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Irpinia 1980: a trent'anni dal terremoto

Il 23 novembre 1980 un terremoto di magnitudo 6.9 colpisce duramente la Campania e parte della Puglia e della Basilicata, con il coinvolgimento di 688 Comuni.

A trent’anni di distanza, si torna a parlare di Irpinia, attraverso una serie di iniziative per ricordare le vittime, i feriti e le persone rimaste senza casa, ma anche per raccontare l’impegno solidale di quanti, da ogni parte del Paese, sono accorsi per prestare i primi soccorsi, affiancando i corpi dello Stato.

Al contempo, il trentennale del terremoto è un momento di riflessione per le Istituzioni e per la comunità scientifica sui rischi che caratterizzano il territorio italiano e sui fondamentali temi della previsione e della prevenzione.

Numerosi gli appuntamenti che vedono il Dipartimento della Protezione Civile direttamente coinvolto: dalla mostra “Terremoti d’Italia” al convegno “Il grande terremoto dell’Irpinia: trent’anni dopo”.

Il grande terremoto dell’Irpinia: trent’anni dopo

Il convegno itinerante è organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Regione Campania con Ingv, Reluis e Amra in collaborazione con l’università di Napoli Federico II, l’Università degli Studi del Sannio di Benevento e l’Università degli Studi di Salerno.

Nel corso dell’iniziativa – che si svolge dal 22 al 26 novembre con l'alto patronato della Presidenza della Repubblica – si discuterà anche di diminuzione della vulnerabilità.

Il 23 novembre è previsto tra gli altri l’intervento di Mauro Dolce – direttore dell’Ufficio Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico del Dipartimento – che riferirà sull’esperienza della gestione dell’emergenza terremoto in Abruzzo, con un focus sui Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili del Progetto Case.

I temi affrontati nelle cinque giornate di studio sono: tecnologie innovative per la diminuzione del rischio sismico, diminuzione della vulnerabilità, emergenza e ricostruzione, il terremoto e il territorio, la memoria delle catastrofi.

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