra le Regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. Tali rilievi sono finalizzati a classificare gli effetti macroscopici del terremoto sull’uomo, l’ambiente e le costruzioni, attribuendo un grado di intensità macrosismica secondo la scala MCS (Mercalli, Cancani, Sieberg) a ciascuna località osservata. È opportuno ricordare che il rilievo macrosismico in scala MCS in fase di emergenza è di carattere speditivo, ed ha l’obiettivo principale di definire al meglio, nell'immediato (primissimi giorni), la distribuzione del danneggiamento medio-grave e - più in generale - di fornire i limiti dell'area di danno in un tempo ragionevolmente breve (15-30 giorni), con un criterio omogeneo e di immediata applicazione.

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Terremoto centro Italia: verifica delle criticità

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Approfondimento istituzionale

Comunicati stampa

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