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La Scienza per la Protezione Civile


 

L'intervista al Prof. Mauro Dolce, Consulente scientifico del Capo del Dipartimento chiarisce i dettagli de “La Scienza per la Protezione Civile”, uno degli eventi nazionali della Settimana della Protezione civile, una giornata dedicata alle numerose e importanti attività che la comunità scientifica svolge nell’ambito del Servizio Nazionale della Protezione Civile, in particolare sulla comprensione dei rischi di disastro nel senso più ampio del termine, inclusi il monitoraggio, la sorveglianza, la previsione e le attività di prevenzione.

Il tema si inserisce in importanti iniziative internazionali di riduzione del rischio, tra cui il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction, la cui Priorità 1 recita: “Disaster risk management should be based on an understanding of disaster risk in all its dimensions of vulnerability, capacity, exposure of persons and assets, hazard characteristics and the environment. Such knowledge can be used for risk assessment, prevention, mitigation, preparedness and response”.

La giornata è stata organizzata con un evento nazionale e una serie di eventi distribuiti sul territorio.
L’evento nazionale si è tenuto oggi a Roma presso la sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile, in via Vitorchiano n. 2.alla presenza del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti.

Al termine è stata letta da parte del Capo del Dipartimento Angelo Borrelli una Dichiarazione conclusiva condivisa tra i partecipanti ai lavori, disponibile in calce a questo dossier. 

Gli eventi sul territorio sono invece programmati in diverse giornate dal 13 al 19 ottobre. Il programma degli eventi è disponibile su questo dossier cliccando sul toggle dedicato in calce. L'organizzazione è demandata ai Centri di Competenza su un impianto comune.In particolare, questi ultimi eventi hanno luogo nella sede del Centro di Competenza e saranno rivolti a un pubblico di amministratori regionali e degli enti locali del territorio, di studenti di scuola superiore e universitari, di ricercatori, di giornalisti.

Gli eventi avranno in programma una visita guidata ai laboratori del Centro di Competenza.


La giornata “La Scienza per la Protezione Civile” è organizzata con un evento nazionale e una serie di eventi distribuiti sul territorio, della durata orientativa di una mattinata. Gli eventi sul territorio si svolgono in diverse giornate nella settimana dal 13 al 19 ottobre, e sono stati organizzati direttamente dai Centri di Competenza. Gli eventi hanno luogo nella sede del Centro di Competenza e sono rivolti a un pubblico di amministratori regionali e degli enti locali del territorio, di studenti di scuola superiore e universitari, di ricercatori, di giornalisti che operano a livello locale.

Data Ente organizzatore Luogo Tema Insieme a / CdC ospiti Rischi trattati Programma definitivo (link)
15/10/2019 Università Politecnica delle Marche Ancona Cambiamenti climatici e riduzione del rischio disastri: formazione, ricerca ed operatività nel Sistema di protezione civile PC Regionale. Ospita un intervento di CETEMPS Idraulico, meteo Programma
16/10/2019 EUCENTRE, ReLUIS Pavia I Centri di Competenza per la riduzione del rischio sismico in Lombardia Ospita un intervento dell’INGV-Milano Sismico Programma
16/10/2019 ReLUIS, PLINIVS, INGV-OV, CNR-IREA-UniNa Napoli I Centri di Competenza per la riduzione dei rischi delle infrastrutture in Campania Ordini degli Ingegneri e degli Architetti Sismico, vulcanico Programma
16/10/2019 ReLUIS, CNR-IMAA, Uni-Bas, Regione Basilicata Potenza I Centri di Competenza per la riduzione dei rischi su infrastrutture e strutture strategiche in Basilicata Ordini degli Ingegneri, Geologi, Geometri e Architetti   Programma
16/10/2019 ReLUIS, UniTn Trento I Centri di Competenza per la riduzione dei rischi naturali in Trentino   Naturali (sismico, NaTech) Programma
16/10/2019 ReLUIS, UniBo, Ordine degli Ingegneri Bologna I Centri di Competenza per la riduzione dei rischi naturali in Emilia Romagna   Naturali (sismico, NaTech, alluvioni) Programma
16/10/2019 ReLUIS, UniPd, Ordine degli Ingegneri, Fondazione Ingegneri Padova Padova La riduzione del rischio sismico e idraulico in Veneto: attività di ricerca a supporto della Protezione Civile e Centri di Competenza Ospita un intervento di OGS Sismico, idraulico Programma
16/10/2019 ReLUIS, INGV, UniPa, Ordine degli Ingegneri Palermo I contributi della ricerca per la riduzione del rischi naturali in Sicilia   Naturali (vulcanico, sismico, da tsunami, idraulico) Programma
16/10/2019 CIMA Savona Inondazioni e Incendi boschivi come siamo diventati più consapevoli e resilienti Regione Liguria, ARPAL, SNPA, Corpo Nazionale Vigili del Fuoco. In collegamento con Pavia Meteoidrologico (inondazioni e fenomeni atmosferici ad alto impatto sul territorio) e incendi boschivi Programma
17/10/2019 Centro per la Protezione Civile UniFi Firenze La Scienza per la Protezione Civile: rischio idrogeologico Ospita un intervento di INGV-Pisa Idrogeologico Programma
17/10/2019 CamiLAB Rende (CZ)  La Scienza per la Protezione Civile. Ricerca, formazione, internazionalizzazione, innovazione tecnologica in Calabria Ospita un intervento di CNR-IRPI Idrogeologico, sismico, ambientale, incendi boschivi Programma
17/10/2019 INGV; Regione Emilia Romagna, ARPAE Bologna La Scienza per la Protezione Civile: territori, cittadini, ricercatori   Naturali Programma
17/10/2019 CNR-IRPI Perugia Il rischio geo-idrologico nelle attività di Alternanza Scuola Lavoro: occasione di conoscenza e sensibilizzazione rivolta ai giovani   Geo-idrologici Programma
17/10/2019 CETEMPS, Università de L'Aquila L'Aquila UNIVAQ incontra LARES ITALIA   Meteoidrogeologico Programma
18/10/2019 CNR-DSSTTA Roma Giornata di presentazione delle attività del CNR per fini di Protezione Civile Presenti gli Istituti CdC Naturali Programma

“Protezione civile e comunità scientifica di riferimento sono pronte a contribuire insieme, beneficiando del ruolo di coordinamento svolto dal Dipartimento della Protezione Civile, allo sviluppo di una strategia nazionale per la riduzione dei rischi di disastro, coerente con le politiche europee, in una prospettiva moderna, dinamica e di lungo periodo”.

Con queste parole si chiude la Dichiarazione finale della Giornata di studi “La Scienza per la Protezione civile” che si è tenuta stamani nell’Auditorium della sede di via Vitorchiano in Roma del Dipartimento della Protezione civile. Insieme Comunità Scientifica e Protezione civile si impegnano a continuare un lavoro fruttuoso, vitale per un Paese interessato da tutti i rischi naturali e colpito tante volte nel passato da tragedie mai dimenticate.

Ad aprire i lavori il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti: «Bisogna affermare con forza che senza i sistemi di studio e monitoraggio dell’attività sismica e vulcanica o del rischio idrogeologico o sui cambiamenti climatici avremmo città meno sicure, un sistema economico più disfunzionale e tanto altro, ha affermato il Ministro.  Il lavoro degli scienziati non si vede, non fa notizia, ma senza tale attività costante non potremmo avere un Dipartimento della Protezione civile che è in grado di agire in maniera così tempestiva, che può utilizzare le tecnologie per inviare allerte mirate, come si vuole fare con IT Alert, la nuova piattaforma di allertamento che è in preparazione. Dobbiamo tanto alla Comunità scientifica e abbiamo il dovere di supportarla».
 
Ha continuato poi il Capo del Dipartimento Angelo Borrelli: «mettere insieme le istituzioni, la comunità scientifica, e i cittadini è stata la grande intuizione di Giuseppe Zamberletti, il padre della Protezione civile italiana. Tutte insieme queste componenti lavorano per accrescere la resilienza delle nostre comunità ai disastri naturali e per rendere sempre più efficace la prevenzione dai disastri. E di Zamberletti fu anche l’idea della Commissione per la previsione e la prevenzione dai grandi rischi che lavora quotidianamente insieme a noi in piena sinergia. Questa stretta collaborazione deve continuare in diversi ambiti, da quello dell’allertamento, visto il grande lavoro che stiamo facendo per la piattaforma IT Alert a quello della pianificazione. Non possiamo ignorare le nuove tecnologie, dal web-gis all’intelligenza artificiale, anche per l’implementazione e la condivisione sempre più capillare delle pianificazioni di protezione civile. Non possiamo inoltre ignorare lo studio dei precursori, tematica sulla quale c’è un grande impegno da parte di tutti. E’ una strada da percorrere tutti insieme, componenti strutture operative e comunità scientifiche al servizio del Paese».

L’evento, condotto dal Consulente scientifico del Capo del Dipartimento Mauro Dolce, ha visto la presenza del Presidente della Commissione Grandi Rischi Gabriele Scarascia Mugnozza, del rappresentante della Direzione Generale Protezione civile e Operazioni di aiuto umanitario della Commissione Europea Hans Ulrich Goessl, e di numerosi rappresentanti di tutti i centri di competenza del Dipartimento della Protezione civile.

L’incontro, dopo le relazioni di Dolce, Goessl, Scarascia Mugnozza, ha visto la successione di due tavole rotonde moderate rispettivamente dal giornalista scientifico Franco Foresta Martin e dal geologo divulgatore Mario Tozzi, intramezzate dall’intervento di Alessandra Zampieri della Direzione Generale del Centro Comune di ricerca della Commissione Europea.

Tutti i rappresentanti dei centri di competenza che hanno animato i dibattiti nelle tavole rotonde hanno potuto approfondire gli aspetti del lavoro della comunità scientifica che collabora con i decisori delle azioni di protezione civile, avanzando proposte e dando un’idea di come si possa migliorare un lavoro importante e complesso declinato su vari aspetti.

Tra i tanti aspetti toccati alcuni meritano di essere evidenziati in maniera specifica: quasi tutti i partecipanti si sono soffermati sull’importanza di accrescere la precisione delle valutazioni quantitative dei fenomeni (in tutte le categorie di rischio) in relazione anche al grado di incertezza che i fenomeni naturali hanno tra le caratteristiche più importanti.

Un aspetto molto positivo esplicitato da quasi tutti i partecipanti è stato la forte volontà di collaborazione tra organizzazioni diverse, in vista di un approccio multirischio del lavoro della comunità scientifica che inevitabilmente viene fuori quando diversi centri di competenza mettono a fattor comune le proprie esperienze e i propri dati. Il tutto seguendo il grande obiettivo di rendere sempre più efficace la risposta alle emergenze e la previsione dei fenomeni.

A proposito di rapporto tra scienziati e decisori, diversi relatori hanno espresso la necessità da parte dei centri competenza di accrescere e supportare delle figure professionali che sappiano tradurre il lavoro scientifico a favore della comprensione sempre più efficace da parte dei decisori.

Questo è stato, peraltro, il tema centrale dell’intervento di Alessandra Zampieri, che ha evidenziato come sempre di più negli ultimi anni il ruolo del Centro Comune di Ricerca sia stato quello di creare l’interfaccia migliore tra il mondo scientifico e quello dei decisori politici.

Infine, ma non certo per importanza, il messaggio di grande apprezzamento per la Protezione civile italiana, il cui modello e il cui lavoro sono un esempio per la comunità internazionale ed europea fin dai primi anni in cui è stata costruita, grazie soprattutto all’opera di Giuseppe Zamberletti, da parte del rappresentante della DG Echo Hans Ulrich Goessl, che ha dichiarato che il particolare rapporto e la collaborazione tra comunità scientifica e operatori di protezione civile tipico dell’esperienza italiana è preso come esempio nell’ambito del Meccanismo europeo di Protezione civile.

Dalle ore 11 del 14 ottobre si tiene presso l'Auditorium della sede del Dipartimento della Protezione ciivle in via Vitorchiano a Roma l'evento "La Scienza per la Protezione civile" 

Qui il programma in PDF

 

Prima Settimana della Protezione Civile – 13-19 ottobre 2019

Giornata su “La Scienza per la Protezione Civile” – 14 ottobre 2019

DICHIARAZIONE CONCLUSIVA

Nella prima giornata dedicata a "La Scienza per la Protezione Civile", che si è svolta a Roma il 15 ottobre 2019 nell'ambito della Settimana della Protezione Civile, la protezione civile nazionale e la comunità scientifica di riferimento, che in Italia è parte integrante del sistema, affermano il valore della fruttuosa collaborazione in corso da decenni e riconosciuta con valore di legge già dal 1992. 
A conclusione dei lavori, protezione civile e comunità scientifica, rappresentate dagli oratori intervenuti nella giornata, concordano sull'opportunità di dare risalto ai seguenti punti condivisi. 

Il sistema di protezione civile riconosce il valore insostituibile del contributo scientifico per la realizzazione delle proprie attività fondamentali relative a tutto il ciclo del rischio: prevenzione, preparazione, gestione e superamento delle emergenze, e si impegna ad un uso sempre più esteso e consapevole dell'informazione scientifica nei propri processi decisionali. 

La comunità scientifica è consapevole della propria responsabilità nel fornire ai decisori di protezione civile i migliori dati, analisi, modelli interpretativi e valutazioni allo stato dell'arte, per permettere lo svolgimento del processo decisionale su basi scientifiche solide e di alta qualità. 
Nel riconoscere la complessità dei fenomeni naturali e antropici di interesse di protezione civile che possono verificarsi, la comunità scientifica è consapevole che la caratterizzazione di tale complessità debba essere accompagnata, per quanto possibile, da una valutazione quantitativa della possibilità di accadimento dei diversi eventi, rappresentando allo stesso tempo l’incertezza che accompagna tale valutazione. 

Questo aspetto trova un riscontro anche nell’attenzione che, a livello europeo, il sistema di protezione civile autorevolmente pone sul cambiamento delle stime di rischio nel tempo, anche rispetto al cambiamento climatico in atto, e al tema degli eventi catastrofici a bassa probabilità di accadimento e alto impatto. In questo senso, inoltre, si sottolinea l’identità di vedute con organismi internazionali quali l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione dei Rischi di Disastro (UNDRR) e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). 

La società civile e tutti i cittadini sono sempre più coinvolti sul tema dei rischi di protezione civile. È importante che la comunità scientifica e i decisori di protezione civile operino insieme per fornire informazioni autorevoli, corrette e comprensibili, sia in condizioni ordinarie che di emergenza. 

L’auspicio è che le comunità, nel tempo e con l’aiuto del mondo della comunicazione, accrescano la loro resilienza sviluppando sempre più la capacità critica di riconoscere le fonti di informazione più accreditate a cui fare riferimento. 
Protezione civile e comunità scientifica di riferimento sono pronte a contribuire insieme, beneficiando del ruolo di coordinamento svolto dal Dipartimento della Protezione Civile, allo sviluppo di una strategia nazionale per la riduzione dei rischi di disastro, coerente con le politiche europee, in una prospettiva moderna, dinamica e di lungo periodo. 


Roma, 14 ottobre 2019