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Gli incontri con i sindaci

06 maggio 2009

 

Il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha incontrato nel pomeriggio del 5 maggio i sindaci dei 49 comuni del "cratere sismico" nella Scuola della Guardia di Finanza di Coppito, sede della Di.coma.c.

Il punto ad un mese dal terremoto
L'incontro si è tenuto a un mese dal terremoto del 6 aprile, all'indomani della pubblicazione del "decreto abruzzo" e dell'avvio del dibattito al Senato per la sua conversione in legge. Ha voluto essere in primo luogo un punto di situazione e anche uno spazio di illustrazione e confronto sul decreto e sugli interventi attuati finora. Con i sindaci c'è ''dialogo e confronto'' ha ribadito Bertolaso: ''sono pronto a fare il loro portavoce'', in modo da trasferire le istanze del territorio in Senato.

Ad oggi sono oltre 65.000 le persone  fuori casa, di cui circa 33.000 accolte in 170 campi, con 100 cucine da campo e circa 40 posti medici avanzati. Sono 32.000 le persone alloggiate in alberghi della costa abruzzese e della provincia di Ascoli Piceno o in case private.

Le verifiche di agibilità
Un così alto numero di cittadini sfollati deriva anche dalla paura di rientrare in casa, ha affermato Bertolaso. Dalle statistiche sulle verifiche di agibilità degli edifici, infatti, ben il 53 % delle case risulta agibile. Dopo un mese dal terremoto sono state già stati verificati oltre 27.000 edifici in tempo record. Questo lavoro è frutto di un impegno eccezionale di tutti i tecnici che vi lavorano.

Per favorire il rientro della popolazione nelle proprie case, ha affermato Bertolaso, si sta procedendo nel modo più veloce possibile alle verifiche di agibilità degli edifici, cominciando dalla parte più periferica del "cratere sismico" per andare via via verso il centro storico de L'Aquila.

La percentuale varierà sicuramente dopo le verifiche nel centro storico de L'Aquila. Questa, infatti, è stata l'area maggiormente danneggiata anche per la presenza di edifici antichi.
Il centro storico è ancora interdetto ed è controllato dalle nostre Forze Armate; è gestito dai Vigili del Fuoco che stanno svolgendo un lavoro molto delicato e pericoloso per la messa in sicurezza degli edifici.
Dati confortanti si hanno, al momento, anche per l'agibilità delle caserme e degli edifici dove sono situate le attività produttive.
Si faranno ripartire al più presto gli ospedali e le scuole: si prevede, per queste ultime, che potranno riaprire nel prossimo mese di settembre, dopo aver effettuato tutti gli opportuni interventi per la messa in sicurezza.
Molti e gravi danni si sono invece riscontrati per il patrimonio artistico abruzzese. Anche qui si sta procedendo velocemente sia per le verifiche di agibilità che per la messa in sicurezza.

Il dissesto idrogeologico
Il terremoto ha aggravato anche i diversi problemi esistenti in regione per il dissesto idrogeologico: sono peggiorate alcune situazioni già critiche. Anche qui si stanno svolgendo rapidamente molti sopralluoghi per poter stabilire gli interventi più opportuni, che saranno pianificati con i sindaci.

 Il decreto Abruzzo
Guido Bertolaso dopo aver illustrato la situazione generale ha quindi esaminato con i sindaci il Decreto Abruzzo.
Il Commissario delegato, in particolare, ha posto l'accento sull'art. 2 del provvedimento che riguarda il piano c.a.s.e., sull'art. 3 riguardante la ricostruzione e la ristrutturazione degli edifici e sulla parte del decreto concernente la prevenzione del rischio sismico.

-Il Piano C.a.s.e.
E'un piano innovativo per la progettazione e realizzazione di nuove abitazioni: quartieri durevoli e tecnologicamente avanzati, ispirati a criteri di risparmio energetico e protezione dalle azioni sismiche.
Il piano riguarderà soprattutto il Comune de L'Aquila che ha registrato il maggior numero di persone sfollate, mentre per i comuni più piccoli saranno adottate delle casette di legno.
"Si tratta di complessi antisismici, sostenibili ed ecocompatibili" ha affermato il Capo Dipartimento, "ad elevato standard abitativo, ma di veloce costruzione", destinati alle persone che hanno avuto la casa distrutta, inagibile o gravemente danneggiata, dove sicuramente non potranno fare rientro prima di uno o due anni.
"E' una soluzione ponte" tra le tendopoli o l'albergo e la nuova abitazione.
Le case poggiano su un'enorme piattaforma di cemento che a sua volta è posizionata sopra degli isolatori sismici: delle piastre di gomma che fungono da molla se arriva una scossa, attutendo l'impatto.
Le abitazioni sono costruzioni prefabbricate in legno lamellare ad altissima tecnologia o in calcestruzzo precompresso, oppure costituite da pareti di metallo isolate termicamente.
L'Italia è una fra le più importanti produttrici di questa modernissima tecnologia, che viene esportata in California ed in Giappone. Nel nostro Paese, invece, viene utilizzata praticamente per la prima volta ora a L'Aquila.

 -I contributi per la ricostruzione
Alla fine di maggio o al massimo per i primi di giugno si saprà con esattezza quante sono le persone che non potranno rientrare nelle proprie case. Allora si definirà con loro, tramite i sindaci, il da farsi: i cittadini potranno  richiedere il contributo per l'autonoma sistemazione, usufruire di un appartamento affittato dal Dipartimento o delle abitazioni antismiche costruite secondo il piano c.a.s.e..

-La prevenzione sismica
Bertolaso, infine, ha affermato che grazie all'articolo 11 di questo decreto si darà impulso a una vera politica di prevenzione del rischio sismico.

Le decisioni dei sindaci
Nella riunione, che è durata per tutto il pomeriggio, i primi cittadini dei comuni inseriti nella mappa del terremoto hanno annunciato che proporranno integrazioni e modifiche al decreto del Consiglio dei Ministri durante la sua conversione in legge. Tra le varie istanze, danni risarciti al 100% e procedure snelle e celeri per i lavori di ristrutturazione o ricostruzione.