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Allertamento: Laboratorio “Strumenti a supporto delle valutazioni del rischio idrogeologico”

23 maggio 2019

Nell’auditorium del DPC una tre giorni di presentazione dei nuovi prodotti pensati per coadiuvare le attività di prevenzione del rischio idrogeologico organizzata in collaborazione il CNR- Irpi. Le parole dei protagonisti 

 

Prima lezione laboratorio DPC-CNR Irpi

Si chiuderà oggi nell’auditorium del Dipartimento della Protezione civile in via Vitorchiano a Roma un laboratorio molto operativo composto da lezioni e esercitazioni pratiche per conoscere e applicare le strumentazioni e testare il loro utilizzo nell’ambito dell’implementazione del Sistema di Allertamento Nazionale organizzato in collaborazione tra il Dipartimento e il CNR Irpi, centro di competenza dello stesso DPC.

Le attività si inscrivono infatti nell’ambito dell’Accordo tra DPC e CNR – IRPI (novembre 2018 - maggio 2019), che prevede diverse attività nell’ambito dell’implementazione del Sistema di Allertamento Nazionale. 
In particolare nella tre giorni romana sono stati presentati da esperti dell’CNR Irpi e poi testati in brevi esercitazioni tre prodotti o per meglio dire, strumenti che potranno essere in seguito utilizzati dai Centri funzionali regionali in raccordo con Centro funzionale centrale del Dipartimento per realizzare le allerte per rischio idrogeologico e idraulico, cioè quindi il sistema di allertamento. 

I prodotti saranno disponibili per le Regioni e per le Province Autonome in apposite piattaforme tra le quali MyDewetra sviluppata dai tecnici del Dipartimento in collaborazione con la Fondazione Cima) e potranno essere utilizzati nelle attività di allertamento  quotidianamente. 

In particolare si tratta in primis del sistema SANF 3.0. Un sistema che permette di fare valutazione probabilistica sull’insorgenza di fenomeni franosi causati dalle piogge.   I dati permettono di testare la combinazione tra umidità del terreno (dovuta a precipitazioni precedenti) e la quantità di pioggia di evento che si osserva e prevede nel vicino futuro, e quindi è possibile capire quanto può essere alta la probabilità che si verifichino eventi di frana.
Si è parlato inoltre della tecnologia e dei dati satellitari, utili per l’idrologia operativa. Sono supporti tecnici agli operatori per poter individuare le condizioni di allerta per rischio idrogelogico e idraulico che le regioni producono ogni giorno.

Infine è stato presentato un database nazionale delle arginature in terra (DANTE), utile ad aiutare a conoscere nella maniera più precisa ed efficace lo stato degli argini delle centinaia di fiumi italiani al fine di aumentare il più possibile il livello di prevenzione per la salvaguardia dei cittadini che vivono nei pressi dei fiumi e del territorio circostante. 
In due interviste ai seguenti link abbiamo raccolto le parole del responsabile del Centro Funzionale centrale del Dipartimento della Protezione civile Carlo Cacciamani e del Direttore del CNR – Irpi Fausto Guzzetti.

Carlo Cacciamani è il Responsabile del Centro Funzionale centrale del Dipartimento della Protezione civile. Dottore, qual è il valore della collaborazione con un Centro di Competenza come CNR-Irpi?

«La collaborazione con CNR-Irpi fa parte del novero delle collaborazioni del Dipartimento della Protezione civile con i Centri di competenza, cioè strutture pubbliche, Università, Centri di Ricerca,  che collaborano con il DPC per la realizzazioni di servizi e prodotti utili alle attività di protezione civile per il lavoro sui diversi rischi.

La convenzione con CNR-Irpi nasce dall’attività di quest’ultimo nello sviluppo dei prodotti utili al sistema di allertamento. In questi giorni stiamo presentando questi prodotti nel workshop nell’auditorium del Dipartimento che segue tre incontri precedenti a Napoli a Foligno e a Bologna».

Di che si tratta?

«Il primo prodotto presentato a Regioni e Centri funzionali è legato allo sviluppo di applicazioni di dati satellitari utili per l’idrologia e idrogeologia operativa. Sono supporti tecnici utili agli operatori per permettere loro di individuare le condizioni di allerta per rischio idrogeologico e idraulico che le regioni producono ogni giorno. C’è grande interesse al momento sui prodotti che stimano il grado di umidità del suolo, ottenuto grazie all’utilizzo di dati satellitari. Un’informazione importante perché più i territori sono vicini alla saturazione più è probabile che i fiumi superino livelli di guardia. I dati che provengono dal satellite hanno una risoluzione molto elevata che permette di individuare i dettagli dello stato dei suoli. Questi dati, elaborati dall’Irpi saranno distribuiti sulle piattaforme come “MyDewetra” dove le regioni possono accedere e utilizzare i dati inserendoli nelle loro valutazioni ».

Si è parlato anche di prevenzione dalle frane.

«Si, c’è poi il sistema previsionale SANF. Un sistema che permette di fare valutazione probabilistica sull’insorgenza di fenomeni franosi causati dalle piogge.   I dati permettono di testare la combinazione tra umidità del terreno (dovuta a precipitazioni precedenti) e quantità di pioggia, e quindi è possibile capire quanto può essere alta la probabilità che si verifichino eventi di frana».

Infine il database sugli argini.

«Il CNR Irpi ha sviluppato un database sullo stato degli argini dei fiumi realizzando una metodologia operativa che permette di stimare la vulnerabilità arginale; queste informazioni possono fornire un grande aiuto per ottimizzare le attività di controllo degli argini fluviali, necessaria per mettere in sicurezza i tanti territori vicini ai bacini fluviali e protetti dagli argini. Sono informazioni di grandissimo utilizzo pratico, pensiamo solo all’Emilia Romagna che solo negli ultimi giorni ha avuto diversi forti fenomeni temporaleschi che hanno creato problemi anche alle arginature. Ricordiamo che la tenuta degli argini è fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Si tratta di strumenti molto utili ed è per questo motivo che il Dipartimento auspica che le Regioni e le Province autonome li usino e li testino, per valutarne operativamente l’efficacia,  e magari ci comunichino eventuali problemi o malfunzionamenti.

Tra circa un mese questi strumenti saranno operativi e disponibili. Le Regioni potranno collegarsi a piattaforme apposite (una di queste è MyDewetra messa disposizione dal Dipartimento) e scaricarne i contenuti. Lo sviluppo di strumenti tecnologicamente avanzati è una strada che il Dipartimento continuerà a percorrere con convinzione grazie al prezioso aiuto dei centri di competenza sulla strada di ottimizzare un sistema di allertamento sempre più efficace, rivestendo in tal modo anche il proprio ruolo di coordinamento».

 

Fausto Guzzetti è il Direttore del CNR-Irpi, il centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile impegnato nella creazione e implementazione di strumenti tecnici utili al miglioramento dell’efficacia dell’allertamento sul rischio idrogeologico e idraulico. In questi giorni Buzzetti è in DPC per il Laboratorio dal titolo “Strumenti a supporto delle valutazioni del rischio idrogeologico”. 

Direttore Guzzetti, qual è l’importanza degli strumenti di cui si sta discutendo in questi giorni nel Laboratorio?

«Si tratta di strumenti su cui il nostro Istituto punta molto nell’ambito di una collaborazione che ci onora e che ci ha permesso di partecipare in maniera concreta al grande lavoro di prevenzione e previsione che fa la Protezione civile sia a livello nazionale che regionale. Il Sistema previsionale SANF 3.0 per esempio abbiamo cominciato a svilupparlo nel 2009 dopo il terremoto de L’Aquila dando le prime previsioni solo pe la Regione Abruzzo. Dieci  anni di lavoro che hanno portato allo sviluppo di un sistema molto utile per l’allertamento meteo-idro. I dati satellitari invece sono stati pensati e verranno utilizzati per la stima dell’umidità del suolo, utili quindi per dare una stima della probabilità di  occorrenza delle frane ma non solo anche per gli incendi boschivi, per i fenomeni di siccità e altro».

C’è anche il tema del monitoraggio degli argini dei fiumi, tema molto sentito nell’ambito della prevenzione idrogeologica e idraulica.

«Sì infatti il terzo prodotto che abbiamo  riguarda le arginature, la maggior parte delle piene medio grandi dei fiumi nel recente passato sono avvenute per la rottura degli argini. Riuscire a capire esattamente dove gli argini rischiano di rompersi è cruciale. I nostri idrologi hanno messo a punto una procedura speditiva e un database che se sviluppata in modo coerente può portare miglioramento si individuazione rischio su argini ma non solo possono essere uno strumento valido per orientare la scelta di investimenti da fare per la prevenzione». 
 

I vostri strumenti possono avere anche altri usi altrettanto importanti. 

«Sì è il caso della collaborazione con RFI, Rete ferroviaria italiana, soprattutto nell’ambito della manutenzione della rete in territori a rischio idrogeologico». 
 

La collaborazione tra il DPC e il CNR-Irpi dura ormai da diversi anni. 

«La collaborazione con il sistema di protezione civile riveste per noi grande importanza. E’ una sfida quotidiana con domande sempre più difficili e complesse a cui rispondere. Grazie al Dipartimento inoltre abbiamo accesso a dati e informazioni che altrimenti sarebbero difficili da reperire. E poi mi lasci sottolineare anche l’aspetto umano, che riguarda tutti i nostri tecnici, scienziati e collaboratori:  cioè l’importanza di essere in prima fila quando accadono fenomeni calamitosi e poter dare il nostro contributo a favore dei cittadini e del nostro territorio».