Legal Measures

Circolare del coordinatore della Dicomac del 13 luglio 2012: procedure per la dismissione di aree e strutture di accoglienza

July 13, 2012

Dismissione aree e strutture di accoglienza - Procedure attuative

Come noto, all'indomani degli eventi calamitosi del maggio u.s, sul territorio colpito sono state realizzate numerose aree e strutture di accoglienza che a breve, per effetto delle mutate esigenze, saranno da dismettere.
In tale quadro, attesi sia l'elevato numero delle aree/strutture, sia l'eterogeneità delle risorse materiali fatte affluire, anche in termini di Amministrazione di provenienza (DPC,
Minintemo-CAPI, Regione Emilia Romagna, CRI, Colonne Mobili delle altre Regioni e delle Province Autonome, Colonne Mobili delle Organizzazioni Nazionali di Volontariato), si rende necessario un costante coordinamento fra tutte le Componenti e Strutture Operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile per procedere al recupero dei citati materiali destinati all'assistenza alla popolazione. Ciò, al fine di:

  • consentire la ricostituzione - da parte delle varie Componenti e Strutture Operative del Servizio Nazionale - delle scorte di materiali di pronto impiego (tende, generatori elettrici, impianti elettrici campali, posti letto, moduli bagno, ecc.);
  • procedere secondo criteri di economicità e di buona gestione dei beni della Pubblica Amministrazione.

Per quanto precede la procedura da attuare è quella di seguito delineata.

a) RICHIESTA E AUTORIZZAZIONE ALLA DISMISSIONE
Il COC, in raccordo con l'Ente Gestore dell'area o della struttura di accoglienza (Regione Emilia Romagna, CRI, Colonne Mobili delle altre Regioni e delle Province Autonome, Colonne Mobili delle Organizzazioni Nazionali di Volontariato), valutata la possibilità di procedere alla chiusura della stessa, (previa definizione di soluzioni alternative per la sistemazione alloggiativa degli ospiti dell'area/struttura e opportuna condivisione con la popolazione) provvederà:
1) a predisporre un apposito piano che specifichi tempi e modalità attuative nel rispetto
delle norme di sicurezza per:

  • la dismissione dell'area/struttura (anche parziale, senza che vengano ridotti i livelli di sicurezza delle reti, gli standard igienici e i servizi di base offerti alla popolazione assistita);
  • alla messa in sicurezza dell' area/struttura (es.: stoccaggio controllato, rimozione materiali di risulta ...)~

2) ad inoltrare richiesta al CCP allegando detto piano.

Il CCP, esaminata la richiesta ed effettuata una opportuna valutazione, la inoltra alla DI.COMA.C. dandone conoscenza all'Agenzia Regionale di Protezione Civile. Nel caso di più richieste contemporanee il CCP, nell'interessare la DI.COMA.C., dovrà altresì inviare una pianificazione degli interventi, evitando - per quanto possibile sovrapposizioni.

La DI.COMA.C., esaminata la richiesta ed effettuata la opportuna valutazione, provvederà in caso di accoglimento - a comunicare l'autorizzazione direttamente al COC dandone conoscenza al CCP e all' Agenzia Regionale di Protezione Civile.

Il COC, ricevuta l'autorizzazione dalla DI.COMA.C., interessa con immediatezza l'Ente Gestore del campo per dare avvio alle attività e comunica la data di inizio delle operazioni a CCP, Agenzia Regionale e DI.COMA.C.

b) SMONTAGGIO
L'Ente Gestore dell'area o della struttura di accoglienza, ricevuta dal COC l'indicazione di procedere allo smontaggio, o direttamente il Comune, provvederà:
1) all'aggiornamento dell'inventario dei beni presenti;
2) a richiedere, se necessario, eventuali concorsi logistico-operativi (risorse umane, mezzi/attrezzature speciali ...) come previsto dal piano di dismissione;
3) a definire, in relazione alla contingente situazione, la progressione delle attività (schema di massima - Allegato "B");
4) a dare corso alle attività tenendo costantemente informati dello sviluppo delle stesse i vari organi della catena operativo-funzionale (COC, CCP, Agenzia Regionale, DI.COMA.C.);
5) a raccordarsi, attraverso il COC o il CCP, con gli Enti gestori dei servizi essenziali per la programmazione e l'effettuazione del distacco delle utenze;
6) ad indicare al COC le tipologie di impianti tecnologici dismessi, al fine di consentire la predisposizione per tempo del personale in possesso dei necessari requisiti tecnico professionali da inviare su chiamata sia per il distacco degli impianti, sia per la verifica finale del ripristino delle condizioni di sicurezza sul sedime;
7) a formalizzare la dismissione dell'area/struttura con la redazione di un "Verbale di Ricognizione Speditiva" dello stato della stessa al momento dello smontaggio (schema di massima - Allegato "e");

L’operazione di cui sopra avverrà alla presenza - oltre che del Responsabile dell'Ente Gestore dell'area/struttura di accoglienza - di almeno un Funzionario/Referente tra quelli di seguito indicati:
Funzionari del DPC;

  • Referente dell'Agenzia Regionale di Protezione Civile;
  • Referente del CCP;
  • Referente dell'Ente Locale.

Al termine dello smontaggio i predetti Funzionari/Referenti dovranno provvedere alla formalizzazione dell'elenco dei beni/materiali recuperati e da riconsegnare agli Enti/Amministrazioni che li hanno resi disponibili per l'emergenza (format vari: DPC Allegato "O"; Regione Emilia Romagna - Allegato "E"; CAPI - Allegato "F").

c) RECUPERO E RICONDIZIONAMENTO DEI BENI
Attesa l'eterogeneità della provenienza dei beni presenti nell'area o nella struttura di accoglienza, le modalità attuative da porre in essere per il recupero (riconfigurazione materiali - carichi/confezioni - come da fornitura iniziale) ed il ricondizionamento saranno diversificate in relazione all'Ente proprietario. In particolare, i beni di proprietà:

  • dell' Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Emilia Romagna, saranno recuperati e trasferiti a cura della stessa Agenzia nei Magazzini Materiali Regionali (CREMM/CERPIC);
  • degli altri Enti Gestori dell'area/strutture di accoglienza, saranno recuperati direttamente dall'Ente stesso;
  • del Dipartimento della Protezione Civile, saranno recuperati dallo stesso DPC, con modalità diversificate in relazione al bene;
  • del CAPI, saranno recuperati e trasferiti, ancorché con modalità diversificate in relazione al bene, previo coordinamento tra il DPC e il CAPI-Min.Interno.

I beni acquistati dai Comuni saranno recuperati dai Comuni medesimi, ferma restando la possibilità di ciascun Comune di procedere, mediante specifici accordi, ad un eventuale conferimento dei beni in parola ad Enti o Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile, sempre per utilizzo ai fini di Protezione Civile.

d) MESSA IN SICUREZZA DELL'AREA
Prima di lasciare definitivamente l'area o la struttura di accoglienza il Responsabile dell'Ente Gestore dovrà interessare il COC per l'invio di un Referente dell'Ente Locale in possesso dei necessari requisiti tecnico-professionali per la verifica dell'assenza di situazioni di pericolo per la pubblica incolumità derivanti dall'allestimento dell'area/struttura di accoglienza medesima (con particolare riferimento agli aspetti relativi alla sicurezza impiantistica, alla sicurezza igienico sanitaria, alla sicurezza antincendio, ... ).
Dell'esito della attività congiunta del Responsabile Ente Gestore e del Referente Ente Locale, il COC darà comunicazione formale al CCP dandone conoscenza all'Agenzia Regionale e alla DI.COMA.C.

Per quanto concerne invece le aree/strutture di accoglienza già dismesse alla data della presente circolare i COC dovranno, con ogni consentita urgenza, inviare al CCP, dandone conoscenza all' Agenzia Regionale e alla DI.COMA.C., formale assicurazione che:

  • le operazioni di smontaggio si sono concluse;
  • i beni/materiali recuperati e non ancora riconsegnati agli Enti che li hanno resi disponibili per l'emergenza non sono stati lasciati abbandonati ma posti sotto il controllo dell' Autorità Locale (in sito o presso magazzini comunali);
  • non sussistono situazioni di pericolo per la pubblica incolumità (con particolare riferimento agli aspetti relativi alla sicurezza impiantistica, alla sicurezza igienico sanitaria, alla sicurezza antincendio...) derivanti dall'allestimento dell'area/struttura di accoglienza medesima. In caso contrario, di aver provveduto ad interdire le zone a rischio, nelle more del ripristino delle condizioni di sicurezza.

Nel confidare nella consueta fattiva collaborazione di tutti gli aventi causa per una puntuale applicazione della presente circolare, si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

Nel file pdf. sono disponibili gli allegati.