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105 anni dal terremoto della Marsica

13 gennaio 2020

Un'emergenza storica il cui ricordo è ancora vivo nella popolazione dei territori colpiti

 

Avezzano 1905Il 13 gennaio 1915 una violentissima scossa colpisce il centro Italia. Sono le 7.53 quando il terremoto, con epicentro nella Piana del Fucino, si abbatte sull'Abruzzo con effetti superiori all'XI grado della Scala Mercalli.

La Marsica, punteggiata di centri abitati e intensamente popolata, è rasa al suolo. E il numero delle vittime è indicibile. Ad Avezzano, una delle città più colpite, sono meno di mille i superstiti su oltre 11mila abitanti. Enormi perdite si registrano anche a Collarmele, San Benedetto dei Marsi, Paterno, Ortucchio, Gioia dei Marsi e in tutte le altre località della Piana e della Valle del Liri. Complessivamente, oltre 30mila persone perdono la vita. Ed è uno scenario di guerra che si trovano a raccontare gli “inviati” dell’epoca, le cui cronache riportano immagini di feriti, macerie, disperazione.

All’alba del 14 gennaio, a ventiquattro lunghissime ore dalla scossa, i primi soccorsi iniziano ad arrivare da Roma e dalla più vicina L’Aquila. Si fermano ad Avezzano, e per giorni ancora non riescono a risalire verso gli altri centri colpiti. I pochi soldati inviati sul posto – Carabinieri, genieri e personale militare – lavorano in condizioni estreme, e procedono instancabili tra le macerie, alla luce delle torce e sotto la neve, alla ricerca degli ultimi superstiti.

La Croce Rossa allestisce ospedali da campo, i feriti più gravi sono trasportati a Roma, ma a meno di un mese dalla catastrofe, il terremoto è già dimenticato dall’Italia di Cadorna, proiettata verso la Grande Guerra, che aggiunge disperazione alla disperazione, e chiama alle armi persino i giovani sopravvissuti abruzzesi.

Anche quest’anno, il CAI di Avezzano ha organizzato una "fiaccolata della memoria" per commemorare a 105 anni di distanza il terremoto della Marsica. Una celebrazione ufficiale che punta, al contempo, ad alimentare tra le nuove generazioni il ricordo di questo drammatico evento, in un’ottica di consapevolezza e di conoscenza del territorio, della sua storia e dei rischi cui è esposto.