Un anno dall'incidente
A un anno dall'incidente della nave Costa Concordia, pubblichiamo una sintesi con i momenti più significativi di quest'emergenza.
Gennaio 2012: Operazioni di ricerca e soccorso, piani di monitoraggio e dichiarazione dello stato di emergenza
Febbraio: Incontri con la popolazione e avvio del piano di recupero del carburante
Marzo: Conclusione delle operazioni per il recupero del carburante
Aprile: Aggiudicazione del progetto di rimozione del delitto
Maggio: Passaggio di consegne tra Smit Salvage - Neri e Titan Salvage - Micoperi
Giugno: Istituzione dell’Osservatorio di monitoraggio
Luglio: operazioni di rimozione dello scoglio
Agosto: Presentazione del piano dettagliato per la rimozione della nave
Settembre: via libera dell'Osservatorio alla seconda tranche di lavori
Ottobre: terminata la messa in opera "lato terra", avviato il lavoro "lato mare" e conclusa la messa in sicurezza
Novembre: Lessons learnt al Giglio
Gennaio 2013: proroga dello stato di emergenza e giornata di commemorazione
Gennaio: Operazioni di ricerca e soccorso, piani di monitoraggio e dichiarazione dello stato di emergenza
13 gennaio 2012 – L’incidente e le operazioni di ricerca e soccorso
La nave Concordia della compagnia Costa Crociere nella tarda serata del 13 gennaio inizia a imbarcare acqua, inclinandosi vicino dell’Isola del Giglio. La nave ha a bordo 4.232 persone, compreso l’equipaggio. In seguito all’ordine di evacuazione, i passeggeri imbarcati sulle scialuppe raggiungono le coste dell’Isola del Giglio dove ricevono la prima assistenza e le necessarie cure.
La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Livorno coordina le operazioni di ricerca e soccorso in mare; nelle operazioni sono impegnati i reparti specializzati della Capitaneria di Porto, dei Vigili del Fuoco e delle Forze di Polizia, a cui si aggiungono anche sommozzatori della Marina Militare, volontari esperti del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e della Federazione Italiana Attività Subacquee. La priorità nelle prime ore è recuperare i dispersi e concentrare in questa attività tutti gli sforzi possibili delle squadre specializzate.
Nelle prime 72 ore, i Vigili del Fuoco del Comando di Grosseto riescono a salvare tre persone rimaste intrappolate all’interno della nave, attraverso tecniche di derivazione alpinistica nella zona emersa. Le operazioni di ricerca e soccorso si concluderanno il 13 marzo; il bilancio complessivo sarà di 30 vittime e due dispersi.
17 gennaio 2012 – Monitoraggio ambientale
È operativo dai primi giorni dopo l’incidente il piano antinquinamento locale della Capitaneria di Porto che ha previsto la predisposizione di panne assorbenti attorno alla nave per contenere le possibili fuoriuscite di carburante e per recuperare gli eventuali inquinanti con panne assorbenti, panne di contenimento attraverso la pulizia della costa.
Parte anche il monitoraggio ambientale condotto dall’Arpat - Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Toscana. I prelievi e l’analisi di campioni di acqua hanno lo scopo di rilevare l’eventuale fuoriuscita di carburante e di altri possibili inquinanti presenti a bordo.
18 gennaio 2012 – Monitoraggio degli spostamenti della nave
Viene installato un sistema di monitoraggio degli spostamenti della nave gestito dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, Centro di Competenza del Servizio Nazionale della Protezione Civile. L’obiettivo è garantire che le operazioni di ricerca e soccorso avvengano in sicurezza e monitorare gli spostamenti e le deformazioni della nave.
20 gennaio 2012 – Dichiarazione dello stato di emergenza
Il Consiglio dei Ministri dichiara il 20 gennaio lo stato di emergenza nel territorio dell’Isola del Giglio e con l’opcm n. 3998 nomina il Capo Dipartimento della Protezione Civile Commissario delegato con i compiti di coordinare gli interventi e di controllare i lavori di messa in sicurezza e bonifica della nave. A supporto della sua attività vengono istituiti due Comitati - uno consultivo per il raccordo con Enti e Amministrazioni e uno tecnico-scientifico composto da esperti nei settori della tutela e del monitoraggio ambientale - e nominati due Soggetti attuatori - l’Ammiraglio Ilarione Dell’Anna per il piano di messa in sicurezza e bonifica e il dottor Giampiero Sammuri per il piano di gestione di materiali e rifiuti. Viene creata anche una struttura di missione all’Isola del Giglio con personale del Dipartimento della Protezione Civile.
21 gennaio 2012 - Diffusione delle informazioni
A partire dal 21 gennaio, il Commissario delegato avvia punti stampa giornalieri con i giornalisti presenti sull’isola. Gli aggiornamenti sulle operazioni sono quotidianamente pubblicati sul sito web del Dipartimento della Protezione Civile.
Viene creato un raccordo con enti e strutture coinvolte nell’emergenza per la diffusione e pubblicazione delle informazioni. Questo permette di individuare un’unica fonte di informazione e di rendere un servizio, in termini di informazione, corretto e trasparente.
23 gennaio 2012 – Consolidamento dei piani di monitoraggio
Anche Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale collabora con Arpat al monitoraggio ambientale, i cui risultati sono pubblicati sul sito web di Arpat. Con cadenza generalmente giornaliera vengono prelevati campioni di acqua da cinque punti attorno alla nave e analizzati rilevando alcuni tipi di parametri, scelti sulla base delle sostanze contenute all’interno della nave.
Viene rafforzato il sistema di controllo gli eventuali movimenti dello scafo: vengono attivati altri Centri di Competenza e istituti di ricerca, coordinati dal Dipartimento di Scienze della Terra, per la realizzazione di un sistema di osservazione in tempo reale con funzione di Early Warning - Allertamento Rapido costituito da radar e marker sottomarini.
24 gennaio 2012 – Avvio delle operazioni preliminari al recupero del carburante
Iniziano le operazioni preliminari per la rimozione del carburante - attività esplorative e primi perforamenti per provare la tenuta della lamiera dei serbatoi - secondo il piano presentato da Costa Crociere e approvato dal Commissario delegato. Le operazioni sono condotte dalle società Smit Salvage e Neri.
Le operazioni del piano prevedono prima la perforazione e flangiatura dei serbatoi, poi il prelievo del combustibile. Si sviluppa in tre fasi: la prima fase con il prelievo dei 6 serbatoi di prua che contengono circa il 67% del combustibile; la seconda che prevede il prelievo nei restanti 9 serbatoi di poppa e che consente di arrivare all’84% del carburante. La terza consiste nel recupero del carburante della parte rimanente dalla sale macchine.
Il 26 gennaio 2012 inizia la flangiatura di uno dei 6 serbatoi di prua. La flangiatura consiste nell’installazione per ogni serbatoio di due flange, che permettono l’attacco delle due tubature che servono per aspirare il combustibile e immettere l’acqua nei serbatoi.
31 gennaio 2012 – Avvio del piano per la raccolta e smaltimento dei rifiuti
Inizia il recupero del materiale galleggiante e ingombrante fuoriuscito dalla nave: questa fase rientra nel piano per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti che si trovano all’interno della nave. Il piano elaborato da Costa Crociere e successivamente approvato dal Comitato tecnico-scientifico, prevede il recupero di materiale galleggiante e depositato sul fondale, e il recupero delle acque nere.
Febbraio: Incontri con la popolazione e avvio del piano di recupero del carburante
2 febbraio 2012 – Gli incontri con la popolazione
Il Commissario delegato avvia un ciclo di incontri settimanali con i cittadini del Giglio, per ascoltare le loro richieste e aggiornarli sugli interventi in corso. Gli incontri si tengono ogni settimana fino a quando viene individuato il progetto di rimozione della nave dalle acque dell’isola del Giglio.
12 febbraio 2012 – Avvio del piano di recupero del carburante
Le società Smit Salvage e Neri iniziano le operazioni di recupero del carburante. Il 19 febbraio si conclude la prima fase delle operazioni di recupero del carburante dai primi sei serbatoi, per un totale di 1.308,6 metri cubi di carburante prelevati, pari al 67% del totale presente nella nave.
21 febbraio 2012 – Conclusioni delle operazioni di “ricerca e soccorso” dei dispersi
Viene dichiarata dal Commissario delegato la conclusione della fase di “ricerca e soccorso” dei dispersi, sulla base della relazione elaborata dal Comandante dei Vigili del Fuoco di Grosseto, Direttore Tecnico dei Soccorsi. Contestualmente, inizia la pianificazione di una nuova fase di ricerca e recupero dei corpi, verificando in particolare ogni possibile soluzione tecnica per il raggiungimento dell’obiettivo. A questo scopo, oltre alle squadre specializzate dei sommozzatori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dei Gos della Marina Militare e della Guardia Costiera, viene utilizzato anche un robot sottomarino “mini-Rov”. Al 23 febbraio, è 25 il numero delle vittime e 7 quello dei dispersi.
24 febbraio 2012 – Fase due e tre del piano di recupero del carburante
Iniziano le operazioni della fase due, cioè del prelievo del carburante nei 9 serbatoi di poppa, che si stima contengano il 17% del totale del carburante. Le operazioni si concludono dopo pochi giorni. Il 3 marzo iniziano le operazioni della terza fase di recupero del carburante con la realizzazione del varco che consentirà di accedere alla sala macchine della nave Costa Concordia, dove si procederà allo svuotamento degli ultimi serbatoi.
Marzo: Conclusione delle operazioni per il recupero del carburante
3 marzo 2012 – Termine per la presentazione dei progetti di rimozione della nave
È il termine fissato per la presentazione dei progetti di rimozione della nave. I requisiti posti a base della gara sono tre: rimozione intera della nave nella massima sicurezza possibile; salvaguardia dell'ambiente; rispetto delle attività turistiche, economiche e sociali dell'Isola del Giglio. Saranno 6 le proposte progettuali giudicate da un comitato tecnico di valutazione, composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club.
13 marzo 2012 – Conclusione delle operazioni per il recupero delle acque nere
Terminano le operazioni per lo svuotamento delle acque nere da tutte le casse accessibili della nave condotte dalle società Smit Salvage e Neri che portano al recupero complessivo di 240 metri cubi di acque nere.
22 marzo 2012 – Recupero di altri corpi dispersi
I sub del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco individuano cinque dei sette corpi ancora dispersi tra lo scafo e il fondale. Nei giorni successivi i cinque corpi vengono recuperati.
Rimangono due i corpi dispersi e sale a 30 il bilancio delle vittime del naufragio.
24 marzo 2012 – Conclusione delle operazioni di recupero del carburante
Terminano le operazioni di recupero degli idrocarburi nella nave Costa Concordia. Dal 12 febbraio, giorno di inizio delle operazioni, sono stati aspirati complessivamente 2.042,5 metri cubi di idrocarburi. In attesa della definizione del piano di rimozione dello scafo, inizia il “caretaking”, che ha l’obiettivo di procedere alla pulizia del fondale da materiali e oggetti usciti dalla nave.
Aprile: Aggiudicazione del progetto di rimozione del relitto
21 aprile 2012 – Aggiudicazione del progetto di rimozione del relitto
Viene ufficializzato da Costa Crociere l’esito della gara d’appalto per la rimozione del relitto: il vincitore è il consorzio italo-americano formato dall’italiana Micoperi e dall’americana Titan Salvage. Il progetto selezionato è quello più rispondente ai criteri posti a base di gara, cioè rimozione intera della nave nella massima sicurezza possibile; salvaguardia dell'ambiente; rispetto delle attività turistiche, economiche e sociali dell'Isola del Giglio. La durata dei lavori è stimata in 12 mesi. Una volta riportato nelle condizioni di poter galleggiare, il relitto sarà trainato in un porto italiano. Sarà compito delle società provvedere al ripristino dell'area marina.
Maggio: Passaggio di consegne tra Smit Salvage - Neri e Titan Salvage - Micoperi
15 maggio 2012 – Approvazione del progetto di rimozione del relitto
La Conferenza dei Servizi decisoria convocata dal Commissario delegato approva le operazioni previste dal progetto di massima per la rimozione e il recupero della nave proposto da Costa Crociere. Possono quindi iniziare le operazioni propedeutiche alla rimozione del relitto, a cui seguirà la messa in sicurezza del relitto.
26 maggio 2012 – Passaggio di consegne tra Smit Salvage - Neri e Titan Salvage - Micoperi
Si conclude il passaggio di consegne con le società Smit Salvage e Neri. Le ditte Titan Salvage e Micoperi subentrano nelle operazioni di caretaking del fondale circostante la nave, che continueranno parallelamente all’avvio delle attività propedeutiche alla rimozione dello scafo.
Giugno: Istituzione dell’Osservatorio di monitoraggio e prosecuzione attività preliminari al progetto di rimozione
14 giugno 2012 – Istituzione dell’Osservatorio di monitoraggio
Viene istituito l’Osservatorio di monitoraggio per assicurare l'esecuzione del progetto di rimozione e recupero della nave Costa Concordia. È presieduto dalla Regione Toscana ed è composto da rappresentanti delle istituzioni, degli enti e strutture già coinvolte nell’emergenza.
Luglio: operazioni di rimozione dello scoglio
13 luglio 2012 - Operazioni di rimozione dello scoglio
Proseguono le operazioni propedeutiche alla rimozione della nave, tra cui la rimozione delle sovrastrutture della nave, le analisi del fondale e i prelievi di campioni rocciosi. Nell’ambito di queste attività, si concludono il 13 luglio le operazioni per rimuovere la porzione di scoglio incagliato nella nave.
Agosto: Presentazione del piano dettagliato per la rimozione della nave
13 agosto 2012 - Presentazione del piano dettagliato per la rimozione della nave
Durante l’incontro dell’Osservatorio di monitoraggio, il Consorzio italo-americano Micoperi-Titan presenta il progetto ingegneristico dettagliato con tutte le fasi del piano di rimozione della Concordia, che conferma quelle previste dal piano già presentato e condiviso nella Conferenza dei Servizi e nelle precedenti riunioni dell’Osservatorio. Vengono forniti approfondimenti sulle diverse tecnologie che saranno utilizzate, per garantire l’efficacia dell’operazione e per prevenire e contenere possibili impatti sull’ambiente.
Settembre: via libera dell'Osservatorio alla seconda tranche di lavori
18 settembre - Al via la seconda tranche di lavori per la rimessa in galleggiamento del relitto
L’Osservatorio di monitoraggio dà il via libera alla seconda tranche di lavori per la rimessa in galleggiamento del relitto, che consiste nella preparazione del falso fondale dove poggerà il relitto dopo la sua rotazione. Mentre prosegue in Fincantieri l’assemblaggio dei cassoni che consentiranno il galleggiamento e la costruzione delle piattaforme sottomarine su cui poggerà lo scafo nella fase di raddrizzamento, squadre di operai e sub lavorano sul fianco della Concordia per posizionare i cavi che saranno messi in tensione da quattro blocchi di ancoraggio piantati con decine di micropali sul fondo marino lato terra rispetto al relitto.
Ottobre: terminata la messa in opera "lato terra", avviato il lavoro "lato mare" e conclusa la messa in sicurezza
17 ottobre - Terminata la messa in opera “lato terra” e avviato il lavoro “lato mare”
Termina la messa in opera “lato terra” rispetto al relitto Concordia dei primi quattro blocchi di ancoraggio, grazie ai 40 micropali di 20 cm di diametro inseriti sul fondo marino. Inizia la fase di messa in tensione dei tiranti che passano sotto lo scafo e lo metteranno in sicurezza, immobilizzandolo ed evitando scivolamenti.
Parte il lavoro “lato mare”, per preparare il basamento sul quale si poggerà il relitto dopo la rotazione, composto da sei piattaforme sottomarine e da un falso fondale, costituito da sacchi di cemento da posizionare nella zona di vuoto al centro del relitto. Iniziano le prime trivellazioni per posizionare i pali di sostegno alle piattaforme. In prossimità del relitto si posiziona la piattaforma di appoggio Pioneer, per garantire la base logistica e operativa per la produzione, l’allestimento e il posizionamento del falso fondale. Continua il costante monitoraggio ambientale, per prevenire qualsiasi impatto sull’ecosistema, marino e terrestre.
26 ottobre - Conclusa la fase di messa in sicurezza del relitto
Il presidente dell’Osservatorio sulla Costa Concordia, Maria Sargentini, d’intesa con il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, comunica che è sostanzialmente conclusa la fase di messa in sicurezza della nave. Nonostante si sia accumulato un ritardo nella conclusione della fase di messa in sicurezza, sono state già avviate la attività a lato mare ed è stato autorizzato l’avvio dei lavori per la fase di “grout bags”, cioè il posizionamento dei sacchi di cemento sotto il relitto.
Novembre: "Lesson learnt" al Giglio
15 novembre 2012: “Lessons learnt” al Giglio
Il 14 e 15 novembre l’Isola del Giglio ospita un convegno dedicato alle "lezioni apprese" nella gestione dell’emergenza per il naufragio della nave Concordia aperto a esperti italiani ed europei. L’incontro è organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Direzione Humanitarian Aid and Civil Protection della Commissione Europea nell'ambito del programma sulle “Lessons learnt” del Meccanismo Europeo di protezione civile. Il convegno si focalizza, in particolare, sull'analisi delle attività di salvataggio a mare e di recupero dispersi, coinvolgendo esperti del Dipartimento e delle strutture operative che hanno partecipato alla gestione dell’emergenza ed esperti Search and Rescue dei paesi partecipanti al Meccanismo Europeo di protezione civile. Le attività di gestione dell’emergenza all’Isola del Giglio sono riassunte in una pubblicazione a cura del Dipartimento della Protezione Civile “Il naufragio della Costa Concordia. Sintesi di aspetti di gestione dell'emergenza”, distribuita ai partecipanti e pubblicata su questo sito web.
Dicembre: rimodulazione dei tempi
22 dicembre 2012: rimodulazione dei tempi
Nel periodico incontro con i cittadini dell’Isola del Giglio i partecipanti sono aggiornati sulle varie attività in corso di svolgimento, sulle future fasi progettuali e su una possibile rimodulazione dei tempi previsti per la rimozione del relitto, già presentata e condivisa dai rappresentanti del Consorzio Titan-Micoperi con tutti i membri dell’Osservatorio.
Gennaio: proroga dello stato di emergenza e giornata di commemorazione
11 gennaio 2013: proroga dello stato di emergenza
Il Consiglio dei Ministri proroga la scadenza dello stato di emergenza per il naufragio della Concordia al 31 dicembre 2013. La proroga è necessaria per garantire la buona riuscita delle operazioni complesse di rimozione e trasferimento della nave. La Presidente dell’Osservatorio di Monitoraggio, Maria Sargentini, comunica in un punto di situazione che sono stati rimodulati i tempi di conclusione dei lavori per la rimozione del relitto e che la fine delle operazioni è prevista per settembre 2013. Infatti, il cronoprogramma prevede da 15 a 45 giorni di possibile stop dei lavori, in funzione delle condizioni meteo-marine e ciò determinerà l'effettiva conclusione delle operazioni.
13 gennaio 2013: giornata di commemorazione
A un anno dal naufragio, la giornata del 13 gennaio è dedicata alla commemorazione delle 32 vittime dell’incidente, di cui due rimaste disperse, e al ringraziamento di tutti i soccorritori impegnati nelle operazioni di assistenza.




