Censimento dei centri storici esposti al rischio sismico

Censimento dei centri storiciIn Italia esiste un patrimonio culturale inestimabile, costituito dall’edificato corrente dei nostri centri storici, che ancora sfugge ad una quantificazione sistematica di consistenza e qualità. Ciò ha indotto il Dipartimento della Protezione Civile a realizzare, in sinergia con il Ministero per i Beni e le Attività culturali un'applicazione web “Centri Storici e Rischio Sismico - Csrs" di rilievo del patrimonio edilizio storico esposto al rischio sismico, da condividere con tutti i livelli di governo del territorio.

L'applicazione web
La Scheda web Centri Storici e Rischio Sismico - Csrs nasce come strumento condiviso di indagine per completare ed aggiornare, attraverso una rete nazionale di scambio di informazioni tra diversi livelli di governo territoriale (Dipartimento della Protezione Civile, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regioni, Province, Enti locali), la banca dati “Atlante dei centri storici esposti a rischio sismico”.
La banca dati è finalizzata a supportare un modello di analisi del rischio di perdita di “interesse culturale” per i centri storici esposti ad eventi sismici. Gli utenti, autorizzati dietro specifica richiesta da inviare a ufficio.siv@protezionecivile.it, possono accedere al software attivo a livello nazionale tramite il portale https://snipc.protezionecivile.it/csrs. E' consultabile liberamente, invece, il tutorial descrittivo del progetto, a cui si accede tramite questo link: https://snipc.protezionecivile.it/CSRS_TUTORIAL/Home/home.php.

Il censimento dei centri storici esposti al rischio si avvale dei risultati delle attività di collaborazione previste nell’ambito del Comitato tecnico scientifico interministeriale - Cts per la realizzazione, gestione e sviluppo di banche dati di interesse comune, costituito con decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 4341 dell’ 11 settembre 2007, e da ultimo modificato con decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 3504 del 13 maggio 2010.