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La rimozione del barcone e dei pontoni a ponte Sant'Angelo

December 12, 2008

La piena del Tevere ha causato la rottura degli ormeggi di alcuni barconi e pontoni che stazionano sul fiume

Tiber II durante la pienaI violenti nubifragi che hanno colpito Roma a partire da giovedì 11 dicembre, causando un’ondata di piena del Tevere, hanno determinato la rottura degli ormeggi di alcuni barconi e pontoni che solitamente stazionano sul fiume. Una motonave e quattro pontoni sono rimasti incagliati sotto le volte di ponte Sant’Angelo, nel centro storico della Capitale, ostruendo il deflusso della corrente. Si sono rese necessarie, quindi, delle complesse e delicate operazioni di rimozione, in cui sono state impiegate le migliori professionalità del Sistema Nazionale della Protezione Civile. Sono intervenuti tecnici della Marina Militare, della Guardia Costiera, dei Vigili del fuoco e del Dipartimento della Protezione Civile, che ha coordinato tutte le componenti del Sistema, comprese le Forze di Polizia e le squadre dei volontari. Hanno partecipato alle operazioni anche l’AMA e il Servizio Giardini del Comune di Roma. Tutti gli interventi sono stati realizzati prestando la massima attenzione alla struttura del ponte, che risale all’epoca dell’imperatore Adriano e sopra il quale Papa Clemente IX fece realizzare il nuovo parapetto dal Bernini e le dieci statue degli angeli dagli allievi della sua scuola.

Venerdì 12 dicembre
Gli uomini del nucleo sommozzatori dei Vigili del fuoco lavorano per smontare il relitto di una chiatta di una decina di metri, incastrato nella seconda arcata di destra di Ponte Sant’Angelo e per liberare così la luce del ponte.
Quattro pontoni e una motonave di circa 30 metri, utilizzata per le escursioni sul Tevere, rimangono appoggiati su uno dei pilastri sotto Ponte Sant’Angelo e successivamente incagliati nei numerosi detriti portati a valle dalla piena. Le imbarcazioni ostruiscono completamente uno dei cinque archi di passaggio dell’acqua. I sommozzatori dei Vigili del fuoco mettono in sicurezza uno dei barconi incagliati utilizzando alcune funi di acciaio. L'area viene transennata e presidiata dagli uomini della Polizia, dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco. I Vigili del fuoco incrementano il numero dei mezzi fluviali da impiegare fino al termine dell’ondata di piena.

Sabato 13 dicembre
Si alleggeriscono le sovrastrutture dei pontoni, rimuovendole dall’alto con l’impiego di una gru, posizionata su Ponte Sant’Angelo e adottando la massima cura per evitare qualsiasi possibile danneggiamento ad uno dei simboli del patrimonio artistico romano. Con un'autoscala e una gru mobile, le squadre sollevano i detriti che si sono accumulati a ridosso delle tre imbarcazioni e smontano le parti mobili.

Domenica 14 dicembre
Gli incursori della Marina militare, arrivati a Roma nella notte di sabato, fanno brillare con due cariche esplosive alcune parti metalliche di collegamento di uno dei pontoni, consentendo la successiva rimozione del galleggiante dove era posto il depuratore. Nel corso dell’operazione, gli uomini impegnati sul fiume provano a sollevare con le gru il piccolo pontone “cucina” semi sommerso, incagliato e nascosto dai detriti. Il tentativo non va a buon fine, poiché il cavo si spezza più volte a causa del peso. Nel corso della notte si procede alla manovra di disincaglio del pontone “Tiber I”, che, attraverso un mirabile intervento di rimorchio da terra, viene sfilato dalla sua prigione di detriti e dal “Tiber II”. Completato il disincaglio, il “Tiber I” viene ormeggiato al sicuro sotto l’argine destro del fiume.

Lunedì 15 dicembre
Iniziano le valutazioni preliminari per la manovra di disincaglio del “Tiber II”. La Guardia Costiera viene incaricata di reperire presso la Capitaneria di Porto di Ravenna e Civitavecchia i cavi e gli altri materiali necessari per liberare l’imbarcazione. Personale tecnico della Sovraintendenza ai beni culturali del Comune di Roma, della Soprintendenza regionale ai beni culturali del Lazio, dell’Istituto Centrale per il Restauro e dai responsabili dei Vigili dei fuoco e della Protezione civile vigila sulle procedure adottate per evitare ogni tipo di danneggiamento alla struttura del ponte e alle statue. Viene smontato un lampione ottocentesco, ritenuto pericolante.

l'ex ristorante Tulli è sparitoMartedì 16 dicembre
Durante il giorno viene impostata la manovra di disincaglio. Vengono stesi tutti i cavi che dovranno essere trainati da quattro gru semoventi poste, due per parte, sui due versanti del Lungotevere. Per fronteggiare ogni tipo di emergenza vengono fatti arrivare due distanziatori Yokohama in gomma dal porto di Civitavecchia.
Per garantire l’assoluta sicurezza durante lo svolgimento delle operazioni, viene deciso di chiudere al traffico, dalle ore 22, il tratto di Lungotevere tra Ponte Vittorio e Ponte Umberto I. La manovra, diretta dall’Ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di vertice Interforze, si conclude con successo. Il “Tiber II”, una volta liberato, viene tenuto in trazione con quattro cavi al centro del letto del fiume in posizione di sicurezza.
La situazione del Tevere appare sotto controllo: la stazione idrometrica situata al ponte di Ripetta segna, infatti, 11 metri, rispetto ai 12, 55 di venerdì 12 dicembre.

Mercoledì 17 dicembre
I nocchieri della nave della Marina militare Amerigo Vespucci, insieme alle squadre del nucleo sommozzatori dei Vigili del fuoco, sotto il coordinamento del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, portano avanti per l’intera giornata le operazioni per la messa in sicurezza del “Tiber II”. L’imbarcazione viene spostata a monte, al centro del fiume e vincolata al pilastro centrale di Ponte Umberto I, nelle vicinanze del posto di ormeggio abituale. Contemporaneamente, per tutto il giorno continua la rimozione dei detriti accumulati sotto le arcate di Ponte Sant’Angelo, con l’ausilio dell’AMA e del Servizio Giardini del Comune di Roma.

Giovedì 18 dicembre
I tecnici del Dipartimento della Protezione civile effettuano un sopralluogo su Ponte Sant’Angelo, constatando la presenza di un frammento di granito del ponte che necessita di alcune sistemazioni prima della riapertura al traffico pedonale.

Venerdì 19 dicembre
Il frammento di granito viene posizionato all’interno del giardino adiacente al Museo di Castel Sant’Angelo, con una gru dei Vigili del fuoco. L’Ufficio Ponti del Comune di Roma procede alle riparazioni residue ed il ponte viene riconsegnato ai romani nel primo pomeriggio.

Lunedì 22 dicembre
I Vigili del fuoco di Roma, sfruttando l’abbassamento del livello del fiume, procedono alla rimozione del pontone “cucina” sommerso. Alle ore 10 il relitto, tagliato in due parti, viene adagiato sulla banchina dell’argine sinistro del fiume. Come atto conclusivo di questa particolare operazione, viene rimontato il lampione di Ponte Sant’Angelo.