Attività rischio vulcanico

Il Dipartimento, direttamente o in collaborazione con altri soggetti del Servizio Nazionale di Protezione Civile, svolge attività di previsione, prevenzione e mitigazione del rischio vulcanico sul territorio italiano e adotta misure per ridurre la perdita di vite umane e di beni in caso di eruzione. Si occupa inoltre di seguire le fasi di gestione e superamento delle emergenze.

Prevedere un'eruzione vulcanica significa prevedere quando avverrà e di che tipo sarà.

Per poter determinare “il quando” è necessario installare delle reti di monitoraggio che rilevano una serie di parametri fisico-chimici indicativi dello stato del sistema vulcanico e ogni loro eventuale variazione rispetto al livello di base individuato.

La previsione a breve-medio termine si basa infatti sul riconoscimento e sulla misura dei fenomeni che accompagnano la risalita del magma verso la superficie, che vengono detti fenomeni precursori. I principali precursori consistono nell'innesco di fratture o terremoti causato da tensioni meccaniche nelle rocce, nel rigonfiamento o cambiamento di forma dell'edificio vulcanico provocato dall'intrusione del magma, nelle variazioni del campo gravimetrico e magnetico nell'intorno dell'edificio vulcanico, nell'incremento e cambiamento di composizione delle emanazioni gassose dai crateri e dal suolo, nelle variazioni delle caratteristiche fisico chimiche delle acque di falda.

Questi fenomeni possono essere rilevati da opportune reti strumentali fisse che acquisiscono dati 24 ore al giorno, oppure attraverso campagne di misura periodiche. Il monitoraggio e la sorveglianza dei vulcani italiani è condotta e coordinata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Ingv, che opera in convenzione con il Dipartimento della Protezione Civile, attraverso le proprie Sezioni preposte al monitoraggio vulcanico (Sezione di Napoli - Osservatorio Vesuviano, Sezione di Catania, Sezione di Palermo) e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze. I segnali dei principali sistemi di monitoraggio e sorveglianza gestiti da questi Centri di Competenza convergono presso il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico per consentire la condivisione in tempo reale di dati e informazioni e la rapida valutazione delle criticità.

Per prevedere invece "di che tipo" sarà la prossima eruzione, qualora questa si verifichi (previsione dei possibili scenari eruttivi futuri), occorre effettuare studi sulla storia eruttiva del vulcano. Un altro importante contributo è dato dagli studi geofisici - ad esempio, gravimetrici e di tomografia sismica - volti a definire quale sia la struttura profonda del vulcano e il suo stato attuale.

Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico