Attività rischio maremoto

I maremoti non si possono prevedere perché, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile conoscere quando e dove si verificheranno i fenomeni che li generano – cioè terremoti, frane e attività vulcanica sottomarina. Per questo, è importante avviare attività di prevenzione, finalizzate alla riduzione del rischio e alla diffusione delle conoscenze di protezione civile. Occorre innanzitutto approfondire i fenomeni attraverso lo studio dei maremoti del passato e dei modelli di propagazione delle onde, e continuare a monitorare gli eventi. E’ inoltre importante conoscere bene le norme di comportamento, ricordando anche che il rischio maremoto implica inevitabilmente la possibilità di falsi allarmi.

Il 17 febbraio 2017 è stata firmata una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri che istituisce il Siam-Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti generati da terremoti nel Mar Mediterraneo, sotto il coordinamento del Dipartimento della protezione civile.

All’interno di questo Sistema, l’Ingv - Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - che opera attraverso il Cat (Centro di allerta tsunami) ha il compito di valutare, nell’area di propria competenza, la possibilità che un terremoto di magnitudo uguale o superiore a 5.5, con epicentro in mare o vicino alla costa, possa generare un maremoto e di stimare i tempi di arrivo dell’onda lungo i differenti tratti di costa. I dati mareografici forniti dall'Ispra - Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale consentono di confermare o meno l’eventuale maremoto. Sulla base delle valutazioni del Cat, il Dipartimento della Protezione Civile – tramite la Sala Situazioni Italia – ha il compito di diffondere i messaggi di allerta per attivare, nel minor tempo possibile, il Servizio nazionale di protezione civile e al fine di informare la popolazione.

In ambito Siam, vengono adottati due livelli di allerta che dipendono dalla severità stimata del maremoto sulle coste italiane. In analogia ai livelli di allerta adottati in tutto il Mediterraneo, questi sono:

• Rosso (Watch): indica che le coste italiane potrebbero essere colpite da un’onda di maremoto con un’altezza superiore a 0,5 metri e/o con un run up (la massima quota topografica raggiunta dall’onda di maremoto) superiore a 1 metro;

• Arancione (Advisory): indica che le coste italiane potrebbero essere colpite da un’onda di maremoto con un’altezza inferiore a 0,5 metri e/o con un run up (la massima quota topografica raggiunta dall’onda di maremoto) inferiore a 1 metro.

I livelli di allerta vengono stimati su specifici forecast point che corrispondono a specifiche coordinate geografiche (situate lungo la costa) sulle quali viene stimato il livello di allerta e il tempo di arrivo teorico della prima onda di maremoto.