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Ricerca scientifica e diffusione della conoscenza di protezione civile per costruire società più resilienti

23 novembre 2020

Webinar sulla prevenzione sismica organizzato dal Dipartimento della protezione civile, Reluis e Fondazione Inarcassa

 

“La ricerca italiana in ingegneria sismica e le attività di ReLUIS a 40 anni dal terremoto campano-lucano”. E’ il titolo del webinar che si è svolto oggi sul tema attuale della prevenzione sismica, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile, dalla Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS) e dalla Fondazione Inarcassa.

I lavori sono stati aperti dal ministro dell'Università e della ricerca, Gaetano Manfredi, che ha sottolineato l’importanza della nuova “stagione dell’ingegneria sismica” nata dopo il terremoto dell’Irpinia, che ha messo al centro della sua attività la capacità di ricerca, l’importanza della formazione e lo sviluppo delle tecnologie. In particolare, ha evidenziato Manfredi, «la ricerca, come è evidente in questo periodo storico legato all’Emergenza Covid, deve essere basata su reti che colleghino in maniera strutturale i poli italiani, come ad esempio ha fatto Reluis, per mettere a sistema di tutto ciò che viene messo in campo in Italia e per portare la ricerca sismica ai livelli di quella di Paesi all’avanguardia come Giappone e Stati Uniti».

Oggi parliamo di ricerca sismica a 40 anni da uno dei terremoti più drammatici della storia italiana, ha evidenziato il ministro, ma l’attività scientifica deve essere necessariamente affiancata dalla partecipazione dei cittadini e ciò può avvenire solo attraverso la diffusione della conoscenza. «Soltanto attraverso quest’ultima attività, come accade ad esempio con la campagna Io non rischio, si può far acquisire ai cittadini la consapevolezza del rischio e costruire quindi una società sempre più resiliente», ha concluso il ministro.

Sono intervenuti in apertura anche il Presidente di Reluis, Edoardo Cosenza, il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa, ed il Presidente della Fondazione Inarcassa Franco Fietta.

“Il sistema di protezione civile e il contributo della comunità scientifica. Ieri, oggi e domani” è stato trattato dal Direttore del Dipartimento della Protezione Civile, Mauro Dolce, che ha illustrato l’organizzazione delle attività di protezione civile al momento del terremoto del 1980 in Irpinia, regolamentata dalla legge 996/1970 che disciplinava le norme sul soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite da calamità. L’attività di protezione civile è stata poi disciplinata dalla legge 225/1992, il cui impianto è stato ripreso nell’attuale Codice della protezione Civile (D.Lgs. 1/2018), che prevede tra l’altro anche la stretta collaborazione con la comunità scientifica. In questi ultimi 20 anni, ha sottolineato Dolce, progressivamente la collaborazione tra Protezione Civile e comunità scientifica si è evoluta e consolidata attraverso una relazione quotidiana sui temi della previsione e prevenzione, a partire dal settore Idro-Meteo e alcune strutture scientifiche poi hanno cominciato ad operare in modo strutturato accanto al Dipartimento.

La comunità scientifica partecipa al Servizio nazionale mediante l'integrazione nelle attività di protezione civile di conoscenze e prodotti derivanti da attività di ricerca e innovazione che abbiano raggiunto un livello di maturazione e consenso riconosciuto, anche frutto di iniziative promosse dall'Unione europea e dalle Organizzazioni internazionali nel campo della ricerca per la difesa dai disastri naturali.

L’intervento del Direttore Dolce si è concluso con uno sguardo verso il futuro dove sarà fondamentale l’integrazione delle competenze che risiedono oggi nei diversi Centri di Competenza, in quanto la complessità della gestione dei rischi, sempre più interconnessi o coesistenti tra loro, rende necessaria l’adozione di approcci multirischio.

La giornata dei lavori si è conclusa con una serie di interventi tematici in materia di ingegneria sismica.