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5 novembre 2020, Giornata mondiale della consapevolezza sugli tsunami

05 novembre 2020

Il Dipartimento della protezione civile partecipa al webinar dedicato ai Paesi dell’area Mediterranea

 

Dal 2015, si celebra ogni anno il 5 novembre 2020 la Giornata mondiale della consapevolezza sugli tsunami (World Tsunamis Awareness Day - WTAD), organizzata dall’UN Office for Disaster Risk Reduction (Undrr) per sensibilizzare in modo permanente sul rischio maremoto e sulla necessità di costruire società più resilienti. Anche le coste del Mediterraneo sono interessate da questo rischio, a causa dell’elevata sismicità e della presenza di numerosi vulcani attivi, emersi e sommersi. Per questo motivo, l’Italia partecipa dal 2005 a NEAMTWS, il Sistema di allertamento internazionale per il rischio maremoto nel Nord Est Atlantico, Mediterraneo e Mari collegati, sotto il coordinamento dell’ IOC - Intergovernmental Oceanographic Commission dell’Unesco. Dal 2017, per l'Italia, il Dipartimento della protezione civile coordina il SiAM - Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti generati da terremoti nel Mar Mediterraneo, di cui fanno parte anche l’Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Quest’anno, in occasione della Giornata mondiale, l’UNDRR e la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO, in collaborazione con partner esterni e delle Nazioni Unite e con il patrocinio del governo giapponese, hanno strutturato una campagna della durata di 30 giorni, con un palinsesto di eventi di diversa tipologia. Tra questi: la proiezione del  documentario Tsunami: Facing The Global Threat sulle ricerche di un gruppo di scienziati in merito all’evento di Palu, in Indonesia, del 2018; la programmazione di webinar “regionali” per favorire lo scambio di esperienze, studi e idee tra Paesi afferenti alla stessa area geografica (es. Mediterranea); l’organizzazione dell’evento virtuale Third World Tsunami Museum per costruire una memoria collettiva sui maremoti attraverso la conservazione e la condivisione di dati, informazioni, registrazioni e report sugli eventi passati; infine, la preparazione dell’evento World Tsunami Awareness Day: Ready for the Next Wave!, previsto per la giornata di oggi, con l’obiettivo specifico di sensibilizzare sull’importanza dei piani nazionali e locali a difesa delle comunità a rischio maremoto.

Tra questi eventi, il Dipartimento della protezione civile ha partecipato ieri, 4 novembre 2020, al webinar dedicato ai Paesi dell’area Mediterranea, insieme a Turchia, Grecia, Israele e Spagna, intervenendo nel panel dedicato alla panoramica e ai progressi nazionali nelle strategie di preparazione e mitigazione agli tsunami. Luigi D’Angelo, Direttore operativo per il coordinamento delle emergenze, ha parlato in particolare del percorso intrapreso dall’Italia e delle sfide che stiamo affrontando nella gestione di questo rischio, sottolineando che per i maremoti un elemento di complessità ulteriore deriva dall’impossibilità di seguire le procedure di allertamento della popolazione previste per gli altri rischi, e dall’esigenza di prevedere, per una maggiore tempestività, un’allerta unica e centralizzata. Su questo fronte, il nostro Paese ha lavorato, da un lato, nella costruzione del Siam e, dall’altro, nello sviluppo di IT-Alert, un sistema che, sfruttando la tecnologia di cell-broadcasting, è in grado di allertare via cellulare le persone che transitano in un’area a rischio.

L’allertamento non è l’unica sfida che questo rischio ha lanciato al nostro Paese: la più grande, probabilmente, resta quella per cui tutti i Comuni costieri italiani devono al più presto dotarsi di piani di protezione civile specifici per i maremoti, secondo le Indicazioni operative fornite dallo stesso Dipartimento a fine 2018. A supporto di questo processo, sulla base dei risultati del progetto TSUMAPS-NEAM, co-finanziato dal DGECHO e coordinato da INGV, Ispra ha elaborato su richiesta del Dipartimento mappe di inondazione delle fasce costiere che possono aiutare in modo concreto le Amministrazioni locali a elaborare una propria strategia di gestione del rischio (ad esempio, ad individuare le vie di fuga) e a definire le procedure di allertamento della popolazione.

A livello nazionale, per sensibilizzare costantemente sul tema componenti e strutture operative del Servizio Nazionale di protezione civile, vengono svolte periodicamente esercitazioni. L’ultima di queste è stata organizzata per posti di comando nella Regione Lazio, in occasione della Settimana della protezione civile, e ha coinvolto oltre all’amministrazione regionale, la Prefettura di Roma e alcuni comuni litoranei. Per quanto riguarda invece le iniziative volte a promuovere le buone partiche di protezione civile nella popolazione, anche quest’anno, in oltre 200 piazze virtuali, si è svolta, sempre durante Settimana della protezione civile, un’edizione digitale della campagna Io non Rischio Maremoto.

5 NOVEMBRE
La data del 5 novembre è stata scelta, in modo emblematico, per ricordare l’evento di tsunami che si verificò in Giappone nel 1854, a seguito di una fortissima scossa di terremoto in mare. In quell’occasione un cittadino, rendendosi conto dell’imminente pericolo che può derivare da un sisma, aveva cercato di allertare tutte le persone che si trovavano lungo la costa, dando fuoco ai covoni di riso ammucchiati nei suoi terreni situati in collina. In questo modo, quando poco dopo il maremoto si abbatté sulla costa, molte persone nel frattempo si erano messe al sicuro, risalendo la collina.​