Attività rischio sanitario

Il rischio sanitario emerge ogni volta che si creano situazioni critiche che possono incidere sulla salute umana. Durante il periodo ordinario è importante la fase di pianificazione della risposta dei soccorsi sanitari in emergenza e la predisposizione di attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio. In emergenza, vengono attivate le procedure di soccorso previste nei piani comunali e provinciali; il Dipartimento della Protezione Civile interviene quando le strutture locali non sono in grado di affrontare l’evento con le proprie risorse.

Per organizzare i soccorsi in emergenza, il Dipartimento ha delineato nel 2001 i “Criteri di massima per l'organizzazione dei soccorsi nelle catastrofi”, a cui hanno fatto seguito nel 2003 i “Criteri di massima sulla dotazione dei farmaci e dei dispositivi medici per un Posto medico avanzato” e nel 2007 le "Procedure e modulistica del triage sanitario”, cioè la suddivisione dei pazienti per gravità e priorità di trattamento. Nel 2006 il Dipartimento ha pubblicato i “Criteri di massima sugli interventi psicosociali nelle catastrofi” per individuare obiettivi e schemi organizzativi comuni nell'assistenza psicologica e psichiatrica durante una catastrofe.

Rientrano tra le attività connesse al rischio sanitario, anche i progetti psicosociali che hanno l'obiettivo di aiutare le persone a conoscere e affrontare i rischi del loro territorio, e a dare assistenza per il ritorno alle normali condizioni di vita. Da qualche anno il Dipartimento ha sviluppato un filone di attività dedicate in particolare al soccorso alle persone con disabilità con seminari, convegni, ed esercitazioni.

Attività per la persone con disabilità

 

L’intervento sanitario in emergenza è determinato dall’insieme delle azioni necessarie alla tutela delle persone, e in generale della salute pubblica, che rientra nella "medicina delle catastrofi".

Trasporto in elicottero di un feritoIl Dipartimento della Protezione Civile ha elaborato specifici Criteri di massima per l’organizzazione dei soccorsi sanitari e per gli interventi psicosociali nelle catastrofi, in cui vengono definiti obiettivi e procedure comuni per tutti gli attori che intervengono nello scenario di emergenza. In questi documenti si sintetizzano le procedure di salvataggio e soccorso per "evento a effetto limitato", quindi gestibile dagli organi territoriali, e per un "evento che travalica la capacità di risposta delle strutture locali", per cui è necessario l’intervento del Dipartimento.

Attivazione per gli "eventi a effetto limitato". Quando si verfica una calamità, si mobilitano prima le strutture locali con l'attivazione dei piani di emergenza intraospedaliera e delle procedure per gli "eventi a effetto limitato", che sono:

  • attivazione di squadre di "prima partenza" del 118, delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco;
  • istituzione di un Direttore dei soccorsi sanitari, Direttore del triage e Direttore al trasporto;
  • attivazione della “catena dei soccorsi sanitari” con la mobilitazione di tutte le risorse locali previste per le maxiemergenze;
  • attivazione di squadre in “seconda partenza/partenza differita”, dotate dell’equipaggiamento speciale dei “lotti catastrofe”;
  • apertura di Pma - Posto medico avanzato, struttura da campo in cui vengono concentrate le risorse per il primo trattamento, viene fatto il triage e vengono organizzate le evacuazioni sanitarie verso gli ospedali;
  • costituzione della Funzione 2, "Sanità umana e veterinaria, assistenza sociale" nel Ccs - Centro coordinamento soccorsi, se viene attivato.

Intervento per gli "eventi che travalicano la capacità di risposta delle strutture locali". Se l'evento è di grave entità, interviene il Dipartimento della Protezione Civile che attiva subito equipé di esperti per raccogliere informazioni e valutare l’entità dei danni, in modo da poter allertare le varie strutture, potenziare le capacità della Centrale operativa 118 e implementare i mezzi di soccorso. In questi casi il coordinamento degli interventi e le comunicazioni risultano difficile, almeno per molte ore, e per questo diventa importato l'invio di esperti sul posto.

Per valutare la situazione l’equipé raccoglie informazioni su:

  • estensione dei danni;
  • danni alle strutture sanitarie e funzionalità di quelle senza danni;
  • stima sul numero dei morti e dei feriti, la natura delle lesioni prevalenti, la situazione delle vittime e dei profughi, e dei possibili rischi epidemiologici;
  • impiego di mezzi, itinerari preferenziali, precauzioni per eventuali rischi tossici, esplosivi o di crolli.

A queste prime operazioni segue l’invio di mezzi di soccorso per la ricognizione, la suddivisione dell’area in Settori, in base alle risorse disponibili e l'organizzazione del Posto di comando mobile.

Se è elevato il numero di feriti e le strutture sanitarie territoriali non sono agibili, vengono inviate unità sanitarie campali, squadre specialistiche, mezzi e materiali sanitari.

Dopo la raccolta di informazioni, la Centrale Operativa 118 avvia la “catena straordinaria dei soccorsi sanitari”, che in un primo momento segue le procedure previste per gli eventi a effetto limitato e poi si implementa con altre strutture, tra cui le Umss - Unità mobili di soccorso sanitario e gli ospedali da campo.