Etna, monitoraggio ceneri vulcaniche

Le ceneri vulcaniche possono creare condizioni di estrema pericolosità per i velivoli, fino a causare abrasioni alla carlinga e avaria dei motori.

L’impatto delle ceneri dell’Etna sulla navigazione aerea ha assunto negli ultimi anni una notevole rilevanza a causa dei frequenti episodi esplosivi del vulcano e dell’aumento del traffico negli aeroporti di Catania-Fontanarossa, Sigonella e Reggio Calabria.

Il Dipartimento della Protezione Civile – con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile-Enac, la Società Nazionale per l’Assistenza al Volo-Enav, l’Aeronautica Militare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Ingv – ha elaborato le procedure per fornire mappe previsionali quotidiane delle aree potenzialmente interessate dalla dispersione delle ceneri e per consentire, in caso di eruzione, l’immediato allertamento dei controllori del traffico aereo. Sulla base di queste procedure, quotidianamente, con il coordinamento del Dipartimento:

  • l’Aeronautica Militare e l’Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente-Arpa Sim, Servizio Idrometeorologico dell’Emilia Romagna comunicano all’Ingv di Catania la previsione dei campi di vento per le successive 48 ore;
     
  • l’Ingv inserisce i dati previsionali in modelli matematici di simulazione che tengono conto delle caratteristiche di una tipica colonna di ceneri dell’Etna: altezza, massa e volume eruttati, temperatura, granulometria, ecc., ed elabora le mappe previsionali;

Il Dipartimento, ricevute le mappe previsionali, le sovrappone ai settori di volo e le convalida, mettendole a disposizione degli enti responsabili della gestione del traffico aereo e dei direttori degli aeroporti.