Attività rischio nucleare

L’attività di prevenzione riveste un ruolo di primo piano per eliminare o ridurre i possibili danni legati al rischio nucleare.

Importante strumento è il Piano delle misure protettive contro le emergenze radiologiche del 1° marzo 2010 che ha revisionato il precedente del 1996. Il Piano individua le misure per fronteggiare le conseguenze di incidenti in impianti nucleari al di fuori del territorio nazionale per cui è richiesto un coordinamento delle risorse a livello nazionale. Il Piano è stato redatto dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Il monitoraggio della radioattività a livello nazionale e regionale, indispensabile anche per garantire un’informazione preventiva e in emergenza alla popolazione, viene relizzato attraverso un sistema di reti di monitoraggio.

Anche la partecipazione alle esercitazioni internazionali è un importante strumento di prevenzione e di verifica, per un aggiornamento del piano di emergenza e delle risorse di intervento.

L’Italia, in qualità di stato membro della Unione Europea, aderisce al protocollo di scambio di informazioni radiometriche EURDEP - European Union Radiological Data Exchange Platform ed è connessa al sistema di scambio rapido di informazioni ECURIE - European Community Urgent Radiological Information Exchange. L’impegno italiano nel quadro degli accordi internazionali si traduce invece nell’adesione alle Convenzioni Internazionali della IAEA  - International Atomic Energy Agency, quale firmatario delle Convenzioni sulla pronta notifica e sull'assistenza in caso di emergenze nucleari.

In Italia la normativa in materia di radiazioni ionizzanti deriva sostanzialmente dal recepimento delle Direttive comunitarie di settore. Il testo base è rappresentato dal Decreto Legislativo n. 230 del 17 marzo 1995. In particolare il capo X del provvedimento è dedicato alla pianificazione di emergenza e all’informazione alla popolazione. Vengono introdotti, in conformità alla generale normativa sulla pianificazione di emergenza, sia il Piano Nazionale delle emergenze radiologiche sia i Piani di emergenza relativi a scenari di natura locale o provinciale.


Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche

Reti di monitoraggio

Informazione alla popolazione, norme di comportamento e protezione

Esercitazioni

 

Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche 

Tabella rischio nucleareIl Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche individua e disciplina le misure necessarie per fronteggiare gli incidenti che avvengono in impianti nucleari al di fuori del territorio nazionale, tali da richiedere azioni di intervento coordinate a livello nazionale. Il Piano definisce le procedure operative per la gestione del flusso di informazioni tra i diversi soggetti coinvolti, l’attivazione e il coordinamento delle componenti del Servizio Nazionale e il modello organizzativo per la gestione dell’emergenza.

Lo scenario di riferimento del Piano non esaurisce la casistica dei possibili incidenti legati all’utilizzo o al trasporto di materie radioattive o fissili nel territorio italiano. A ogni tipologia di rischio radiologico deve comunque corrispondere, prima della fase di pianificazione, una valutazione tecnico-scientifica degli scenari di riferimento, delle conseguenze sull’ambiente e sulla salute, dei mezzi necessari per il rilevamento della radioattività e del territorio colpito dall’incidente.

Nel documento sono riportate le azioni che le autorità statali e locali devono intraprendere per limitare gli effetti della diffusione di una eventuale nube radioattiva, e le procedure per l’attivazione e il coordinamento delle principali componenti del Servizio nazionale della protezione civile. Il Piano indica le modalità per lo scambio di informazioni tra le autorità, e la diffusione delle stesse alla popolazione che può essere coinvolta dall'incidente.

Ogni tipologia di evento incidentale deve essere analizzata e studiata in un apposito documento di Presupposti Tecnici, come base di riferimento per la pianificazione. Lo schema seguente dà una breve sintesi della struttura di responsabilità valida al momento in Italia, per quanto riguarda la pianificazione di emergenza in materia di radiazioni ionizzanti.

 
Reti di monitoraggio

Il sistema di monitoraggio per il rischio radiologicoOltre alle procedure codificate nel Piano, le autorità italiane hanno a disposizione una serie di strumenti per il monitoraggio tecnico – scientifico degli eventi calamitosi. L’Italia si è dotata a partire dagli anni ottanta di un sistema di reti di sorveglianza per il monitoraggio della radioattività che comprende reti nazionali e regionali. Le reti nazionali - coordinate dall'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - sono la rete Resorad per il monitoraggio della radioattività ambientale e le reti di allarme, tra loro complementari, Remrad e Gamma.

A queste si affianca la rete del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Nata durante il periodo della guerra fredda, è stata completamente rivista e ristrutturata negli anni novanta, rendendola idonea ad un monitoraggio radiometrico di maggiore dettaglio.

In caso di emergenza, vengono intensificate le misure radiometriche, eseguite periodicamente dai laboratori delle Arpa, Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente. I dati raccolti dalle reti di monitoraggio, insieme con le previsioni meteorologiche e altre informazioni fornite da specifiche banche dati, confluiscono nel sistema di calcolo Aries, messo a punto dall’Ispra, che elabora previsioni e modelli di diffusione di una eventuale nube radioattiva su scala europea.

 

Informazione alla popolazione, norme di comportamento e protezione

Per una corretta gestione dell’emergenza è indispensabile che la popolazione sia informata in anticipo sui rischi a cui è esposta, sui piani d’emergenza, sulle istruzioni da seguire in caso d’incidente e sulle misure urgenti da adottare.

L’informazione al pubblico avviene in due fasi:

• preventiva: sensibilizzazione sugli aspetti importanti della pianificazione e sulle azioni protettive necessarie in caso di emergenza nucleare;

• in emergenza: informazione tempestiva alla popolazione interessata, o potenzialmente interessata da un evento, sui comportamenti da adottare per ridurre l’esposizione alle radiazioni ionizzanti.
 

Esercitazioni 

La regolare partecipazione alle esercitazioni internazionali organizzate dall’Unione Europea, dall’IAEA - International Atomic Energy Agency, dalla NEA - Nuclear Energy Agency e dalle altre organizzazioni internazionali, nonché la predisposizione di apposite esercitazioni nazionali, consentono una periodica revisione dell’intero sistema di supporto alla gestione delle emergenze e un progressivo affinamento delle misure di sicurezza previste dal piano nazionale.