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Un team europeo in missione in Guatemala

August 9, 2018

Il Meccanismo Unionale di protezione civile attivato per l’eruzione del Vulcano Fuego

L’importante esperienza che ha vissuto il Guatemala con l’eruzione del Vulcano Fuego dello scorso giugno, uno degli eventi più severi degli ultimi decenni, a pochi chilometri dalla capitale Guatemala City, ha visto la mobilitazione della comunità internazionale della protezione civile per sostenere la Protezione civile guatemalteca – CONRED. In questo quadro anche l’Italia ha contribuito fornendo esperti per le due missioni tecniche realizzate nel paese del Centro America, nell’ambito del Meccanismo Unionale di protezione civile.

Per la riconosciuta esperienza nella trattazione del rischio vulcanico dell’Italia, unica nel suo genere anche per l’elevato numero di vulcani sul territorio nazionale, il Dipartimento della protezione civile, su richiesta della Commissione europea, ha individuato l’expertise necessaria alla mitigazione del rischio, nel personale esperto di due Centri di Competenza: il Laboratorio di Geofisica Sperimentale (LGS) dell’Università di Firenze e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Nel corso del primo appuntamento, gli esperti hanno valutato i possibili interventi di mitigazione del rischio, insieme alle Autorità locali e hanno installato un primo sensore infrasonico, per il miglioramento del sistema di monitoraggio del vulcano Fuego. I sistemi, noti anche come antenne infrasoniche, sono funzionali alla realizzazione di un sistema di allertamento automatico per il controllo dei lahar, altrimenti conosciuti come colate di fango, composte da materiale piroclastico e acqua che scorrono ad elevata velocità, lungo i fianchi del vulcano.

Si tratta di un complesso sistema di monitoraggio condiviso dal CONRED e dall’Osservatorio vulcanologico locale - Istituto di Sismologia, Vulcanologia, Meteorologia e Idrologia del Guatemala – INSIVUMEH. In seguito all’attività di formazione del personale locale realizzata nel corso della seconda missione del team europeo, dal 22 al 29 luglio, il sistema di monitoraggio potrà essere mantenuto e utilizzato in maniera autonoma.

Lo scambio di esperienze e informazioni tra esperti continua a rappresentare, quindi, un valido strumento di prevenzione, ed è per questo motivo che i dati finora raccolti sono a disposizione di Istituti di ricerca come l’USGS (USA), l’Università di Firenze, l’Università di Liverpool (UK) e l’UNAM (Messico).
Grazie alle missioni tecniche del Meccanismo Unionale di protezione civile e alla specifica expertise italiana, oggi il sistema di monitoraggio del vulcano Fuego è stato migliorato con l’installazione delle antenne infrasoniche che serviranno a creare anche un sistema di allertamento automatico per il controllo di lahar.

*aggiornamento delle ore 17.30

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