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Progetto Ipcam 2, formazione sul sistema di monitoraggio dei rischi per gli operatori di protezione civile tunisini

18 aprile 2019

Rappresentanti della Sala operativa della Tunisia in visita presso la sede operativa del Dipartimento

 

Approfondire la conoscenza del sistema di previsione e monitoraggio dei rischi e di gestione delle emergenze in Italia. E’ l’obiettivo della tappa conclusiva di oggi del percorso formativo dei rappresentanti della Sala operativa di protezione civile della Tunisia presso la sede del Dipartimento della Protezione civile, previsto dal progetto Increasing Preparedness Capacities Across the Mediterranean (IPCAM 2).

La formazione fa parte dell’attività che il Dipartimento sta gestendo in collaborazione con la Fondazione CIMA, che mira a formare i membri selezionati della Sala operativa tunisina sull’utilizzo della piattaforma MyDewetra-World per la quale l’Ufficio nazionale di Protezione civile della Tunisia (ONPC) ha richiesto l’accesso come strumento per supportare lo sviluppo del sistema di allertamento da alluvioni ed incendi boschivi del Paese.

Il percorso formativo è iniziato a Savona il 15 aprile nella sede della Fondazione CIMA ed è proseguito poi presso l’ARPA Liguria. La delegazione tunisina in Italia è stata accolta in Dipartimento dal dirigente del Servizio relazioni internazionali Giovanni De Siervo il quale ha illustrato il Sistema italiano di protezione civile comparandolo a quello tunisino. Particolare attenzione è stata dedicata agli eventi calamitosi della storia recente che hanno colpito l'Italia e dove la Protezione Civile ha coordinato le operazioni di soccorso.
 
La vista è proseguita presso la Sala Situazione Italia, il Centro Operativo Aereo Unificato (Coau) e il Centro Operativo Emergenze Marittime (Coemm). Particolare interesse hanno suscitato nella delegazione tunisina gli approfondimenti degli esperti del Dipartimento sui temi di previsione e monitoraggio in materia di rischio idrico-idrogeologico, sismico e vulcanico presso il Centro Funzionale Centrale, la Rete RAN e l’Osservatorio sismico delle strutture e la sala del monitoraggio vulcanico.