11 May: earthquake in Rome?
We publish a few questions and answers on earthquake prediction and seismic risk in the city of Rome.
La casa dove abito può resistere a un terremoto?
In un comune classificato come sismico è obbligatorio rispettare le norme antisismiche. E' importante, prima di tutto, conoscere l’anno di costruzione del proprio edificio e confrontarlo con l’anno in cui il Comune è stato classificato come sismico per la prima volta. Se la costruzione è successiva, è molto probabile che l’edificio sia stato realizzato con criteri antisismici e, quindi, abbia una buona resistenza ai terremoti attesi statisticamente in quel comune. Anche edifici non progettati esplicitamente con criteri antisismici possono avere una discreta o anche buona resistenza al sisma e, in termini generali, occorrerebbe valutarne la vulnerabilità.
La vulnerabilità di un edificio dipende da:
- tipologia delle strutture (ad esempio, le strutture in muratura sono normalmente più vulnerabili di quelle in cemento armato)
- età (più le strutture sono vecchie, maggiore è la vulnerabilità)
- tipo di progettazione (se antisismica o no, ovviamente questo vale per le costruzioni più moderne)
- interventi di ristrutturazione che l'edificio o anche il singolo appartamento ha subito nel tempo (spesso, per migliorarne la funzionalità si aprono porte e si eliminano ampie porzioni di muratura con effetti deleteri sulla sicurezza sismica nel caso di struttura in muratura).Anche se un'analisi completa e compiuta del livello di sicurezza sismica di una struttura può essere fatta solo da un professionista esperto, in base a questi elementi e alla classificazione sismica del comune di appartenenza un cittadino può capire se potenzialmente si trova in condizioni di rischio elevato oppure no e, eventualmente, prendere i provvedimenti necessari per la sua prevenzione.
Il Giappone ha un sistema di previsione ed allerta per i terremoti? E’ possibile adottare lo stesso sistema in Italia?
Alcune notizie circolate sul terremoto dell'11 marzo 2011 hanno dato l’impressione che in Giappone funzioni un sistema di previsione delle scosse sismiche. In realtà, neanche in Giappone vengono previsti i terremoti, ma esiste un sistema di allertamento precoce della popolazione (early warning) basato sull’invio di sms. Nell’istante in cui viene registrata dalla rete sismica una scossa di terremoto che supera un valore di magnitudo stabilito, il sistema avvisa la popolazione, che ha quindi alcune decine di secondi, in funzione della distanza dall’epicentro, per mettersi al sicuro. Il tempo medio di percorrenza, che dipende da molti fattori (caratteristiche dell'evento, caratteristiche dei terreni attraversati dalle onde, energia del terremoto) si può stimare in circa 20/25 secondi per 100 km. Ciò che viene previsto, quindi, non è il terremoto, ma il momento in cui, verificatosi il terremoto, i suoi effetti potranno raggiungere gli insediamenti umani. L'allarme preventivo consente di interrompere l'erogazione di servizi e attività che potrebbero costituire un pericolo e il raggiungimento da parte della popolazione di luoghi di raccolta sicuri.
L’efficacia dell’allertamento dipende da quanto ci troviamo distanti dalla zona origine del terremoto: se l’epicentro è a molti chilometri dalle zone abitate, come generalmente avviene in Giappone, è possibile, dopo la scossa, avvisare la popolazione che gli effetti si stanno propagando e che raggiungeranno la loro zona dopo alcune decine di secondi.
Diversa è la situazione in Italia, dove le caratteristiche di sismicità del territorio e la densità dei centri abitati rendono di difficile applicazione questi sistemi di allertamento. Infatti, le zone in cui il terremoto può originarsi con maggiore probabilità si trovano spesso a pochi chilometri da aree densamente abitate. Il tempo di propagazione è quindi quasi istantaneo e rende di scarsa efficacia i sistemi di “early warning”. La ricerca scientifica sta comunque sperimentando l’utilizzabilità di questi sistemi ma, al momento, l’unica difesa per il nostro Paese resta la prevenzione
I precursori sismici servono a prevedere i terremoti?
Negli ultimi anni la scienza ha fatto notevoli progressi nello studio dei precursori sismici, ovvero di quei parametri chimici e fisici del suolo e del sottosuolo che subiscono variazioni osservabili prima del verificarsi di un terremoto.
Tuttavia, anche se in futuro lo studio sistematico di questi precursori potrebbe consentire di prevedere in maniera più o meno precisa il momento in cui si può verificare un terremoto, la loro validazione empirica è risultata finora infruttuosa, specie per gli scopi operativi di protezione civile. L’analisi condotta per conto della Protezione Civile dalla Commissione Internazionale sulla Previsione dei Terremoti ha evidenziato gli stessi risultati. Particolare attenzione va dedicata anche ai falsi allarmi, che pure possono risultare dannosi, come già accaduto in passato.
Nel campo della ricerca sui precursori c'è ancora molto da fare, sia in termini di sviluppo metodologico che di validazione statistica dei risultati, prima di una loro reale applicabilità in chiave operativa.
Chi elabora metodi per prevedere i terremoti deve sottoporli a una valutazione scientifica?
La prima e indispensabile valutazione di un metodo di previsione è data dalla sua pubblicazione su una rivista scientifica internazionale, che lo sottoponga alla revisione critica di scienziati competenti in materia. Molte previsioni pseudoscientifiche attualmente in circolazione non sono mai state sottoposte neanche a questa basilare forma di valutazione.
Inoltre, chiunque pensi di aver messo a punto un metodo previsionale e voglia testarlo scientificamente può sottoporlo ad una valutazione concreta ed oggettiva avvalendosi del Collaboratory for the Study of Earthquake Predictability – Csep, un laboratorio virtuale internazionale in grado di supportare una vasta gamma di esperimenti scientifici di previsione in più laboratori. Informazioni e contatti sono disponibili sul sito Csep: http://www.cseptesting.org.
Ad oggi, nessuno che si dica capace di fare previsioni puntuali sul giorno, il luogo e l’intensità di un futuro terremoto in Italia ha sottoposto i suoi esperimenti allo Csep.
It is possibile to predict earthquakes?
To date there are no accepted scientific methods that make possible to predict the exact time and place where the next earthquake will occur.
The only possible prediction is statistical, based on knowledge of past earthquakes. As you can see from the pages dedicated to earthquakes that had effects in the city of Rome, they occurred on many occasions and on various dates. It is therefore not possible neither predict nor rule out a date rather than another, either the May 11, June 11 or others.
We certainly know which areas of our country are at high seismicity, frequency and intensity of earthquakes, and where an earthquake of high intensity is most likely to occur, but it is not possible to determine precisely the time. The International Commission of seismologists, instituted by the Head of the Civil Protection Department in the Abruzzo region after the earthquake of 6 April 2009 confirmed these findings. Nobody has been able to predict the recent earthquakes that occurred in Japan and New Zealand.It should also be said that only in Italy, each day there are dozens of earthquakes and more than ten thousand each year, of which almost all are just perceived, with no effect on buildings. A general prediction that an earthquake occurs, without specifying the magnitude in a relatively large forecast is often a foregone conclusion, unless the magnitude is also specified and the area adequately circumscribed (eg within a radius of 10-20 km ). Forecasts of this kind is of no use for purposes of civil protection.
What are seismic precursors?
The seismic precursors are physical and/or chemicals parameters that undergo changes before an earthquake. Research on precursors of an earthquake has focused mainly on:
• geophysical precursors: abnormal speeds and characteristics of P and S seismic waves, changes in electrical and magnetic properties of rocks and the atmosphere;
• seismological precursors: before a large earthquake a series of microtremor, detectable only by instruments, or a change in the distribution of seismicity may occur;
• geodetic precursors: changes in altitude, position, inclination of parts of the soil surface and the speed of measured movements;
• geochemical precursors: variation of concentration in groundwater and soil gas of some radioactive elements, including radon gas;
• Hydrological precursors: change in the level of the undergroundwater bearing stratum, measured in wells.
Is the city of Rome exposed to a high seismic risk?
The territory of the city of Rome is characterized by a low seismicity, determined mainly by the effects of earthquakes with epicentre in the Castelli Romani and the most violent ones with epicentre in Umbria and Abruzzo Apennines, characterized by a high or medium-high seismicity. This seismicity is not unimportant because of the high value of the property and architectural monuments of the city and the vulnerability of the built heritage.
Who is Raffaele Bendandi? Is it true that he predicted an earthquake in Romr on 11 May 2011?
Raffaele Bendandi is a self-taught astronomer and seismologist born in 1893 and died in 1979. In response to rumors of an earthquake forecast by Bendandi for May 11, 2011, Paula Lagorio, Chairman of "The Bendandiana" cultural institution and custodian of all documents of the seismologist, pointed out in numerous interviews and statements that in Bendandi's documents relative to 2011 there is not any reference whatsoever to specific places or dates, such as those shown on the network. Even the administrators of the Facebook page of "La Bendandiana", including Paola Lagorio herself, argue that in the writings of Bendandi the date of 11 May, nor the city of Rome are cited.
Quali sono le caratteristiche della sismicità di Roma?
Le informazioni sulle caratteristiche della sismicità di Roma e sugli effetti dei terremoti storici sono molto ricche, per il ruolo di centro politico, religioso e culturale svolto dalla città nei secoli.
Possiamo distinguere:
- una sismicità di origine locale. Riguarda l'area compresa in un raggio di 15 chilometri dal centro ed è caratterizzata da una frequenza piuttosto scarsa, da magnitudo inferiori a 5.0 corrispondenti a intensità epicentrali del VI-VII grado della scala macrosismica Mercalli-Cancani-Sieberg MCS e profondità ipocentrali molto modeste (<5 km).
- una sismicità di aree prossime a Roma. Queste aree sono rappresentate dai centri sismici dei Colli Albani, sede di terremoti molto frequenti con magnitudo massime intorno a 5 e intensità epicentrali che in alcuni casi hanno raggiunto il grado VIII della scala Mercalli, e del litorale tirrenico, sede di terremoti molto poco frequenti, ma a volte di entità piuttosto rilevante. I risentimenti a Roma dovuti a terremoti provenienti dai Colli Albani sono numerosissimi, ma quasi sempre di bassa intensità (<V grado MCS). I rari risentimenti dovuti ai terremoti del «litorale tirrenico» hanno in un caso raggiunto il V-VI grado.
- una sismicità di aree dell'Appennino Centrale. A distanze comprese tra 60 e 130 km circa da Roma, sono presenti varie e importanti aree sismogenetiche. I più forti risentimenti sismici osservati nella città di intensità massima del VII-VIII grado MCS sono dovuti proprio ai terremoti che si sono verificati in queste aree. Le aree più rilevanti sono quelle dell’aquilano e del Fucino, in cui hanno avuto origine terremoti di magnitudo intorno a 7.0 e intensità epicentrali del XI grado Mercalli.




