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World Tsunami Awareness Day, un momento di riflessione per costruire società più resilienti

05 novembre 2019

La giornata è organizzata dall’UN Office for Disaster Risk Reduction (UNDRR). Il rischio maremoto in Italia

 

Riflettere sull'importanza di ridurre il rischio tsunami attraverso lo sviluppo di sistemi di allerta accurati e tempestivi, rafforzare la governance del rischio da catastrofi e garantire la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati. Sono gli obiettivi principali della Giornata mondiale della consapevolezza sugli tsunami (World Tsunamis Awareness Day - WTAD), organizzata dall’UN Office for Disaster Risk Reduction (Undrr), che si celebra oggi e fa parte della campagna permanente di sensibilizzazione sul rischio maremoto e sulla necessità di costruire società più resilienti.

Ma qual è il contesto nel quale si inserisce la Wtad? Il panorama dei rischi, secondo Undrr, sta cambiando rapidamente, nascono ed emergono in modo imprevisto nuove correlazioni tra i vari rischi: quelli naturali, ambientali, tecnologici e biologici. Un pericolo può innescarne un altro con impatti a cascata tra settori della società e aree geografiche. Nell’ambito di questo panorama di rischi, gli tsunami devono essere considerati pericoli naturali anche devastanti che rappresentano una minaccia per la vita umana e richiedono un nuovo approccio, interconnesso e multidisciplinare, per affrontare il rischio che ne consegue.

Gli tsunami devono essere trattati come un pericolo multidimensionale perché spesso sono causati da frane ed eruzioni vulcaniche, con i terremoti più violenti che sono la causa di innesco più frequente. I grandi maremoti si verificano con una frequenza relativamente bassa ma hanno un impatto potenzialmente elevato, come dimostrato dagli tsunami nell'Oceano Indiano nel 2004 e lungo la costa orientale del Giappone nel 2011. Anche gli tsunami relativamente più piccoli possono causare enormi devastazioni come è accaduto in Indonesia nel 2018 e in Grecia e Turchia nel luglio 2017.

IL RISCHIO TSUNAMI IN EUROPA E IN ITALIA

Anche il Mar Mediterraneo è a rischio di terremoti tsunamigenici e per questo è stato realizzato il progetto europeo Tsumaps-Neam. Grazie a Tsumaps-Neam, al quale partecipa per l’Italia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è stata messa in campo la mappa di pericolosità per tsunami generati da terremoti nell’area del Mediterraneo e dell’Atlantico nord-orientale.

Nel 2017 una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri ha istituito il Sistema d’allertamento nazionale per i maremoti di origine sismica (SiAM), coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con Ingv e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).

L’Ingv, attraverso il Centro allerta tsunami (Cat), effettua la prima parte dell’allertamento, determinando i parametri del terremoto e stimando in tempo reale il loro potenziale tsunamigenico e fornendo al Dipartimento della Protezione Civile i messaggi di allerta che ha il compito di distribuirli alle diverse Istituzioni del SNPC attraverso la Piattaforma tecnologica Siam.

La piattaforma Siam è stata recentemente testata nel corso dell’esercitazione per posti di comando Tsunextt, organizzata dall’Agenzia regionale di protezione civile della Regione Lazio lo scorso 10 ottobre, con i comuni rivieraschi della provincia di Latina. Tsunextt ha permesso anche di testare i flussi di attivazione e di comunicazione tra le diverse strutture operative che devono gestire l’emergenza e i modelli di intervento dei singoli comuni coinvolti. Con le Indicazioni del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2018, sono state fornite le informazioni utili all’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto.

«Il test, ha precisato il Direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, Luigi D’Angelo, è stato molto utile per verificare l’efficacia della procedura informatizzata di diramazione dei messaggi di allerta alle strutture coinvolte, con lo scopo di aumentare la conoscenza delle procedure ed essere preparati in caso di un’eventuale emergenza. Ci auspichiamo che anche le altre regioni costiere possano quanto prima organizzare simili esercitazioni al fine di aumentare la preparazione e la consapevolezza sul rischio maremoto in Italia».