Alluvione di MessinaIl 1°ottobre 2009 un violento nubifragio colpisce la Sicilia orientale causando frane, esondazioni di fiumi e torrenti, allagamenti di case e fabbriche. La situazione più critica è nella provincia di Messina, in particolare nel Comune di Messina, nelle località di Giampilieri, Molino, Altolia Briga, Pezzolo, Santa Marina e nei Comuni di Scaletta Zanclea e Itala, dove colate di fango bloccano il sistema viario e isolano Scaletta Zanclea. L'alluvione provoca 37 vittime. Sono oltre duemila le persone evacuate.

Attivazione del Servizio Nazionale. Tutto il Servizio Nazionale si attiva con tempestività. Nella serata del 1° ottobre la Prefettura di Messina attiva l'Unità di Crisi per raccordare le prime operazioni di soccorso. Il Dipartimento della Protezione Civile invia subito sul posto una task force composta da due team di esperti per supportare gli enti territoriali e locali nella strutturazione di un intervento coordinato e per valutare la situazione di rischio ancora in atto. Nella Prefettura di Messina viene istituito un Ccs - Centro di Coordinamento Soccorsi; nei Comuni di Scaletta Zanclea e Messina vengono attivati i Coc - Centri Operativi Comunali e le aree di ammassamento soccorritori e risorse per agevolare l'attività dei soccorritori nelle aree più colpite dal maltempo. A Giampilieri viene istituito anche un Coa - Centro Operativo Avanzato che raccorda le operazioni nella stessa frazione e nelle frazioni di Molino e Atolia, le più in difficoltà. A coordinare la struttura è la Regione Siciliana.
L'obiettivo prioritario delle prime ore è raggiungere le frazioni rimaste isolate. In località Briga Marina viene allestita un'area per i mezzi aerei impegnati nella ricognizione, nel monitoraggio del territorio, la ricerca, il soccorso e il trasporto di derrate alimentari.

Provvedimenti normativi. Il 2 ottobre viene dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della Provincia di Messina; successivamente vengono emanate tre ordinanze che definiscono i primi interventi urgenti. L'Opcm n. 3815 del 10 ottobre nomina il Presidente della Regione Siciliana Commissario Delegato, con il compito di accertare i danni causati dall'alluvione e predisporre un piano di interventi per il ripristino degli edifici e dei beni distrutti o danneggiati. Il Commissario Delegato definisce inoltre i contributi finanziari per le abitazioni distrutte o dannegiate dall'alluvione e assegnare i contributi per l'autonoma sistemazione ai nuclei familiari rimasti senza casa. Con la successiva Opcm n. 3825 del 27 novembre vengono introdotte ulteriori misure per le attività produttive ed economiche della zona. Vengono previste anche disposizioni in materia previdenziale, assitenziale e tributaria. Ulteriori misure saranno contenute nelle Opcm n. 3865 del 15 aprile 2010, n. 3886 del 9 luglio e n. 3937 del 7 maggio 2011.
Lo stato di emergenza è scaduto il 31 ottobre 2012. L'ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 35 del 3 gennaio 2013 ha individuato la Regione Siciliana come amministrazione competente in via ordinaria a coordinare il completamento delle iniziative per il definitivo superamento dell'emergenza causata dall'alluvione.

Zonazione delle aree a rischio. Il Dipartimento ha finanziato un rilevamento aereo ad alta risoluzione eseguito con tecnica Lidar, eseguito nei giorni successivi all’alluvione. Tale rilievo ha consentito di evidenziare le aree colpite dai dissesti e di individuare le altre zone del territorio soggette al pericolo di ulteriori movimenti franosi.
Il Commissario delegato, supportato da un Comitato tecnico scientifico, ha realizzato una mappa delle zone di Giampilieri, Itala e Scaletta Zanclea che diversifica il territorio in base al rischio a cui è esposta la popolazione. Alla realizzazione di tale cartografia ha contribuito anche il Dipartimento attraverso i propri Centri di Competenza, in particolare l'Irpi - Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Cnr - Istituto Nazionale delle Ricerche e il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze.