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APPROFONDIMENTI
15-10-2010
Il rischio sismico in Toscana
La Toscana, come gran parte della nostra Penisola, è un territorio a rischio
sismico. Per ridurre gli effetti del terremoto, l’intero territorio nazionale è stato classificato in quattro zone a diversa pericolosità sismica (massima
in zona 1), sulla base all’intensità e alla frequenza dei terremoti del passato.
Nei comuni classificati è obbligatorio il rispetto di norme antisismiche per la
costruzione degli edifici.
La classificazione sismica attuale della Regione Toscana, che recepisce l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, è stata approvata con la delibera della Giunta regionale n. 431 del 19 giugno 2006. Nella classificazione sismica adottata, a differenza di quella proposta a livello
nazionale, la Regione ha introdotto la zona 3s, nella quale sono stati inseriti
comuni a bassa sismicità, dove è però obbligatoria l’applicazione delle norme
tecniche previste per la zona 2.
Su un totale di 287 comuni:
- 90 sono inseriti in zona 2 (31,3% del territorio regionale), dove possono verificarsi terremoti abbastanza
forti
- 106 in zona 3s (36,9% della superficie), a bassa sismicità
- 67 in zona 3 (23,3% della superficie), con possibilità di modesti scuotimenti
- 24 in zona 4 (8,3%), la meno pericolosa.
L'elenco dei comuni e la relativa classificazione sismica dell’intero territorio
italiano sono contenuti nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20 marzo 2003, successivamente aggiornati con le osservazioni delle regioni.
Nell’elenco, per i comuni della Toscana compare il codice 31 nella colonna relativa
alla zona di classificazione, che corrisponde zona 3s della classificazione sismica adottata dalla Regione Toscana. Con la delibera della Giunta della Regione Toscana del 26 novembre 2007 n. 841 sono state individuate le zone a maggior rischio sismico, che comprendono 81 comuni.
Le aree più esposte al rischio sismico sono quelle appenniniche: la Lunigiana,
la Garfagnana, il Mugello, la Valtiberina al confine con l’Umbria, il Casentino
e l’Amiata, zone in cui si sono verificati in passato forti terremoti. Tra i più
recenti: gli eventi del 26 aprile 1917 (Amiata, IX grado MCS), del 29 giugno 1919
(Mugello, IX grado MCS) e del 7 settembre 1920 (Garfagnana, IX-X grado MCS).
Dal 1984 la Regione Toscana ha avviato una campagna d’indagini nell’ambito della
valutazione preventiva della sicurezza degli edifici pubblici destinati a funzioni
strategiche e per la progettazione esecutiva di interventi di adeguamento sismico.
Dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 l’impegno regionale si è
intensificato. Sono stati realizzati interventi che hanno interessato diverse
centinaia di edifici pubblici di interesse rilevante, in prevalenza scuole.
Classificazione sismica
|
Zona 1 - E' la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti. |
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Zona 2 - Nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti. |
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Zona 3 - I Comuni in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti. |
|
Zona 4 - E' la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse. |
LINK CORRELATI
La classificazione sismica dell'Italia
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