Beni culturali

La verifica delle condizioni del patrimonio culturale e l’organizzazione delle complesse attività di tutela e di recupero dei beni hanno rappresentato un'importante linea di intervento della gestione emergenziale.

Subito dopo la scossa del 24 agosto il Dipartimento della Protezione Civile – insieme al Mibact-Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e alle Regioni – ha lavorato alla programmazione e alla realizzazione delle attività di rilievo del danno, messa in sicurezza dei beni immobili, recupero dei beni di interesse storico-archeologico e selezione degli elementi di pregio dalle macerie.

Le operazioni, ancora più intense dopo le scosse di ottobre, sono state condotte da squadre miste, composte da esperti Mibact, Vigili del Fuoco, personale del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e volontari specializzati nelle attività di recupero dei beni culturali.

Dall’inizio dell’emergenza sono oltre 5mila i sopralluoghi svolti per verificare i danni e valutare gli interventi di messa in sicurezza più idonei, dai puntellamenti, alla protezione, al recupero dei beni mobili.

Sono stati inoltre recuperati 14mila beni culturali mobili – tra tele, statue, arredi sacri, campane, quadri, pale d’altare – 7mila volumi e quasi 3mila metri lineari di documenti custoditi negli archivi storici dei territorio colpiti dal sisma.
 

Sul sito del Mibact è possibile continuare a seguire gli interventi sui beni culturali che si svolgono nelle località interessate dall'emergenza.

 

I numeri

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Terremoto centro Italia: beni culturali

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