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43° meeting dei Direttori Generali di protezione civile dell’UE

11 ottobre 2019

Il nuovo quadro di sicurezza europeo, dai rischi naturali alle “minacce ibride”

 

Si e chiusa ieri 10 ottobre, la due giorni dedicata al 43° incontro dei Direttori Generali di Protezione Civile dell’Unione Europea ospitata dalla città di Helsinki, nel quadro della Presidenza finlandese di turno del Consiglio dell'UE.

Tutti i paesi europei sono oggi chiamati ad essere pronti a gestire possibili emergenze causate non dai tradizionali rischi naturali e tecnologici ma da nuove minacce di origine antropica. Alla luce del quadro evolutivo emergenziale che interessa l’Europa, è stata evidenziata la riduzione del confine tra i rischi naturali e le minacce create dall'uomo – come le minacce chimiche, biologiche e nucleari, CBRN – con conseguenze a cascata che sfidano la capacità di resilienza delle comunità, con effetti potenzialmente amplificati dai cosiddetti elementi ibridi come il terrorismo, agli attacchi informatici e le campagne di disinformazione.
 
In un contesto di sicurezza in continua evoluzione, le nuove minacce emergono come un tema che non può prescindere dalla valutazione dei rischi nazionali, ponendo nuove sfide per tutti gli attori interessati, le infrastrutture e i servizi essenziali di un territorio L'incertezza associata agli autori e la possibilità di una connessione tra eventi diversi, rende difficile gestire questo tipo di attacchi.
È necessario il rafforzamento della cooperazione intersettoriale con le forze dell'ordine, la comunità dell'intelligence, e con le autorità protezione civile per la valutazione della flessibilità dei sistemi di preparazione e di risposta alle catastrofi.
 
Il Meccanismo europeo di protezione civile, di cui l’Italia è Stato membro, svolge un ruolo chiave nel potenziamento della capacità collettiva, non solo rispetto ai tradizionali rischi naturali e di origine antropica, ma anche di mitigazione dei danni potenziali causati dai pericoli e dalle minacce CBRN, compresi elementi di natura ibrida.
Una vera e propria piattaforma di accesso per tutti gli attori coinvolti, con funzioni di coordinamento e potenziamento dei sistemi nazionali.
Si tratta di un Meccanismo europeo in continua evoluzione che il 21 marzo 2019, con l’entrata in vigore della nuova legislazione, ha identificato tre nuove aree dal carattere prioritario per lo sviluppo della riserva di salvataggio RESCEU: le capacità di risposta antincendio, le capacità di risposta medica di emergenza e la nuova le capacità di risposta CBRN.
 
Sulla base di questi presupposti, a distanza di un solo mese, il Meccanismo ha adottato il primo atto di esecuzione che istituisce la riserva di salvataggio dell'UE, in particolare per le capacità antincendio, gettando le basi per rinnovare e aumentare le flotte aeree nazionali con la creazione di un gruppo di lavoro specifico per la lotta agli incendi (AFF).
Se quindi il panorama della sicurezza europea richiede evidentemente un dialogo continuo tra le componenti di tutti gli Stati membri, la nuova legislazione ha ulteriormente sviluppato il concetto di rete di conoscenza della protezione civile che sarà valutato sulla base della capacità di coinvolgimento dei Paesi membri.
Il ruolo della rete di conoscenza è infatti quello di rafforzare il nuovo approccio potenziato alla cooperazione intersettoriale, e sostenere e di integrare le azioni degli Stati membri a livello nazionale, regionale e locale.